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	<title>trump - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 18:10:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Iran: Trump tentenna sull&#8217;intesa, i giudici lo prendono a schiaffi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 18:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli affari di Trump, le trattative difficili di pace in Iran, le beghe interne. Il consenso vacilla sempre di più. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-trump-tentenna-sullintesa-i-giudici-lo-prendono-a-schiaffi/">Iran: Trump tentenna sull’intesa, i giudici lo prendono a schiaffi</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Gli insoliti tentennamenti del presidente Usa Donald Trump sull&#8217;accordo con l&#8217;Iran, che metterebbe in pausa per 60 giorni la guerra, riaprendo però subito alla navigazione lo Stretto di Hormuz e levando il blocco navale ai porti iraniani, colgono di sorpresa i principali media degli Stati Uniti, dove le vicende belliche scivolano in secondo piano anche perché i giudici federali hanno ieri dato qualche metaforica sberla giudiziaria al magnate presidente. Sono verdetti di primo grado, soggetti ad appello ed eventualmente a ricorso alla Corte Suprema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn sintetizza così gli sviluppi d&#8217;una giornata senza sussulti militari e negoziali: “Trump chiude una riunione sull&#8217;Iran da lui convocata nella Situation Room della Casa Bianca senza annunciare una decisione&#8230; Il presidente sta soppesando i termini dell&#8217;intesa che riaprirebbe alla navigazione lo Stretto di Hormuz e aprirebbe una fase di trattative sui programmi nucleari iraniani”. L&#8217;intesa, cioè, riporterebbe la situazione dov&#8217;era al 28 febbraio, cioè prima dell&#8217;aggressione israelo-americana all&#8217;Iran, e certificherebbe la totale inutilità di questo conflitto, in cui, tra Iran e Libano, Usa e Israele hanno fatto migliaia di vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump vuole che l&#8217;accordo rispetti le sue &#8216;linee rosse&#8217;, che, al momento, sembrano ridursi al fatto che l&#8217;Iran non si doti dell&#8217;arma nucleare. Sui media arabi, si legge cge il magnate presidente sta passando dalla &#8216;Epic Fury&#8217; – il nome in codice della guerra – a una &#8216;fake victory&#8217;, e cioè al tentativo di camuffare da vittoria una sconfitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Washington, non ha invece creato onde d&#8217;urto l&#8217;episodio del drone russo che ha colpito un edificio in Romania, a Galati – ci sono stati due feriti -. Dura la condanna espressa da Nato e Ue, dopo che la Romania ha denunciato come “inaccettabile” la violazione del suo spazio aereo, che costituisce “una grave e irresponsabile escalation”, e ha chiuso il consolato russo a Costanza. Dal canto suo, Mosca ha chiesto l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta sull&#8217;episodio, ipotizzando che il drone non fosse russo, ma ucraino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">New York Times, Washington Post, Wall Street Journal, Politico e molti altri dividono i loro titoli di testata su due vicende del braccio di ferro ininterrotto fra magistratura e Amministrazione Trump. Una è la contestatissima decisione del Dipartimento della Giustizia, su istanza di Trump, di creare un fondo da 1,8 miliardi di dollari versati dai cittadini all&#8217;Agenzia delle Entrate, cioè al fisco Usa, per indennizzare suoi amici che sarebbero stati vittime di un uso della giustizia come arma da parte dell&#8217;Amministrazione Biden. In cambio della creazione del fondo, la famiglia Trump ha ritirato una pretestuosa causa da 10 miliardi di dollari intentata all&#8217;Agenzia perché aveva trasmesso al Congresso informazioni fiscali che la riguardavano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La creazione del fondo è stata oggetto di due diverse sentenze di giudici federali: una ha bloccato, temporaneamente, l&#8217;uso dei fondi; e una ha messo sotto inchiesta la legittimità del provvedimento, ipotizzando un reato di frode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro giudice ha invece disposto che il Kennedy Center di Washington, la maggiore istituzione per l&#8217;arte