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	<title>Cultura - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Sep 2026 16:10:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SHEIN porta a Roma moda, innovazione e responsabilità: dal modello on demand all’empowerment femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 12:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma diventa per alcuni giorni una vetrina sul modo in cui sta cambiando la moda, tra nuove tendenze, tecnologia e responsabilità sociale. Con il SHEIN...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/shein-porta-a-roma-moda-innovazione-e-responsabilita-dal-modello-on-demand-allempowerment-femminile/">SHEIN porta a Roma moda, innovazione e responsabilità: dal modello on demand all’empowerment femminile</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Roma diventa per alcuni giorni una vetrina sul modo in cui sta cambiando la moda, tra nuove tendenze, tecnologia e responsabilità sociale. Con il SHEIN Fall Winter Hub, di via del Babuino 188, il brand ha <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/shein-fashion-week-hub-a-roma-moda-innovazione-e-nuove-tendenze-al-centro-dellevento/">presentato </a>nella Capitale la collezione Fall/Winter 2026 e i tre trend protagonisti della stagione – Girl Boss, Folk Revival e Retro Remix – all’interno di uno spazio ispirato alle atmosfere disco e alla televisione degli anni Settanta. Dopo l’anteprima del 16 settembre dedicata a giornalisti, creator e talent, l’Hub ha aperto al pubblico dal 17 al 20 settembre, trasformando la presentazione della nuova collezione in un’esperienza tra moda, creatività e intrattenimento.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Moda, Bonito Oliva (SHEIN): «Italia mercato molto importante, continuiamo a investire»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/J69-fhH_T-k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Ma l’appuntamento romano è stato anche l’occasione per raccontare il percorso con cui SHEIN sta rafforzando il proprio rapporto con il mercato italiano. Un lavoro che coinvolge <strong>Alessandra Bonito Oliva, </strong>Senior Associate Director of Public Relations at SHEIN, e che passa anche dalla volontà di spiegare un modello di business che il gruppo considera differente rispetto a quello tradizionale del settore. SHEIN si presenta infatti come un’azienda tecnologica della moda con un sistema orientato alla domanda: volumi iniziali contenuti e produzione successivamente adeguata alle vendite effettive. La tecnologia viene utilizzata per intercettare più rapidamente le preferenze dei consumatori e trasferire queste informazioni nei processi di progettazione e produzione, con l’obiettivo dichiarato di ampliare l’accessibilità dell’offerta e limitare sovrapproduzione e invenduto.<br>Un approccio che si confronta con abitudini di consumo sempre più digitali. Secondo lo studio «The Economic Impact of SHEIN», realizzato da Copenhagen Economics e richiamato dall’azienda, per il 66% dei consumatori italiani il prezzo è un elemento determinante nell’acquisto di abbigliamento, mentre il 58% attribuisce importanza alla varietà dell’offerta e il 54% alla comodità dello shopping online. Il 42% dichiara inoltre di acquistare abbigliamento attraverso canali digitali almeno una volta al mese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Moda, Amb. Trombetta: «Aprirsi a nuove collaborazioni è un beneficio per il sistema italiano»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/-y4ddLlKIeY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>Sul rapporto tra apertura internazionale e sistema moda italiano è intervenuto anche l’ambasciatore <strong>Raffaele Trombetta</strong>, che ha ricordato come la diplomazia economica e commerciale sia ormai «una delle attività principali» della rete diplomatica e degli uffici dedicati al commercio estero. Promozione del brand Italia, tutela delle imprese nei mercati stranieri, ricerca di nuove opportunità e informazione agli operatori sono, secondo Trombetta, alcuni degli strumenti attraverso cui le rappresentanze possono accompagnare le aziende. Una funzione diventata ancora più rilevante, ha spiegato, in un contesto caratterizzato da una crescente competizione internazionale.Accanto alla promozione delle imprese italiane all’estero, Trombetta ha sottolineato anche l’importanza dell’apertura verso nuovi interlocutori e nuovi modelli. La moda italiana, ha osservato, resta «uno dei fiori all’occhiello» del Paese, ma proprio per la forza della sua tradizione non può considerare concluso il proprio percorso: «Dobbiamo anche aprirci a nuove esperienze, a nuovi contatti, anche a nuovi sistemi produttivi e di marketing». Da qui il valore attribuito alle collaborazioni con realtà internazionali capaci di portare competenze e innovazione, a condizione che il quadro regolatorio sia chiaro, uniforme e non discriminatorio. Un settore che resta prioritario anche per la Farnesina, come dimostrano le iniziative di promozione della moda italiana e la recente nomina di un inviato speciale dedicato al comparto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Moda, Pesci: «Tra profit e non profit serve condivisione su un obiettivo comune»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/B3kNeCycDj4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>Il tema della responsabilità delle imprese ha trovato spazio anche nel confronto con <strong>Massimo Pesci, </strong>Responsabile Fundraising e Comunicazione di Fondazione L’Albero della Vita. Per Pesci, inclusione e pari opportunità non sono elementi separati dalla vita dell’impresa, perché il luogo di lavoro contribuisce direttamente alla costruzione e alla diffusione di valori. Condizioni realmente inclusive, ha spiegato, permettono alle persone con storie e caratteristiche differenti di esprimersi meglio anche professionalmente e trasformano gli stessi lavoratori in «ambasciatori» di ciò che vivono all’interno dell’azienda.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio ulteriore è la collaborazione tra profit e non profit. Per Pesci non si tratta semplicemente di trasferire risorse economiche, ma di «condividere un progetto» partendo dalla capacità del Terzo settore di individuare un bisogno e da quella dell’impresa di mettere a disposizione strumenti e risorse. La sintesi, ha spiegato, sta nella «condivisione su un obiettivo comune, su un impatto sociale»: un rapporto che diventa tanto più efficace quanto più le aziende entrano direttamente in contatto con i progetti e con le persone a cui sono rivolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>È in questa prospettiva che si inserisce anche il lavoro di SHEIN sull’empowerment femminile. Dal 2019 il gruppo collabora a livello globale con <strong>Dress for Success</strong>, organizzazione non profit che accompagna le donne verso l’indipendenza economica attraverso formazione, mentorship, supporto professionale e strumenti per l’ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro. La partnership è stata estesa anche all’Italia, con iniziative a Roma e Milano e percorsi dedicati allo sviluppo delle competenze e dell’autonomia professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il sociale rappresenta uno dei tre assi, insieme alla tutela del pianeta e all’innovazione dei processi, su cui si sviluppa <strong>evoluSHEIN</strong>, la strategia attraverso cui il gruppo raccoglie i propri interventi ambientali e sociali. Nel 2025, secondo i dati diffusi dall’azienda, il 9,2% del poliestere acquistato direttamente per i prodotti a marchio SHEIN proveniva da materiale riciclato, rispetto al 6,7% dell’anno precedente. Sul fronte produttivo, la tecnologia Cool Transfer Denim Printing consente di ridurre di circa il 70% il consumo di acqua rispetto ai tradizionali processi di lavaggio del denim. Nello stesso anno SHEIN dichiara di aver realizzato migliaia di audit presso fornitori e subfornitori in Cina e di aver avviato una valutazione indipendente sui salari presso alcuni dei principali fornitori dell’area di Guangzhou. L’85,1% dell’elettricità acquistata per le attività operative proveniva inoltre da fonti rinnovabili, contro il 76% dell’anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Il Fall Winter Hub, romano diventa così non soltanto una vetrina per la nuova stagione, ma il punto di partenza per un racconto più ampio su accessibilità, innovazione e responsabilità. Temi che, nel confronto tra imprese, diplomazia e Terzo settore, riportano al centro una delle questioni decisive per il futuro della moda: accompagnare la trasformazione del comparto facendo seguire agli impegni dichiarati risultati concreti e progressivamente misurabili.</p>