e la cultura della capitale federale, torni a chiamarsi Kennedy Center e non Trump and Kennedy Center, come aveva deciso nei mesi scorsi il consiglio d&#8217;amministrazione dell&#8217;ente, dopo che il presidente lo aveva riempito di suoi amici ed alleati e di mogli di suoi amici ed alleati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giudice ha sancito che il nome del Centro era stato deciso dal Congresso e che solo il Congresso può cambiarlo. E ha anche disposto che il centro non venga chiuso, come previsto, in vista di lavori di rinnovamento non autorizzati dal Congresso. Questa decisione, secondo il NYT, ha fatto montare su tutte le furie Trump, che è ossessionato dal vedere il proprio nome ovunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Iran, 60 giorni di guerra, ma Trump non s’arrende al Congresso e minaccia gli alleati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 14:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trump valuta i nuovi piani di guerra, che contemplano attacchi brevi e mirati, presentatigli ieri dai vertici militari Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-60-giorni-di-guerra-ma-trump-non-sarrende-al-congresso-e-minaccia-gli-alleati/">Iran, 60 giorni di guerra, ma Trump non s’arrende al Congresso e minaccia gli alleati</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La guerra all’Iran, iniziata il 28 febbraio con l’aggressione aerea e missilistica israelo-americana, compie 60 giorni: a partire da oggi, a termini di legge, lo presidente Usa Donald Trump dovrebbe chiedere al Congresso l’autorizzazione per proseguire il conflitto o, almeno, inviargli una richiesta di protrarre le ostilità per ulteriori 30 giorni. Ma il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha ieri detto al Congresso, nel suo secondo giorno consecutivo di audizione, che la Casa Bianca non intende fare né l’una né l’altra cosa, perché considera che la tregua in atto ‘sine die’ sospende di fatto il computo dei 60 giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto, Trump valuta i nuovi piani di guerra, che contemplano attacchi brevi e mirati, presentatigli ieri dai vertici militari Usa e minaccia gli alleati, che si sono comportati in modo “orribile” verso l’America, in particolare Germania, Italia, Spagna, di ritirare truppe Usa dai loro territori: un intento che – pare – coglie di sorpresa il Pentagono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al magnate presidente non basta certo una lunga telefonata, mercoledì, con il presidente russo Vladimir Putin per sbloccare lo stallo con l’Iran – e tanto meno quello con l’Ucraina -. E l’economie americana, iraniana, mondiale continuano a subire i contraccolpi d’una guerra che, senza risolvere nessun problema, ne ha creati di nuovi ed enormi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Trump continua a trastullarsi modificando in senso per lui agiografico la geografia planetaria, chiamando sul suo social Truth lo Stretto di Hormuz Stretto di Trump: una mania di grandezza che lo induce pure a mettere la sua firma sul dollaro e la sua immagine sui passaporti degli americani, tutte mosse che l’opinione pubblica del suo Paese accoglie con profondo disappunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La ‘querelle’ tra l’Amministrazione e il Congresso, Trump chiede un ‘time out’</strong><br>Il sito Axios riassume con una formula sportiva la ‘querelle’ tra l’Amministrazione e il Congresso: l’Amministrazione “chiede un ‘time out’ per i poteri di guerra”. Nel linguaggio del basket (e non solo), il ‘time out’ è quando un allenatore chiede di fermare il tempo di gioco per un minuto e conferisce con i suoi giocatori: lo usi quando sei in difficoltà, non quando tutto va bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Hegseth – scrive il New York Times – sostiene che il cessate-il-fuoco con l’Iran ferma l’orologio per ottenere l’approvazione del Congresso… I 60 giorni sono un importante scadenza istituzionale perché il presidente ritiri le forze o chieda l’avallo del Congresso per continuare le ostilità…”. Analoga l’impostazione del Washington Post, che ricorda che cos’è il War Powers Act, la legge che limita i poteri di guerra del presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole di Hegseth al Congresso coincidono con le minacce del presidente agli alleati. Per la Fox, che parla di una “rottura strategica”, “Trump se la prende con gli alleati ‘assolutamente orribili’ e minaccia di ritirare truppe Usa dai loro territori”. La Cnn mette in evidenza che la minaccia è rivolta a Germania, Italia e Spagna “a causa dei dissensi sulla guerra all’Iran”. L’irritazione anti-tedesca è alta dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che l’Iran “ha umiliato” gli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì, la prima giornata della doppia audizione di Hegseth, la prima dall’inizio della guerra, aveva coinciso con le stime del Pentagono sui costi del conflitto, 25 miliardi di dollari, senza contare il ripristino delle basi danneggiate in Medio Oriente dai contrattacchi iraniani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fortemente contestato, sono solo dai democratici, Hegseth se l’è presa coi parlamentari di entrambi i partiti che mettono in dubbio le ragioni della guerra e “ha detto il falso” – scriveva giovedì il NYT &#8211; per spiegare la rimozione di figure di primo piano dei vertici militari degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione a Trump di nuovi piani per ulteriori operazioni militari Usa contrasta con il fatto che l’apparato bellico americano nella Regione è stato ridotto negli ultimi giorni, con la partenza d’una delle tre portaerei impegnate nel conflitto, la Ford, che deve rientrare alla base per lavori di manutenzione. Restano la Lincoln e la Bush con le loro squadre navali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Cnn, i piani di Trump per incrementare la produzione di armamenti richiederanno anni per dare risultati: le industrie della difesa hanno progetti per accelerare e incrementare la produzione di munizioni, ma non riusciranno ad attuarli in tempi brevi</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’impatto economico della guerra mai così forte<br></strong>I costi della guerra all’Iran si dilatano, come si dilatano le conseguenze economiche planetarie. Ne sono un segnale le decisioni di mercoledì della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, che ha lasciato invariato il costo del denaro, in presenza di dati sulla crescita migliori del previsto (2% nel primo trimestre 2026, compreso un mese di guerra), ma pure d’un aumento dell’inflazione inevitabile per il lievitare dei costi dell’energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì, il presidente uscente della Fed Jerome Powell ha annunciato che, quando lascerà il posto a metà mese, una volta confermato dal Senato il suo successore designato dal presidente Trump, Kevin Warsh, continuerà a sedere nel consiglio della Banca centrale. Così, Trump non potrà nominarvi un altro suo fedelissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo dieci mesi di una guerra scatenata senza un motivo e senza un obiettivo, se non la volontà d’Israele d’annientare un pericolo, le due parti sono bloccate sulle rispettive posizioni e il prezzo della benzina alla pompa negli Stati Uniti ha toccato un picco assoluto il più alto dal marzo 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti vogliono infliggere all’Iran “sofferenze economiche” tali da spingerlo alla resa, ma per ora le trattative sono ferme, anche se Trump – riferisce la Cnn &#8211; sostiene che solo lui e un paio di altre persone sanno a che punto siano davvero i negoziati. Il Wall Street Journal insiste da giorni sulle difficoltà dell’Iran a gestire la situazione: “Teheran punta su una soluzione negoziale, perché non riesce a rompere il blocco imposto dalla US Navy ai suoi porti … e non ha il pieno controllo dello Stretto di Hormuz”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la Cnn, Trump scommette che il blocco dei porti riuscirà a spezzare la resistenza iraniana e progetta. La Fox titola che il blocco sta “stritolando” l’Iran: gli Usa avrebbero anche scoperto e smantellato un meccanismo di contrabbando del petrolio iraniano per 800 milioni di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il WSJ, Washington sta cercando di formare una nuova coalizione per garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz, mentre la decisione degli Emirati arabi uniti di lasciare l’Opec segnala l’emergere di un nuovo ordine politico regionale in Medio Oriente.</p>