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		<title>Rivoluzione Cinema: la Camera approva la riforma. Ecco come cambia il settore</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/rivoluzione-cinema-riforma-camera-settore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una convergenza politica quasi totale accende i riflettori sul futuro dell'industria audiovisiva italiana. Con 218 voti favorevoli e solo 6 contrari, la Camera dei Deputati ha dato in queste ore il via libera al testo unificato.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una convergenza politica quasi totale accende i riflettori sul futuro dell&#8217;industria audiovisiva italiana. Con 218 voti favorevoli e solo 6 contrari, la Camera dei Deputati ha dato in queste ore il via libera al testo unificato che riscrive la disciplina del settore e delega il Governo a riordinarne l&#8217;assetto entro i prossimi due anni. Nato dalla sintesi di cinque diverse proposte trasversali, il provvedimento &#8211; che ora passa all’esame del Senato &#8211; punta a trasformare l&#8217;intero comparto in una macchina industriale più efficiente, superando le rigidità del passato a favore di una gestione orientata al mercato, alla trasparenza e alla certezza dei tempi per le imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero cambio di paradigma risiede nell&#8217;uscita della gestione operativa dal perimetro diretto del Ministero. Dal 1° gennaio 2028 nascerà infatti l&#8217;Agenzia per il Cinema e l&#8217;audiovisivo, un ente pubblico autonomo dotato di piena indipendenza finanziaria e organizzativa. Sarà questa nuova struttura a prendere in mano la cabina di regia su erogazione dei fondi, accesso al credito e relazioni con le Film Commission territoriali, lasciando al Ministero della Cultura unicamente un ruolo di indirizzo politico e vigilanza. Contestualmente, il sistema dei sostegni economici cambia pelle: la revisione del tax credit e degli incentivi fiscali metterà al centro la selettività e la congruità dei costi, introducendo una programmazione triennale con scadenze trasparenti per la richiesta delle risorse. Un’impostazione pensata per dare stabilità all’intero ecosistema, dal sostegno per le opere prime e seconde alla spinta per le coproduzioni internazionali, passando per il rilancio strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riforma guarda con decisione anche alle nuove frontiere tecnologiche e al capitale umano. Da un lato amplia il proprio raggio d&#8217;azione includendo gli incentivi per il settore dei videogiochi e fissa paletti precisi sull&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale, subordinando lo sfruttamento delle prestazioni artistiche al consenso esplicito dei titolari dei diritti. Dall&#8217;altro, risponde alle storiche fragilità del lavoro dietro le quinte, riordinando gli ammortizzatori sociali, la previdenza e l&#8217;indennità di discontinuità per artisti e maestranze, oltre a stanziare un fondo dedicato da 10 milioni di euro all&#8217;anno fino al 2030 per supportare chi affronta situazioni di emergenza pensionistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano comunque aperti i nodi riguardo ai tempi di attuazione e alla sostenibilità finanziaria. Trattandosi di una legge delega, spetterà all’Esecutivo, tramite i futuri decreti attuativi, riempire di contenuti concreti la cornice programmatica. Il tema centrale passa quindi al quando e, soprattutto, al quanto: poichè il provvedimento non stanzia di per sè una dotazione di impatto immediato, l’efficacia reale della riforma dipenderà dalle coperture, da individuarsi già a partire dalla prossima legge di bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nondimeno, l’intesa raggiunta a Montecitorio concretizza l&#8217;invito al dialogo bipartisan lanciato dal regista Pupi Avati. Soddisfatto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che parla di un vero e proprio &#8220;stilnovo&#8221; nei rapporti con il settore, fondato su un clima di fiducia e sulla garanzia di procedure chiare e prevedibili per gli operatori. Un entusiasmo condiviso anche dall&#8217;opposizione: la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha accolto con favore la nascita di un’Agenzia indipendente in grado di sottrarre le scelte strategiche del settore ai condizionamenti della politica, ricordando però che la sfida decisiva sarà trovare le risorse adeguate nella prossima manovra di bilancio. Il provvedimento passa ora a Palazzo Madama per la blindatura definitiva.</p>
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		<title>Audiovisivo, il report 2025 a Venezia: gli investimenti esteri sfiorano i 300 milioni</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/mostra-cinema-venezia-investimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i flash dei fotograefi sul red carpet del Lido, gli abiti d’alta moda e il fascino senza tempo della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra i flash dei fotograefi sul red carpet del Lido, gli abiti d’alta moda e il fascino senza tempo della 83ª Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, la vera partita sul futuro dell’industria culturale italiana si è giocata a riflettori spenti, nei corridoi delle sale conferenze. È qui che la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo (DGCA) del Ministero della Cultura ha presentato in questi giorni l’atteso report di settore “I numeri del cinema e dell’audiovisivo italiano”, offrendo una radiografia della salute economica del nostro comparto audiovisivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diagnosi parla chiaro: non siamo di fronte a una crisi, ma a una netta variazione di marcia. Dopo anni di corsa a perdifiato, spinti dalle iniezioni di finanza pubblica e dal boom delle piattaforme streaming post-pandemia, il 2025 ha segnato il momento della normalizzazione finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se i capitali nazionali tirano il freno a mano, l&#8217;Italia scopre una vocazione sempre più forte come polo magnetico per gli investimenti esteri. Il dato finanziario più vistoso riguarda la contrazione dei budget: la spesa per la produzione dei lungometraggi subisce un lieve calo del 4,6%, pur mantenendo una sostanziale stabilità sul totale delle opere (403 film completati, +0,8%), mentre sul fronte di serie TV e web la sforbiciata è più netta, con i costi complessivi scesi del 19% a 814 milioni di euro. Si tratta di un assestamento inevitabile, causato dalla razionalizzazione delle commissioni da parte dei colossi Over The Top, quindi le piattaforme, e dalle nuove aliquote del Tax Credit nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, mentre l&#8217;interno rallenta, la leva estera corre a ritmi da record. Il Tax Credit Internazionale si conferma il vero motore industriale del Paese: nel 2025 le richieste di credito d&#8217;imposta per film stranieri sono quasi triplicate, passando a 36 opere per 198 milioni di euro, a cui si aggiungono 26 produzioni TV per altri 105 milioni. Gli Stati Uniti si confermano primo partner coprendo il 40% delle produzioni estere e doppiando competitor come Germania e Regno Unito, mentre la Francia guida il fronte delle coproduzioni con l&#8217;11% dei progetti congiunti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa spinta si riflette direttamente sul territorio con oltre 235 set aperti, 18.000 lavoratori coinvolti e più di 800.000 giornate lavorative registrate dai sindacati. Parallelamente, le sale cinematografiche tirano un sospiro di sollievo: il box office per il cinema italiano ha riagganciato quota 180,3 milioni di euro, sfiorando i 182,9 milioni del pre-pandemia del 2019, pur in un contesto di consumo cambiato che vive di prezzi medi leggermente più alti e maggiore permanenza in sala dei titoli di punta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiudere il cerchio, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha rassicurato il settore annunciando lo sblocco di 750 milioni di euro di risorse pubbliche per il 2026. L&#8217;audiovisivo italiano si impone così al Lido con una nuova certezza: finita l&#8217;era delle uscite a pioggia, la sfida futura non si giocherà sulla quantità pura, ma sulla capacità di attrarre capitali privati internazionali e costruire un&#8217;industria finanziariamente sostenibile.</p>