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		<title>Iran, si negozia per un cessate-il-fuoco, estesa la scadenza dell&#8217;ultimatum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 09:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si sta sviluppando la situazione in Iran. Trump continua con le minacce ma ha esteso la scadenza dell'ultimatum.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-si-negozia-per-un-cessate-il-fuoco-estesa-la-scadenza-dellultimatum/">Iran, si negozia per un cessate-il-fuoco, estesa la scadenza dell’ultimatum</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Stati Uniti e Iran stanno discutendo, con la mediazione di attori regionali, l’ipotesi di un cessate-il-fuoco di 45 giorni che potrebbe preludere alla fine della guerra in corso dal 28 febbraio. Lo scrive Axios, citando fonti anonime israeliane e statunitensi, ma l’indicazione non trova conferme ufficiali ed è smentita da fonti iraniane. Secondo le fonti di Axios, l’accordo in discussione è in due fasi: la prima, un cessate-il-fuoco di 45 giorni, durante i quali negoziare le condizioni per la fine del conflitto – una fase di negoziati che potrebbe essere estesa -; la seconda, l’entrata in vigore delle intese di pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fonti di Axios ammettono che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore, cioè prima che scada l’ultimatum a Teheran del presidente Usa Donald Trump, sono scarse – nella domenica di Pasqua, Trump con un post ha spostato la scadenza dell’ultimatum dalla notte tra lunedì e martedì alla successiva -. Qualcosa di più si potrà forse sapere alle 19.00 di oggi – ora italiana -, quando Trump farà una conferenza stampa sul recupero – avvenuto tra sabato e domenica – del militare disperso dopo l’abbattimento venerdì di due velivoli statunitensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’altro fronte di guerra aperto, quello ucraino, combattimenti e bombardamenti sono stati particolarmente intensi nelle ultime 28 ore, anche se Kiev sostiene che Mosca non fa più progressi sul terreno da settimane. C’è pure fermento diplomatico: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha compiuto visite in Turchia e in Siria e, nel prossimo week-end, i negoziatori americani Steven Witkoff e Jared Kushner dovrebbero recarsi per la prima volta a Kiev, dove, per testimoniare solidarietà all’Ucraina, i leader europei sono stati la settimana scorsa nell’anniversario della strage di Bucha.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Diplomazia al lavoro<br></strong>Il tentativo diplomatico in corso appare l&#8217;unica possibilità di evitare una escalation del conflitto drammatico: il piano operativo per una massiccia campagna di attacchi israelo-americani con bombe e missili contro gli impianti energetici iraniani è pronto. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, turchi ed egiziani, nonché tramite messaggi di testo tra l&#8217;inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. L’intesa finale cui si mira dovrebbe prevedere la riapertura completa alla navigazione dello Stretto di Hormuz e una soluzione sull&#8217;uranio altamente arricchito iraniano – o la rimozione dal Paese o la diluizione -. In queste ore, si starebbe verificando se l&#8217;Iran sia disposto a fare concessioni parziali su entrambe le questioni per arrivare al cessate-il-fuoco e se la Casa Bianca sia pronta a dare garanzie sulla sospensione del conflitto. L’Amministrazione Trump 2 non ha voluto commentare le indiscrezioni di Axios. L&#8217;agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, ha definito il sito statunitense &#8220;mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche&#8221;, le cui indiscrezioni sarebbero un tentativo di mescolare le carte e di preparare il terreno &#8220;all&#8217;ennesimo passo indietro di Donald Trump&#8221;. Il presidente Usa – scrive Tasnim &#8211; &#8220;è consapevole della ferma determinazione dell&#8217;Iran a rispondere a qualsiasi follia su centrali elettriche e altre infrastrutture e sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta. Questo tipo di notizie viene forse diffuso per preparare questa eventualità&#8221;. L&#8217;Iran, afferma l&#8217;agenzia, &#8220;ha più volte affermato di non accettare cessate-il-fuoco temporanei&#8221; senza un accordo sulla fine del conflitto. &#8220;I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l&#8217;opportunità di un cessate-il-fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e da una situazione strategica difficile&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trump minaccia “l’inferno” sull’Iran<br></strong>In assenza di un’intesa, il presidente Trump è ieri tornato a minacciare “l’inferno” sull’Iran , in un post sul suo sito Truth dai toni particolarmente virulenti, nel quale definisce “bastardi” gli iraniani e utilizza espressioni volgari e insultanti. Secondo il Washington Post, i modi di Trump indicano che la tensione sullo Stretto di Hormuz è molto alta, perché la persistente chiusura della via navigabile aumenta la pressione internazionale per la fine della guerra, stante i danni inflitti all’economia mondiale con gli aumenti generalizzati dei costi dell’energia e i rischi di scarsità di approvvigionamenti. In un altro post, Trump ha, almeno apparentemente, prorogato di 24 ore la scadenza dell’ultimatum, parlando di “martedì ore 20.00”, che sarebbero del o2.00 del mattino italiane di mercoledì, mentre fino al giorno prima aveva parlato di lunedì. Nel week-end pasquale, il conflitto è proseguito con bombardamenti con aerei e missili. Secondo fonti israeliane, il capo dell’intelligence dei Pasdaran è stato ucciso. Sul fronte del Libano, l&#8217;esercito israeliano ha dato l&#8217;ordine di evacuazione di Tiro, città nel Sud del Paese, annunciando nuovi attacchi contro postazioni di Hezbollah. Dall&#8217;inizio della guerra, gli sfollati nel Paese dei Cedri sono oltre 1,2 milioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il recupero del militare Usa disperso<br></strong>Il recupero dell’unico militare statunitense – un colonnello &#8211; ancora dispeso, dopo l’abbattimento, venerdì, ad opera degli iraniani, di due aerei Usa i cui piloti erano già stati tratti in salvo, è stato ufficialmente confermato ieri. Secondo quanto Trump ha personalmente riferito, gli Stati Uniti temevano che il primo messaggio criptato proveniente dal disperso fosse &#8220;uno stratagemma degli iraniani per attirare le forze di soccorso in una trappola&#8221;, poiché diceva soltanto &#8220;Dio è buono&#8221;. L’odissea del colonnello, armato di pistola e riparatosi in una crepa tra le montagne del sud-ovest dell&#8217;Iran, si è risolta per il meglio: è riuscito a sopravvivere per oltre 24 ore, nonostante fosse ferito (&#8220;gravemente&#8221;, secondo Trump), prima di essere tratto in salvo sabato con un&#8217;operazione condotta dalle forze speciali e trasportato in Kuwait. IL colonnello è stato individuato grazie al dispositivo di messaggi criptati che aveva con sé e a tutte i congegni della Cia, utili a reperirlo, ma anche a scompigliare i dati del nemico. Le operazioni di soccorso hanno comunque registrato inconvenienti. Due aerei da trasporto C-130 sono stati distrutti al suolo dagli stessi americani, perché non cadessero in mano al nemico, e due elicotteri – dicono gli iraniani, senza che vi siano ulteriori conferme – sono stati abbattuti. Sull’operazione e sulle condizioni dell’aviatore si avranno maggiori dettagli quando Trump ne parlerà ai media oggi pomeriggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il papa e il presidente<br></strong>La giornata di Pasqua è stata segnata da interventi di segno profondamente diverso di Papa Leone XIV e del presidente Usa Donald Trump. &#8220;Chi ha in mano armi le deponga!&#8221;, ha ammonito Leone, il primo papa statunitense, nella sua prima benedizione Urbi et Orbi. Nella sua vibrante benedizione pasquale, il pontefice ha lanciato un messaggio di pace, ispirato dalla resurrezione di Cristo e dal &#8220;trionfo della vita contro la morte&#8221; e intriso di una profonda critica politica rivolta a &#8221;chi ha il potere&#8221; di fermare le guerre e i soprusi contro i deboli e non lo fa. Quasi contemporaneamente, Trump ripeteva, nei suoi post, il proposito di ridurre l’Iran “all’età della pietra”, minacciando la distruzione di installazioni energetiche e di infrastrutture come i ponti, causando diffusa sofferenza fra la popolazione civile: propositi che, se attuati, nota il New York Times, costituirebbero “crimini di guerra in base al diritto internazionale”. “Nessun altro