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		<title>Italiani lettori a metà: sempre meno libri, ma la carta e la biblioteca resistono</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/italiani-lettori-a-meta-sempre-meno-libri-ma-la-carta-e-la-biblioteca-resistono/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Bernardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 08:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia diminuiscono i lettori e restano forti i divari sociali e territoriali. Tengono però il libro cartaceo e la frequentazione delle biblioteche.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli italiani leggono sempre meno: un calo lento e costante, che va avanti da oltre vent&#8217;anni. Secondo il rapporto Istat «Libri e biblioteche», nel 2024 ha letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti il 57,1% delle persone dai sei anni in su, circa 32 milioni di lettori. Una quota in lieve diminuzione rispetto al 59,4% del 2015 e in netto calo rispetto al 60% del 2000. Il libro cartaceo, però, resiste, e le biblioteche tengono la posizione: le frequenta circa il 15% della popolazione, come dieci anni fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I divari territoriali e sociali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato nazionale nasconde differenze profonde. Nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno la quota si ferma al 47%. A pesare sono soprattutto l&#8217;istruzione e il reddito: chi ha un titolo di studio elevato legge circa tre volte più di chi ne ha uno basso. E considerando le fasce di reddito, i lettori passano dal 44% nelle famiglie più povere a oltre il 72% in quelle più agiate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marcata anche la differenza di genere. Le donne leggono più degli uomini — 62,6% contro 51,2%. Le donne sono anche lettrici più assidue: leggono più spesso tutti i giorni e rientrano più frequentemente tra i «lettori forti», quelli che superano i tredici libri l&#8217;anno. La lettura è particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, dove tocca il valore massimo del 78,9%, per poi calare con l&#8217;età fino al 37,5% tra gli over 75.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I ventitré milioni che non leggono</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte opposto, oltre 23 milioni di persone dichiarano di non aver letto neppure un libro nell&#8217;ultimo anno. Sono soprattutto uomini, adulti e anziani, residenti più spesso nel Mezzogiorno e con bassi livelli di istruzione. Tra chi non legge, la motivazione principale è la noia o la mancanza di interesse, seguita dalla mancanza di tempo libero e dalla preferenza per altri svaghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il disinteresse è particolarmente forte tra i giovani: oltre la metà degli 11-17enni afferma che leggere lo annoia o non lo appassiona. Colpisce anche il fenomeno degli ex lettori: circa il 25% di chi oggi non legge — oltre 5 milioni e mezzo di persone — dichiara di aver letto in passato e di aver poi smesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La carta non arretra, le biblioteche si trasformano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la diffusione del digitale, il libro di carta resta predominante. Nel 2025 oltre sette lettori su dieci leggono esclusivamente su carta, contro il 10% circa che usa solo e-book o libri online. Gli audiolibri, pur in crescita, coinvolgono ancora una quota limitata: circa un milione e mezzo di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tengono anche le biblioteche. Superata la fase più critica della pandemia, si è tornati ai livelli del 2019. A frequentarle di più sono i giovani fino ai 24 anni, con una quota del 30,9%, più del doppio della media nazionale. Ma il loro utilizzo è cambiato: accanto al prestito di libri e allo studio, per i più giovani la biblioteca è sempre più anche un luogo di incontro e socialità. Un utente su sei, inoltre, accede ormai ai servizi bibliotecari anche online.</p>
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		<item>
		<title>Il profeta che aveva ragione e ha perso lo stesso</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/il-profeta-che-aveva-ragione-e-ha-perso-lo-stesso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Tedeschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fondo di Leopold Aschenbrenner crolla da 45 a 10 miliardi: una scommessa sull’IA spinta dalla leva finanziaria che mostra i rischi dell’euforia tecnologica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/il-profeta-che-aveva-ragione-e-ha-perso-lo-stesso/">Il profeta che aveva ragione e ha perso lo stesso</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A fine luglio 2026 un hedge fund specializzato in intelligenza artificiale ha bruciato in pochi giorni la maggior parte del suo patrimonio. Si chiamava — con involontaria ironia — Situational Awareness, &#8220;consapevolezza della situazione&#8221;, ed era arrivato a valere 45 miliardi di dollari. Nel giro di poche settimane è precipitato intorno ai 10.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guidarlo c&#8217;era Leopold Aschenbrenner, venticinque anni, ex ricercatore di OpenAI diventato una piccola celebrità della Silicon Valley con un saggio-manifesto di 165 pagine pubblicato nel 2024. La tesi era netta: l&#8217;IA sarà una forza di trasformazione più grande della rivoluzione industriale, e chi lo capisce oggi si posiziona di conseguenza. Aschenbrenner si era descritto come uno dei pochi al mondo a vedere il futuro con chiarezza; qualcuno lo aveva ribattezzato &#8220;il Nostradamus dell&#8217;IA&#8221;. Sul fondo, lanciato nel luglio 2024, aveva costruito un&#8217;unica scommessa coerente con quella visione: crescita inarrestabile della domanda di semiconduttori, memorie, data center, energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un anno e mezzo ha avuto ragione, e in modo clamoroso. I rendimenti erano da capogiro — nell&#8217;ordine delle tre e quattro cifre percentuali dalla fondazione. Il problema è come li aveva ottenuti: con una leva finanziaria stimata fino al 400%, cioè scommettendo quattro dollari presi in prestito per ogni dollaro proprio, concentrati su un pugno di titoli volatili legati all&#8217;infrastruttura dell&#8217;IA. Una macchina che moltiplica i guadagni finché il mercato sale, e li moltiplica all&#8217;incontrario appena scende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A luglio è sceso. Un ribasso diffuso sui titoli dei semiconduttori ha spinto in rosso le posizioni del fondo — nomi come SK Hynix e CoreWeave — mentre andava storta anche una scommessa opposta, ribassista, sui titoli del software. A quel punto è scattato il meccanismo che nessuna &#8220;consapevolezza della situazione&#8221; aveva previsto: i prime broker, le grandi banche che prestano il denaro per fare leva, hanno chiesto indietro i soldi. Per coprire le richieste di margine, Aschenbrenner è stato costretto a svendere l&#8217;intero portafoglio azionario a Citadel, il colosso di Ken Griffin, a prezzi sotto mercato. &#8220;Vi abbiamo delusi questo mese&#8221;, ha scritto ai suoi clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la storia si complica, ed è il punto più interessante. Aschenbrenner non è finito sul lastrico: nonostante l&#8217;implosione, per via di come si misura la performance il fondo resta in attivo sull&#8217;anno. Non è la parabola dell&#8217;incompetente che perde tutto, ma quella di un uomo che aveva guadagnato somme irreali con una scommessa spericolata e ne ha restituita gran parte in poche settimane. La sua lettura di lungo periodo sull&#8217;IA può anche rivelarsi giusta ma non è questo che decide la sorte di un fondo a leva 400%. A deciderla è il momento in cui le banche bussano alla porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I critici lo avevano previsto. In molti, a Wall Street, osservavano che prima di aprire il fondo Aschenbrenner non aveva alcuna esperienza nella gestione di denaro, e che con quei livelli di indebitamento il crollo era &#8220;questione di quando, non di se&#8221;. C&#8217;è chi ha ricordato che la sua prima esperienza di lavoro era stata alla FTX di Sam Bankman-Fried, la piattaforma crypto poi travolta dallo scandalo. Vicende diverse, ma una stessa aria di fondo: rendimenti straordinari accolti senza troppe domande, finché durano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la parte che dovrebbe far riflettere, al di là del singolo protagonista. La convinzione che l&#8217;intelligenza artificiale trasformerà l&#8217;economia può essere fondata. Ma tra l&#8217;avere ragione su una tecnologia e il costruirci sopra una montagna di debito c&#8217;è una differenza che il mercato, prima o poi, presenta al conto. Situational Awareness l&#8217;ha imparato in pochi giorni. Resta da capire quanti altri, nella stessa scommessa, non l&#8217;abbiano ancora imparato.</p>