presidente americano – constatava il giornale – ha espresso in modo così aperto l’intenzione di commettere crimini di guerra potenziali”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-si-negozia-per-un-cessate-il-fuoco-estesa-la-scadenza-dellultimatum/">Iran, si negozia per un cessate-il-fuoco, estesa la scadenza dell&#8217;ultimatum</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Quanto sono consistenti i sospetti di insider trading sull&#8217;amministrazione Trump</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/usa/quanto-sono-consistenti-i-sospetti-di-insider-trading-sullamministrazione-trump/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Bozzacchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 08:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
		<category><![CDATA[insider trading]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché ci sono elementi per pensare che le scelte politiche di Trump siano condizionate da movimenti finanziari. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/usa/quanto-sono-consistenti-i-sospetti-di-insider-trading-sullamministrazione-trump/">Quanto sono consistenti i sospetti di insider trading sull’amministrazione Trump</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C’è una soglia oltre la quale il sospetto smette di essere una suggestione partigiana e diventa un problema istituzionale. Quella soglia, per l’amministrazione Trump II, sembra essere stata superata da un fatto molto semplice: non c’è più un solo episodio, né una sola polemica, né una sola fonte. C’è invece una moltiplicazione di casi, di pattern e di testate autorevoli che, da angolazioni diverse, hanno posto la stessa domanda: chi sapeva cosa, e quando? Non è ancora una prova giudiziaria. Ma non è più nemmeno soltanto rumore. Nel giro di dodici mesi, tre aree ad altissimo impatto sui mercati — dazi, Iran, Ucraina — hanno generato movimenti finanziari perfettamente sincronizzati con decisioni o segnali della Casa Bianca trumpiana. E a sollevare dubbi non sono stati soltanto i democratici, i commentatori anti-Trump o l’ecosistema liberal. A farlo sono state Reuters, Wall Street Journal, TIME, PBS, The New Yorker e altre testate mainstream, con livelli diversi di cautela ma con un punto comune: la coincidenza è ormai sistemica. Il caso più noto, e per certi versi più didattico, è quello dell’aprile 2025. Trump annuncia una raffica di tariffe, i mercati vacillano, la volatilità esplode. Poi, all’improvviso, il presidente inverte parzialmente la rotta, sospendendo una parte del pacchetto. Wall Street rimbalza con violenza.<br>Fin qui, caos trumpiano ordinario. Il problema arriva poche ore prima dell’annuncio. Trump scrive sui social: “THIS IS A GREAT TIME TO BUY!!!”. Non è un dettaglio folkloristico. È un messaggio di un presidente in carica, dotato di informazione privilegiata sull’imminente mutamento di policy, rivolto a un mercato che di lì a poco verrà spostato da una sua decisione. TIME ha ricostruito proprio questo nodo: non solo il sospetto di insider trading in senso stretto, ma l’area grigia tra abuso di informazione di governo, manipolazione del sentiment e vantaggio selettivo. Reuters è andata oltre il framing politico e ha guardato ai numeri: opzioni e scommesse finanziarie piazzate in modo estremamente tempestivo prima della pausa sui dazi, con volumi che hanno attirato l’attenzione di operatori e osservatori di mercato. Il punto chiave del reportage Reuters non era “abbiamo la pistola fumante”, ma qualcosa di più serio: ci sono abbastanza anomalie da giustificare scrutinio regolatorio. Anche il Wall Street Journal ha riportato la pressione di parlamentari democratici per una verifica su eventuali operazioni collegate all’annuncio della sospensione. PBS, riprendendo il caso per il grande pubblico, ha sottolineato l’elemento più disturbante: il presidente degli Stati Uniti che, in sostanza, sembra fare il tifo per un movimento di mercato che solo lui sa di poter innescare di lì a poco. Qui il punto non è solo giuridico. È civilizzazionale.<br>In un sistema minimamente sano, un capo dell’esecutivo non dovrebbe poter twittare come un pump-and-dump ambulante senza che si apra immediatamente una questione di integrità pubblica.