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		<title>Nuove banconote in euro, chi sono i personaggi in lizza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Bce apre il sondaggio per scegliere il nuovo design delle banconote in euro. In gara due temi, cultura europea e natura, con sei tagli da 5 a 200 euro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Banca centrale europea ha aperto al pubblico la scelta del futuro volto delle banconote in euro. Fino al 21 settembre i cittadini possono partecipare a un sondaggio online per esprimere la propria preferenza tra due filoni grafici e dieci proposte complessive, contribuendo così al processo di rinnovamento della valuta comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le alternative in campo sono due. La prima, intitolata <strong>&#8220;Cultura europea&#8221;</strong>, celebra luoghi simbolo della condivisione del sapere e della creatività, come scuole, biblioteche, teatri, musei e piazze, affiancandoli a sei personalità che hanno lasciato un segno nella storia culturale del continente. La seconda, <strong>&#8220;Fiumi e uccelli&#8221;</strong>, racconta invece la biodiversità europea attraverso il percorso di un corso d&#8217;acqua, dalla montagna fino al mare, associando a ogni ambiente naturale una diversa specie di uccello. Sul retro delle banconote, in questo caso, trovano spazio alcune delle principali istituzioni dell&#8217;Unione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il taglio da <strong>5 euro</strong>, la proposta culturale rende omaggio alle arti dello spettacolo con <strong>Maria Callas</strong>, mentre quella naturalistica raffigura il <strong>picchio muraiolo</strong>, specie tipica delle aree montane. Sul retro compare il Parlamento europeo di Strasburgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La banconota da <strong>10 euro</strong> propone <strong>Ludwig van Beethoven</strong> come simbolo della musica europea. L&#8217;alternativa naturalistica è dedicata al <strong>martin pescatore</strong>, mentre sul retro è rappresentato il palazzo Berlaymont di Bruxelles, sede della Commissione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul taglio da <strong>20 euro</strong> trova spazio <strong>Marie Skłodowska Curie</strong>, unica persona ad aver ricevuto due Premi Nobel in discipline scientifiche diverse, mentre la versione dedicata alla natura raffigura una colonia di <strong>gruccioni</strong> lungo il corso di un fiume. Sul retro compare la sede della Banca centrale europea a Francoforte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i <strong>50 euro</strong> è stato scelto <strong>Miguel de Cervantes</strong>, autore del <em>Don Chisciotte</em>, mentre la proposta naturalistica è dedicata alla <strong>cicogna bianca</strong>. Sul retro è raffigurata la Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea, con sede in Lussemburgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La banconota da <strong>100 euro</strong> celebra <strong>Leonardo da Vinci</strong>, simbolo dell&#8217;incontro tra arte e scienza, mentre la versione ispirata alla natura raffigura l&#8217;<strong>avocetta</strong> nelle zone umide costiere. Sul retro compare Palazzo Europa, sede del Consiglio europeo e del Consiglio dell&#8217;Unione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il taglio da <strong>200 euro</strong> rende omaggio alla scrittrice e premio Nobel per la Pace <strong>Bertha von Suttner</strong>, mentre la proposta naturalistica raffigura la <strong>sula bassana</strong>, grande uccello marino che conclude idealmente il viaggio del fiume fino all&#8217;oceano. Sul retro è rappresentata la Corte dei conti europea, anch&#8217;essa con sede in Lussemburgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della consultazione pubblica, il Consiglio direttivo della Bce analizzerà i risultati del sondaggio prima di selezionare il progetto definitivo. Le nuove banconote entreranno successivamente nella fase di sviluppo tecnico e produzione, con l&#8217;obiettivo di rinnovare l&#8217;aspetto dell&#8217;euro mantenendo al tempo stesso elementi facilmente riconoscibili dai cittadini europei.</p>
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		<title>La Quadriennale nel mondo: tre partnership con Italian Council</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/la-quadriennale-nel-mondo-tre-partnership-con-italian-council/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bozzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:18:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il successo della 18ª Quadriennale d'arte "Fantastica", che ha registrato oltre 25.000 visitatori in 88 giorni di apertura al Palazzo delle Esposizioni, e sotto la guida del presidente Andrea Lombardinilo, la Fondazione La Quadriennale di Roma consolida il proprio percorso.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo il successo della 18ª Quadriennale d&#8217;arte &#8220;Fantastica&#8221;, che ha registrato oltre 25.000 visitatori in 88 giorni di apertura al Palazzo delle Esposizioni, e sotto la guida del presidente <strong>Andrea Lombardinilo</strong>, la Fondazione La Quadriennale di Roma consolida il proprio percorso di crescita internazionale diventando partner culturale di tre progetti selezionati nell&#8217;ambito della 15ª edizione dell&#8217;Italian Council, il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per sostenere artisti, curatori e istituzioni nello sviluppo di iniziative di respiro internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa conferma un orientamento sempre più centrale nell&#8217;attività della Fondazione: promuovere l&#8217;arte contemporanea italiana non solo attraverso mostre e attività espositive, ma anche mettendo a disposizione competenze, patrimonio archivistico e relazioni istituzionali per favorire nuove progettualità e rafforzare le reti culturali internazionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i progetti sostenuti figura &#8220;Exhibiting Geographies: Art, Identity in the Mediterranean&#8221;, presentato da Caterina Iaquinta, dedicato alle relazioni tra pratiche espositive, patrimonio culturale e arte contemporanea nell&#8217;area mediterranea. La Quadriennale contribuirà con un supporto scientifico e curatoriale, favorendo il dialogo con istituzioni e operatori culturali e aprendo nuove prospettive di collaborazione anche con Dak&#8217;Art 2026. La Fondazione parteciperà inoltre al progetto &#8220;IN_Stability&#8221; dell&#8217;artista Giuseppe Pietroniro, promosso dalla Fondazione D&#8217;ARC ETS insieme al MACA – Museo de Arte Contemporaneo Atchugarry in Uruguay, organizzando un incontro pubblico dedicato all&#8217;artista e al suo percorso nel panorama dell&#8217;arte contemporanea italiana e internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo progetto, &#8220;An Entropic Tale&#8221;, sviluppato dalla ricercatrice Gaia Bobò in collaborazione con Institut ACTE – Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, The Gustav Metzger Foundation e GLUON Bruxelles, vedrà la Quadriennale mettere a disposizione la documentazione archivistica relativa alla terza mostra della X Quadriennale, La ricerca estetica dal 1960 al 1970 (1973), confermando il valore dell&#8217;Archivio Biblioteca come centro attivo di ricerca e produzione della conoscenza. Per la Fondazione, queste collaborazioni rappresentano un&#8217;importante occasione per valorizzare la ricerca come infrastruttura culturale, favorire la circolazione delle idee e consolidare la presenza internazionale dell&#8217;arte contemporanea italiana. «Il ruolo di partner culturale assunto in questi progetti intercetta pienamente la nostra missione – afferma il presidente Andrea Lombardinilo –. Vogliamo essere un luogo in cui ricerca, archivi, pratiche curatoriali e produzione artistica si incontrano, generando nuove connessioni tra istituzioni, studiosi, artisti e curatori. È in questa capacità di costruire relazioni che riconosciamo oggi una delle responsabilità più importanti di una Fondazione nazionale dedicata all&#8217;arte contemporanea.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con queste tre nuove partnership, la Quadriennale rafforza ulteriormente il proprio ruolo di piattaforma di ricerca, cooperazione e internazionalizzazione, con una particolare attenzione al Mediterraneo e alle nuove reti culturali globali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Photo credits: Karen Di Paola</em>.</p>
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		<title>Opera di Roma, al Circo Massimo la magnificenza dell’AIDA di Davide Livermore</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/opera-di-roma-al-circo-massimo-la-magnificenza-dellaida-di-davide-livermore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Verdi la scrisse per volere del Vicerè d’Egitto, Ismail Pascià, in occasione dell'apertura del nuovo Teatro Khediviale dell'Opera del Cairo. Prevista per il 1871, la prima mondiale dell’Aida fu rimandata a causa della guerra franco-prussiana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Giuseppe Verdi la scrisse per volere del Vicerè d’Egitto, Ismail Pascià, in occasione dell&#8217;apertura del nuovo Teatro Khediviale dell&#8217;Opera del Cairo. Prevista per il 1871, la prima mondiale dell’<strong><em>Aida</em> </strong>fu rimandata a causa della guerra franco-prussiana. Le scene e i costumi, realizzati a Parigi, rimasero bloccati nella città assediata. L&#8217;opera debuttò finalmente con un successo clamoroso il 24 dicembre 1871 al Cairo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torna oggi in tutta la sua bellezza come evento operistico della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma al Circo Massimo. Uno spazio immenso, che fa rimpiangere le Terme di Caracalla ferme per restauro, ma che si riempie della suggestione di uno spettacolo fuori dagli schemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo confessiamo subito: i nostalgici dell’<em>Aida</em> classica saranno delusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regia e coreografia del torinese Davide Livermore e le scenografie di Giò Forma che si arricchiscono delle imponenti videoproiezioni firmate D Wok regalano un’esperienza visiva che si muove tra l’intimità psicologica dei personaggi e la poesia visiva magnifica e totalizzante. Un’<em>Aida </em>così non l’avete mai vista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli schermi giganti e le proiezioni digitali riescono a riempire visivamente l&#8217;immenso spazio del Circo Massimo, creando un&#8217;esperienza quasi &#8220;cinematografica&#8221; e immersiva. Grazie anche ai due maxischermi laterali che per la prima volta riprendono i cantanti in primo piano con uno stile che strizza l’occhio ai primi film di inizio Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni richiamo alla guerra tra egizi ed etiopi o al sangue che scorre per i sacrifici al possente dio Fthà diventa coreografia e movimento. Uno spettacolo dal carattere forte dove si celebra il dramma privato dei personaggi. Scene corali, processioni e la disfatta per tutti i protagonisti. Amori e passioni, intrighi di stato e desiderio di vendetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meravigliosi i costumi di Gianluca Falaschi che riportano all’oro e al nero dell’Art Nouveau che così tanto fu influenzato dall&#8217;antico Egitto. Gli artisti di fine Ottocento assorbirono la magia di quel mondo in modo sottile, sinuoso e stilizzato. Non una copia storica ma l&#8217;evocazione, la sensualità e il mistero. Tratti che ritroviamo nei drappeggi, nel copricapo, nei vessilli imperiali, nei gioielli geometrici che si muovono sulla scena come un quadro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Direzione d’orchestra è firmata da Daniele Callegari . Nel ruolo del titolo debutta con la fondazione musicale Elena Stikhina in alternanza con Yolanda Auyanet e Aleksandra Kurzak. Angela Meade nel ruolo da mezzosoprano di Amneris alternandosi con Valentina Pernozzoli. Per Radamès Luciano Ganci e Ivan Magrì. Amonasro ha la voce di Ernesto Petti e Ludovic Tézier nella recita del 22 luglio</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>AIDA</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Opera in quattro atti</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;<br>Libretto di&nbsp;<strong>Antonio Ghislanzoni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Musica&nbsp;<strong>Giuseppe Verdi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Direttore<strong>&nbsp;Daniele Callegari</strong><br>Regia e movimenti coreografici&nbsp;<strong>Davide Livermore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Maestro del Coro&nbsp;<strong>Ciro Visco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Regista Collaboratrice&nbsp;<strong>Chiara Osella</strong><br>Scene&nbsp;<strong>Giò Forma</strong><br>Costumi&nbsp;<strong>Gianluca Falaschi</strong><br>Luci&nbsp;<strong>Fiammetta Baldiserri</strong><br>Video&nbsp;<strong>D-WOK</strong><br>Coreografo Associato&nbsp;<strong>Carlo Massari</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In scena il 18, 22, 26 e 28 luglio</strong> alle <strong>21:00</strong></p>
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		<title>Gioco pubblico, il settore cambia più velocemente delle regole: il confronto sul comparto a Roma</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/gioco-pubblico-il-settore-cambia-piu-velocemente-delle-regole-il-confronto-sul-comparto-a-roma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>: A Roma il confronto promosso da SWG e Brightstar sull'evoluzione del gioco pubblico tra innovazione, intelligenza artificiale, tutela dei giocatori e riforma del settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/gioco-pubblico-il-settore-cambia-piu-velocemente-delle-regole-il-confronto-sul-comparto-a-roma/">Gioco pubblico, il settore cambia più velocemente delle regole: il confronto sul comparto a Roma</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il gioco pubblico evolve più rapidamente delle regole che lo disciplinano. È questa la fotografia emersa dal confronto promosso da SWG e Brightstar nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio &#8220;Giocare da grandi&#8221;, che mercoledì 1° luglio <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/persone-in-gioco-connessioni-intrattenimento-e-nuove-forme-di-partecipazione/">ha riunito </a>al MoMeC di Roma istituzioni, tecnici ed esperti per discutere di innovazione, partecipazione e riordino del settore. Un dibattito che ha mostrato come tecnologia, dati e nuovi comportamenti dei cittadini stiano ridisegnando un comparto chiamato oggi a trovare un nuovo equilibrio tra sviluppo, legalità e tutela.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Gioco, Grassi (SWG): &quot;I giocatori sono più informati e partecipano di più alla vita sociale&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/65EEpiWif-k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A delineare il quadro è stato <strong>Riccardo Grassi</strong>, Responsabile di ricerca SWG, presentando i risultati dell&#8217;ultima indagine dell&#8217;Osservatorio. Lo studio restituisce un&#8217;immagine del giocatore abituale molto diversa dagli stereotipi: più informato, più interessato all&#8217;attualità, alla politica e all&#8217;economia e mediamente più coinvolto nella vita sociale rispetto ai non giocatori. Un risultato che, ha spiegato, gli stessi ricercatori hanno verificato più volte prima di considerarlo definitivo. Il gioco, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto un&#8217;esposizione al rischio, ma anche una forma di partecipazione capace di aumentare il coinvolgimento delle persone in un contesto in cui gli strumenti tradizionali faticano sempre di più a creare interazione.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Gioco, Costa (Sogei): &quot;Intelligenza artificiale e dati rafforzano controlli e legalità&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/1QqnD2nR_0c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se il comportamento dei giocatori cambia, anche gli strumenti di regolazione devono evolvere. <strong>Claudio Costa</strong>, Responsabile della Divisione Soluzioni e Servizi di Sogei, ha ricordato come il sistema italiano disponga già di una delle infrastrutture tecnologiche più avanzate d&#8217;Europa, in grado di tracciare miliardi di transazioni ogni anno e di utilizzare intelligenza artificiale e analisi dei dati per individuare frodi, monitorare il mercato e supportare le decisioni delle istituzioni. Un patrimonio informativo che, secondo Costa, rappresenta oggi uno dei principali punti di forza del modello italiano di controllo del gioco pubblico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia, però, da sola non basta. <strong>Antonio Giuliani</strong>, Direttore dell&#8217;Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell&#8217;Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha evidenziato come il comparto fisico continui a fare riferimento a regole tecniche risalenti a circa quindici anni fa, nonostante l&#8217;evoluzione delle tecnologie disponibili. Proprio queste, ha osservato, consentirebbero oggi di introdurre strumenti più efficaci per il gioco responsabile e la prevenzione della ludopatia. Da qui la necessità di completare il riordino del settore, aggiornando un quadro normativo che rischia di rimanere indietro rispetto all&#8217;innovazione. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Gioco, de Bertoldi (Lega): &quot;Errore separare il riordino del gioco online da quello fisico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/pYip_z1fXxg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema della riforma ha inevitabilmente attraversato anche il confronto politico. L&#8217;On. <strong>Andrea de Bertoldi,</strong> componente della Commissione Finanze della Camera, ha criticato la scelta di separare il riordino del gioco online da quello terrestre, sostenendo che una riforma realmente efficace dovrebbe affrontare in modo organico le differenze normative, fiscali e territoriali che ancora caratterizzano il comparto. <strong>Gian Antonio Girelli</strong>, componente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha invece richiamato la necessità di una regolamentazione efficace accompagnata da prevenzione, formazione degli operatori e una strategia nazionale omogenea, osservando come il divieto assoluto non rappresenti una risposta sufficiente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Tullio Patassini</strong>, Capo Segreteria Staff Presidente Commissione Attività Produttive della Camera, una riforma destinata a durare deve invece nascere da un ampio consenso politico e da un quadro stabile di regole, capace di coniugare trasparenza, legalità e tutela dei cittadini.</p>