<br>Se il caso dazi poteva essere archiviato dai fedelissimi come “la solita isteria anti-Trump”, il 2026 ha reso quella difesa molto più fragile. Perché i sospetti hanno smesso di concentrarsi su un unico annuncio e hanno iniziato a disegnare un modello ricorrente: trade molto profittevoli, molto grandi, molto ben temporizzati, poco prima di svolte geopolitiche o commerciali decise dalla Casa Bianca.<br><br>È esattamente questo il cuore di una importante inchiesta Reuters di fine marzo 2026, che ha raccolto il giudizio di esperti e giuristi su una serie di operazioni che meritano scrutinio per la loro capacità quasi chirurgica di anticipare sorprese di policy trumpiane. Tra i casi citati: tariffe, Iran, mercati delle commodity, opzioni e prediction markets. Non una teoria del complotto, ma un repertorio di anomalie troppo consistente per essere liquidato come fortuna. Ed è a questo punto che il tema cambia natura.<br>Non si parla più solo di Trump che dice cose sconsiderate sui social. Si parla della possibilità che informazioni sensibili generate dal cuore dell’apparato federale — diplomazia, difesa, commercio, sicurezza nazionale — possano filtrare verso operatori in grado di monetizzarle prima del resto del mondo. In altre parole: la Casa Bianca come terminale informativo di un arbitraggio privato.<br>Se il dossier dazi era tossico, il dossier Iran è potenzialmente devastante. Secondo Reuters, i senatori Mark Warner e Adam Schiff hanno chiesto formalmente a SEC e watchdog federali di verificare scommesse eccezionalmente ben temporizzate prima di grandi annunci dell’amministrazione Trump, inclusi quelli legati all’Iran. La questione non è marginale: quando un segnale militare o diplomatico riguarda il Golfo, si muovono petrolio, indici, volatilità, trasporti, difesa, dollaro. È la forma più pura di informazione “market moving” che uno Stato possa generare. Il pezzo più duro, però, è arrivato da The New Yorker, che ha ricostruito l’episodio più inquietante: enormi posizioni su futures del petrolio e su equity index futures piazzate pochi minuti prima dell’annuncio di Trump di rinviare un’azione militare contro l’Iran. Tradotto in termini meno eleganti: qualcuno ha messo sul tavolo somme enormi esattamente nella direzione giusta, proprio nel momento giusto, prima che il mercato sapesse. Naturalmente, è ancora possibile invocare la coincidenza. Sempre possibile. Sempre comodo. Ma a un certo punto la coincidenza smette di essere una spiegazione e diventa una religione. Qui non si parla del trader brillante che “legge bene il momentum”. Qui si parla di operazioni che, se confermate nella loro tempistica e dimensione, sembrano costruite su una premessa molto più semplice: qualcuno sapeva. E se qualcuno sapeva, la domanda successiva non è finanziaria. È costituzionale. Il capitolo Ucraina è, al momento, il più difficile da inchiodare in un singolo episodio mediaticamente esplosivo come i dazi o l’Iran. Ma è anche il più istruttivo. Perché ci mostra come funziona il problema anche in assenza della “foto perfetta”. L’amministrazione Trump ha alternato nel tempo messaggi contraddittori, aperture improvvise, minacce di disimpegno, inversioni tattiche e segnali diplomatici sul dossier ucraino. Ogni volta che la Casa Bianca cambia tono su Kiev o su Mosca, si muovono immediatamente energia, difesa, valute, titoli industriali europei e sentiment di rischio globale.<br>Il punto qui è cruciale: anche senza un singolo “smoking gun” già pubblico, il dossier Ucraina rientra perfettamente nel problema più grande identificato da Reuters e da altri osservatori nel 2026, cioè l’esistenza di un ecosistema politico in cui annunci improvvisi e decisioni geopolitiche ad alto impatto economico sembrano talvolta preceduti da posizionamenti sospettosamente efficaci. Detta brutalmente: se il sistema perde compartimentazione, ogni file di politica estera diventa una potenziale opportunità di front-running.<br><br>E quando questo riguarda guerra, cessate il fuoco, forniture militari, sanzioni, energia e ricostruzione, non siamo più nella cronaca finanziaria. Siamo dentro una crisi di affidabilità dello Stato. La vera notizia non è il sospetto. È la normalizzazione del sospetto Il punto più tossico, in fondo, non è nemmeno stabilire oggi se esista già una prova processuale definitiva contro un singolo funzionario o un singolo trader. Il punto è che la struttura trumpiana del potere rende il sospetto perfettamente razionale. Perché Trump governa così: decisioni personalistiche, annunci erratici, politica come spettacolo, cerchie ristrette, messaggi spesso informali e opachi, confine poroso tra interesse pubblico, interesse privato e narrazione politica.