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<iframe loading="lazy" title="Gioco, Patassini (Lega): &quot;La riforma deve nascere da un ampio consenso politico&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/OQBUFTb0pBU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">A riportare il dibattito sulla dimensione culturale è stata infine <strong>Anna Maso</strong>, Psicologa e Video Game Therapist del The Brain Lab Group. Il gioco, ha ricordato, accompagna lo sviluppo della persona fin dall&#8217;infanzia e rappresenta uno strumento fondamentale di apprendimento e relazione. Anche il videogioco è un mezzo neutro: il problema nasce quando diventa totalizzante e sostituisce progressivamente le altre dimensioni della vita. «Non bisogna chiedere a una persona quanto gioca, ma da cosa sta scappando», ha osservato, riportando il tema della prevenzione sul terreno delle fragilità sociali e relazionali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Gioco, Maso (The Brain Lab Group): &quot;Il rischio nasce quando il gioco sostituisce la realtà&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rk4-X2l2MxY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Una riflessione che si collega anche alla posizione espressa da <strong>Gennaro Schettino</strong>, presidente di AGIC, secondo cui il gioco deve continuare a essere considerato una forma di intrattenimento, senza perdere di vista la tutela dei consumatori più fragili. «Ogni anno circa 18 milioni di italiani si avvicinano a questa attività, come accade per il cinema o il teatro. Le aziende sono fortemente impegnate affinché rimanga una forma di intrattenimento e non diventi mai azzardo», ha spiegato. Per il presidente di AGIC la priorità, ora, è che il percorso di riordino del comparto non si interrompa: la richiesta rivolta alle istituzioni è quella di completare la riforma entro la fine della legislatura.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Gioco, Schettino (AGIC): &quot;Il riordino del settore va completato entro la legislatura&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/GkEhxf7ujv4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Il confronto romano ha restituito così l&#8217;immagine di un settore che dispone già di tecnologie avanzate, strumenti di controllo e grandi quantità di dati, ma che attende ancora un quadro regolatorio capace di accompagnarne l&#8217;evoluzione. Una sfida che riguarda non soltanto il riordino del gioco pubblico, ma più in generale la capacità delle istituzioni di governare un cambiamento che è già in corso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/gioco-pubblico-il-settore-cambia-piu-velocemente-delle-regole-il-confronto-sul-comparto-a-roma/">Gioco pubblico, il settore cambia più velocemente delle regole: il confronto sul comparto a Roma</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<item>
		<title>AssoBirra presenta l&#8217;Annual Report 2025: una filiera resiliente tra consumi, competitività e nuovi equilibri di mercato</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/assobirra-presenta-lannual-report-2025-una-filiera-resiliente-tra-consumi-competitivita-e-nuovi-equilibri-di-mercato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Telesio di Toritto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 15:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Annual Report 2025 di AssoBirra fotografa lo stato del comparto: consumi, produzione, competitività e le sfide della filiera</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/assobirra-presenta-lannual-report-2025-una-filiera-resiliente-tra-consumi-competitivita-e-nuovi-equilibri-di-mercato/">AssoBirra presenta l’Annual Report 2025: una filiera resiliente tra consumi, competitività e nuovi equilibri di mercato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La birra continua a rappresentare uno dei prodotti più radicati nelle abitudini di consumo degli italiani, ma i numeri del 2025 raccontano anche un mercato alle prese con profonde trasformazioni economiche, sociali e demografiche. È quanto emerge dall&#8217;Annual Report 2025 di AssoBirra, <a href="https://www.thewatcherpost.it/the-watcher-photos/a-roma-la-presentazione-dellannual-report-2025-di-assobirra-ecco-chi-cera/">presentato</a> a Roma nel corso dell&#8217;evento &#8220;Birra, un ecosistema per la crescita&#8221;, che ha riunito imprese, economisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sullo stato di salute di una filiera che genera oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e sostiene più di 112 mila posti di lavoro lungo tutta la catena produttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati diffusi dall&#8217;associazione, nel 2025 i consumi di birra in Italia si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri, in lieve calo del 2,5% rispetto all&#8217;anno precedente ma ancora su livelli superiori a quelli pre-pandemia. Anche la produzione nazionale registra una flessione del 2,5%, fermandosi a 16,8 milioni di ettolitri, mentre continua a pesare la competizione internazionale. A distinguersi è invece il segmento delle birre low e no alcol, che in un solo anno ha quasi raddoppiato il proprio peso sul mercato, passando dal 2,1% al 3,9%, segnale di un cambiamento sempre più evidente negli stili di consumo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, Sannella (AssoBirra): «Serve un&amp;apos;alleanza stabile tra imprese, filiera e istituzioni»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/2_oFzT_5hgY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">«I dati confermano che il comparto birrario italiano sta attraversando una fase di resilienza, seppur non priva di ostacoli e dentro uno scenario economico complesso, segnato da stagnazione dei consumi, pressione sul potere d&#8217;acquisto e cambiamenti profondi nei comportamenti delle famiglie», ha sottolineato il presidente di AssoBirra <strong>Federico Sannella.</strong> Per il presidente dell&#8217;associazione la sfida dei prossimi anni sarà rafforzare la filiera, sostenere il rilancio dell&#8217;Horeca, accompagnare gli investimenti in innovazione e sostenibilità e costruire un contesto più favorevole alla competitività delle imprese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, De Novellis (REF Ricerche): «Il mercato evolve tra consumi stabili e nuovi comportamenti»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rNJlWGMdWlc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnare la presentazione dei dati è stata l&#8217;analisi economica realizzata da REF Ricerche e illustrata dal partner <strong>Fedele De Novellis</strong>. Lo studio evidenzia come il mercato della birra rifletta alcune delle principali trasformazioni che stanno attraversando l&#8217;economia italiana: consumi delle famiglie sostanzialmente stabili, potere d&#8217;acquisto ancora inferiore ai livelli pre-crisi, invecchiamento della popolazione e cambiamento delle abitudini di spesa. In questo scenario, la birra mantiene una sostanziale tenuta, mentre emergono nuove preferenze orientate verso consumi più moderati e prodotti a ridotto contenuto alcolico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, Eichberg (Mimit): «Pronti a lavorare su misure per sostenere la filiera»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/FvrsrTWs6tQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa ha rappresentato anche un momento di confronto tra il settore e le istituzioni. Tra gli interventi istituzionali quello di <strong>Federico Eichberg</strong>, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme ai contributi tra gli altri del vicepresidente del Senato <strong>Gian Marco Centinaio</strong>, del presidente della Commissione Finanze della Camera<strong> Marco Osnato</strong> e del segretario di Presidenza della Camera<strong> Stefano Vaccari</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, Centinaio (Lega): &quot;Aiutare il settore in questa fase. Bere meno ma meglio&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/H3XBJryiDp0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Birra, Osnato (FDI): &quot;Nella prossima legislatura valuteremo aggiustamenti su incentivi e fisco&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/YdrnxX0p3LE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Al centro del dibattito il ruolo strategico della filiera brassicola per il sistema agroalimentare nazionale, la necessità di sostenere la competitività delle imprese e l&#8217;importanza di accompagnare le trasformazioni del mercato con politiche favorevoli agli investimenti, all&#8217;innovazione e alla valorizzazione del Made in Italy.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, Vaccari (PD): &quot;Il consumo sta cambiando, servono risorse e politiche ad hoc&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/RscAX9HoGwE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Assobirra (Pratolongo): &quot;Gli italiani hanno creato un rapporto con la birra, analcoliche il futuro&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/e4Tm0z73A-c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle istituzioni, l&#8217;evento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del comparto. Oltre a Sannella, sono intervenuti il Past President di AssoBirra<strong> Alfredo Pratolongo</strong>, la Vice Presidente di AssoBirra <strong>Serena Savoca</strong> e <strong>Claudia Buzio</strong>, Advisor del Presidente per la Coesione Associativa. Un confronto che ha messo in evidenza la volontà dell&#8217;associazione di rafforzare il dialogo tra imprese, filiera e decisori pubblici per affrontare le sfide dei prossimi anni, dalla sostenibilità ambientale ed energetica alla digitalizzazione, fino alla valorizzazione del capitale umano e delle competenze necessarie per sostenere la crescita del settore.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Savoca (Assobirra): &quot;La sostenibilità deve andare a braccetto con l&amp;apos;innovazione per la crescita&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/eT82BJ-t0Bs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Birra, Buzio (Advisor AssoBirra) «Il no alcol non è più una tendenza, ma un cambiamento strutturale»" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zBpCI4WwAmE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">In un contesto caratterizzato da trasformazioni demografiche e crescente attenzione verso modelli di consumo più equilibrati, il settore birrario guarda dunque al futuro puntando su innovazione, qualità e capacità di adattamento. La crescita delle birre low e no alcol, insieme alla richiesta di maggiore competitività per la filiera nazionale, rappresenta uno dei segnali più evidenti di una fase di cambiamento che coinvolge non soltanto il comparto, ma più in generale l&#8217;evoluzione dei comportamenti di consumo degli italiani. Una sfida che imprese e istituzioni sono chiamate ad affrontare insieme, nella consapevolezza che la birra continua a rappresentare un tassello importante dell&#8217;economia agroalimentare e del tessuto produttivo del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/assobirra-presenta-lannual-report-2025-una-filiera-resiliente-tra-consumi-competitivita-e-nuovi-equilibri-di-mercato/">AssoBirra presenta l&#8217;Annual Report 2025: una filiera resiliente tra consumi, competitività e nuovi equilibri di mercato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Milano-Roma: rigenerazione urbana grazie al progetto AXA-We Are &#8220;Adotta un quartiere&#8221;</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/milano-roma-rigenerazione-urbana-progetto-axa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bozzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=65092</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 500 dipendenti volontari coinvolti: murales, decoro urbano, raccolta rifiuti e partecipazione civica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/milano-roma-rigenerazione-urbana-progetto-axa/">Milano-Roma: rigenerazione urbana grazie al progetto AXA-We Are “Adotta un quartiere”</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cinque giorni di volontariato aziendale, oltre 500 dipendenti coinvolti e due città protagoniste di un grande intervento di rigenerazione urbana. Si è conclusa con risultati concreti l’iniziativa “Adotta un Quartiere”, promossa da AXA Assicurazioni insieme ad AXA Cuori in Azione e coordinata da We Are, ente del Terzo Settore specializzato nella progettazione di percorsi ad alto impatto sociale che mettono in relazione aziende, istituzioni, associazioni e comunità locali. Dall’8 al 12 giugno, centinaia di volontari hanno preso parte a interventi di riqualificazione degli spazi pubblici a Roma e Milano, contribuendo a trasformare aree urbane attraverso arte pubblica, attività di decoro e azioni di cittadinanza attiva. Un progetto nato con l’obiettivo di lasciare un segno tangibile nei territori, ma soprattutto di promuovere una nuova cultura della cura dei beni comuni. A Milano nel quartiere Lambrate, presso la stazione ferroviaria, è stato realizzato un murale di oltre 100 metri quadrati in collaborazione con Worldrise e il collettivo artistico Ortica Noodles. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera interpreta il rapporto tra la città e il mare, ispirandosi al manifesto dell’organizzazione ambientalista sintetizzato dal motto “Nel profondo, noi siamo mare”. L’intervento ha trasformato una superficie degradata in uno spazio artistico accessibile quotidianamente a migliaia di cittadini e pendolari. Inserita nel programma ufficiale della Green Week e sostenuta dalle amministrazioni locali, l’iniziativa ha ricevuto un importante riconoscimento per il suo valore civico e ambientale. L’inaugurazione si è svolta il 10 giugno alla presenza dell’Assessora al Verde del Comune di Milano Elena Grandi, della CEO di AXA Italia Chiara Soldano e dei rappresentanti di AXA e Worldrise, a testimonianza della forte sinergia tra settore privato, istituzioni e realtà del Terzo Settore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Municipio XI di Roma il progetto ha assunto una dimensione diffusa e partecipativa. Lungo il percorso che collega la stazione di Villa Bonelli al Parco Tevere Magliana sono stati realizzati 5 murales firmati dal collettivo A.DNA Project in collaborazione con Worldrise. Le opere raccontano simbolicamente il viaggio dalla città verso il mare, intrecciando ambiente urbano, natura e identità territoriale. Ma il progetto guarda anche al futuro: i murales diventeranno infatti le tappe di un innovativo Urban Game permanente. Attraverso QR Code integrati nelle opere, cittadini e visitatori potranno partecipare a una caccia al tesoro urbana che valorizza il quartiere attraverso contenuti culturali e percorsi di scoperta del territorio. Accanto agli interventi artistici, i volontari hanno contribuito alla rimozione di scritte vandaliche, alla raccolta di rifiuti, alla pulizia di aree pubbliche e alla decorazione di numerose panchine con i colori della pace, restituendo nuova vitalità agli spazi condivisi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Determinante il coinvolgimento dei comitati di quartiere e delle associazioni locali, che hanno collaborato all’individuazione delle aree di intervento e alla costruzione del progetto, rafforzando un modello di partecipazione fondato sulla collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni. L’inaugurazione romana, tenutasi il 12 giugno presso il Parco Tevere Magliana, ha visto la partecipazione dell’Assessora del Municipio XI Daniela Gentili, del Presidente Gianluca Lanzi, dell’Assessora capitolina Sabrina Alfonsi, di Letizia D’Abbondanza per AXA e di numerosi cittadini. Particolarmente significativa la presenza di Clara Coco, tredicenne Ocean Ambassador di Worldrise, già impegnata in attività di sensibilizzazione sulla tutela del mare e sulla sostenibilità ambientale. La sua partecipazione ha rappresentato un forte messaggio rivolto alle nuove generazioni, sottolineando come la cura del territorio sia una responsabilità condivisa che attraversa tutte le età. Alla base dell’iniziativa c’è il lavoro di We Are, organizzazione che sviluppa percorsi di volontariato aziendale e progetti di impatto sociale capaci di mettere in connessione le esigenze delle imprese con quelle dei territori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Crediamo che la cura degli spazi pubblici sia uno degli strumenti più potenti per generare appartenenza e responsabilità collettiva. Attraverso “Adotta un Quartiere” abbiamo voluto mettere in connessione aziende, cittadini, associazioni e istituzioni per realizzare interventi concreti e immediatamente visibili, ma soprattutto per avviare un cambiamento culturale», spiegano Valentina Luci e Franco Corapi di We Are.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli ideatori del progetto, la riqualificazione fisica degli spazi rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio, orientato alla costruzione di comunità capaci di prendersi cura dei luoghi nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre la rigenerazione urbana: costruire una cultura della cura</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Adotta un Quartiere” non si esaurisce nei murales, nelle attività di pulizia o negli interventi di decoro urbano. L’ambizione dichiarata è quella di trasformare azioni puntuali in percorsi permanenti di valorizzazione territoriale, generando un cambiamento che coinvolga persone, comunità e istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo sono già allo studio nuove iniziative che possano garantire continuità al progetto e consolidare una rete stabile di collaborazione tra imprese, cittadini e realtà locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il cambiamento più importante, come dimostra l’esperienza di Roma e Milano, non è soltanto quello visibile sulle pareti o negli spazi pubblici riqualificati, ma quello che nasce quando una comunità sceglie di riconoscersi nei propri luoghi e di prendersene cura insieme.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/milano-roma-rigenerazione-urbana-progetto-axa/">Milano-Roma: rigenerazione urbana grazie al progetto AXA-We Are &#8220;Adotta un quartiere&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Voices of Heritage, from beneventan manuscripts to modern music&#8221;, domani  presentazione dei risultati</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/cultura/voices-of-heritage-from-beneventan-manuscripts-to-modern-music-domani-presentazione-dei-risultati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:34:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thewatcherpost.it/?p=64825</guid>

					<description><![CDATA[<p>È in programma giovedì 18 giugno, con inizio alle ore 11.00, presso il Teatro San Vittorino di Benevento, l’evento conclusivo del progetto PNRR “Voices of Heritage – From Beneventan Manuscripts to Modern Music Through the Lens of Innovation. Quando la musica diventa rinascita”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/voices-of-heritage-from-beneventan-manuscripts-to-modern-music-domani-presentazione-dei-risultati/">“Voices of Heritage, from beneventan manuscripts to modern music”, domani  presentazione dei risultati</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È in programma giovedì 18 giugno, con inizio alle ore 11.00, presso il Teatro San Vittorino di Benevento, l’evento conclusivo del progetto PNRR “<strong><em>Voices of Heritage</em></strong> – <em>From Beneventan Manuscripts to Modern Music Through the Lens of Innovation. Quando la musica diventa rinascita</em>”, promosso dal <strong>Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento </strong>in qualità di soggetto capofila, in collaborazione con il <strong>Conservatorio Statale di Musica “Lorenzo Perosi” di Campobasso</strong> e con <strong>l’Università Telematica Pegaso</strong>.<br><br>L’iniziativa rappresenta il momento finale di un articolato percorso durato venticinque mesi, finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha avuto come obiettivo <strong>la valorizzazione internazionale del patrimonio musicale italiano</strong>, con particolare riferimento alla tradizione del <strong>Canto Beneventano</strong> e alle straordinarie testimonianze manoscritte custodite nel territorio sannita.<br>Il progetto ha saputo coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica, produzione artistica e cooperazione internazionale, sviluppandosi lungo due direttrici fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato, l’attività artistica e <em>performativa</em> ha consentito a studenti e docenti dei Conservatori partner di rappresentare l’eccellenza dell’Alta Formazione Musicale italiana in prestigiosi contesti internazionali. Il progetto ha infatti toccato alcune delle più importanti realtà culturali e musicali del mondo, tra cui <strong>New York, Philadelphia, Montréal, Napoli, Lisbona e Siviglia</strong>, contribuendo alla diffusione del patrimonio culturale italiano e alla costruzione di nuove relazioni accademiche e artistiche.<br>Dall’altro lato, Voices of Heritage ha sviluppato un importante percorso di studio, catalogazione, valorizzazione digitale e divulgazione del patrimonio documentario e musicale beneventano, rendendo accessibili online contenuti scientifici e materiali destinati non soltanto agli studiosi ma anche a studenti, appassionati e cittadini interessati alla conoscenza della storia musicale europea.<br><br>Particolare rilievo assume il lavoro svolto sul Canto Beneventano, una delle più significative espressioni musicali dell’Europa medievale e autentico patrimonio identitario del territorio, che grazie al progetto è stato oggetto di nuove attività di studio, promozione e diffusione in ambito nazionale e internazionale.<br>Il convegno del 18 giugno, con inizio alle ore 11.00, sarà coordinato da <strong>Nunzia De Girolamo</strong> e si aprirà con la proiezione di un docu-video che ripercorre le tappe salienti del progetto e con la prolusione di <strong>Giuseppe Ilario</strong>, Direttore del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento e Responsabile scientifico del progetto.<br>&nbsp;<br>A seguire è previsto un confronto a più voci, sempre moderato da Nunzia De Girolamo, sul tema del “<em>Patrimonio musicale italiano oltre i confini: un progetto PNRR tra ricerca, formazione e cooperazione internazionale</em>” con gli interventi di <strong>Nazzareno Orlando</strong>, Presidente del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, <strong>Rita D’Addona</strong>, Presidente del Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso e di <strong>Angelo Rega</strong>, delegato del Rettore alla comunicazione istituzionale dell&#8217;Università Telematica Pegaso. Infine, nella seconda parte del convegno sono previste&nbsp;altre tre relazioni tematiche: <em>L’arte: la musica come strumento di valorizzazione, restituzione artistica e cooperazione internazionale</em>, a cura di <strong>Giuseppe Ilario</strong>; <em>L’innovazione: dallo studio delle fonti alle tecnologie per la conservazione e fruizione</em>, affidata a <strong>Gianluca Bocchino</strong>, docente di Storia della musica al “Nicola Sala” di Benevento; infine, <em>La divulgazione: la Piattaforma Web VoH</em>, con <strong>Angelo Rega</strong>, docente di Psicologia dello sviluppo e dell&#8217;educazione presso l’Università Pegaso.<br>A chiudere i lavori sarà <strong>Gianluigi Consoli</strong>, Direttore Generale dell&#8217;internazionalizzazione del Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca.<br>In seguito, i partecipanti potranno visitare l’exhibit multimediale “<em>Dal manoscritto al suono immersivo</em>”, realizzato per illustrare il percorso di trasformazione delle fonti storiche in nuove forme di fruizione artistica e tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così <strong>Giuseppe Ilario, </strong>Direttore del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento: <em>«</em>Voices of Heritage rappresenta uno dei più significativi progetti di internazionalizzazione realizzati dal Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Grazie al sostegno del Ministero dell’Università e della Ricerca e alle opportunità offerte dal PNRR, siamo riusciti a costruire un percorso che ha unito ricerca, innovazione, produzione artistica e cooperazione internazionale, portando il patrimonio musicale del nostro territorio nei principali contesti culturali e accademici internazionali».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-64829" srcset="https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg-819x1024.jpeg 819w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg-240x300.jpeg 240w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg-768x961.jpeg 768w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg-1228x1536.jpeg 1228w, https://www.thewatcherpost.it/wp-content/uploads/2026/06/giuseppe_ilario.jpg.jpeg 1279w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giuseppe Ilario</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ilario ha concluso «Questo progetto ha consentito di riportare all’attenzione della comunità scientifica e artistica uno straordinario patrimonio storico quale il Canto Beneventano, valorizzandolo attraverso nuovi strumenti di studio, divulgazione e fruizione digitale. I risultati che presenteremo il 18 giugno costituiscono un importante traguardo, ma rappresentano soprattutto il punto di partenza per nuove attività di ricerca, formazione e collaborazione internazionale. Desidero ringraziare il Ministro dell’Università e della Ricerca, Senatrice Anna Maria Bernini, i dirigenti del Ministero, il Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, l’Università Pegaso, il Presidente Nazzareno Orlando, la già Presidente Caterina Meglio che ha accompagnato l’avvio del progetto, il personale docente e amministrativo coinvolto nelle attività e, soprattutto, i nostri studenti. Sono stati loro i veri protagonisti di questa esperienza, dimostrando come il patrimonio culturale possa trasformarsi in una straordinaria occasione di crescita, innovazione e dialogo tra i popoli».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/cultura/voices-of-heritage-from-beneventan-manuscripts-to-modern-music-domani-presentazione-dei-risultati/">“Voices of Heritage, from beneventan manuscripts to modern music&#8221;, domani  presentazione dei risultati</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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