<br>In un assetto del genere, il mercato non si limita a reagire alle decisioni. Comincia a scommettere  sull’accesso. E quando il premio non va al miglior analista ma a chi ha la miglior prossimità al potere, il mercato smette di essere un mercato e diventa un’arena feudale ad alta frequenza. È per questo che i reportage di Reuters contano più della polemica social del giorno. Perché Reuters non sta dicendo “Trump è colpevole”. Sta dicendo qualcosa di più destabilizzante: esiste abbastanza materiale anomalo da giustificare indagini serie e coordinate. E una democrazia matura dovrebbe trovare questo già sufficiente per allarmarsi. Non serve la prova definitiva per capire che il problema è già politico. Conviene essere intellettualmente onesti. Non esiste, allo stato delle fonti pubbliche, una prova definitiva e conclusiva che dimostri in tribunale un sistema coordinato di insider trading diretto dall’amministrazione Trump. Questo va detto chiaramente. Chi sostiene il contrario, oggi, sta forzando i fatti. Ma esiste qualcosa che, in una repubblica seria, è già abbastanza grave: trades anomali prima di annunci su dazi, trades anomali prima di annunci sull’Iran, preoccupazioni formali espresse da senatori e watchdog, copertura convergente di testate autorevoli, una struttura di governo che produce incentivi perfetti alla fuga selettiva di informazione. E allora la domanda non è più: “È solo una polemica democratica?” E&#8217; diventata un’altra:<br>quante volte ancora il mercato dovrà indovinare con precisione millimetrica le mosse della Casa Bianca prima che Washington smetta di fingere che sia tutto normale? </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/usa/quanto-sono-consistenti-i-sospetti-di-insider-trading-sullamministrazione-trump/">Quanto sono consistenti i sospetti di insider trading sull&#8217;amministrazione Trump</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Iran, due aerei Usa abbattuti, Trump di nuovo sbugiardato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 11:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel discorso alla Nazione fatto mercoledì scorso, il presidente Usa Donald Trump aveva affermato che l’Iran non ha più “strumenti anti-aereo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/usa/iran-due-aerei-usa-abbattuti-trump-di-nuovo-sbugiardato/">Iran, due aerei Usa abbattuti, Trump di nuovo sbugiardato</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La vicenda dei due aerei abbattuti ieri da fuoco ostile nei cieli iraniani e le ricerche tuttora in corso per recuperare l’unico aviatore tuttora disperso dei tre a bordo dei due velivoli – gli altri due sono stati recuperati – domina le cronache di guerra questa mattina. Nel discorso alla Nazione fatto mercoledì scorso, il presidente Usa Donald Trump aveva affermato che l’Iran non ha più “strumenti anti-aereo” e che i suoi radar sono stati “annichiliti”: il Washington Post evidenzia in prima pagina come il magnate presidente sia stato per l’ennesima volta sbugiardato dai fatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due aerei abbattuti ieri sono i primi raggiunti da fuoco ostile in questa guerra che giunge al termine delle cinque settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra notizia che riguarda il conflitto è in grande rilievo sui maggiori media Usa questa mattina: la richiesta al Congresso, da parte della Casa Bianca, di una spesa senza precedenti per la difesa nell’anno fiscale prossimo venturo, dell’ordine di 1500 miliardi di dollari, con un aumento del 44%, solo parzialmente compensato dal taglio di 73 miliardi di dollari per spese federali non militari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra gli investimenti proposti, l’attuazione del sistema di difesa anti-missile propugnato da Trump ‘Golden Dome’, un aumento del 7% del soldo per i militari e investimenti per un utilizzo militare dell’Intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di fuori degli scenari di guerra, desta interesse la notizia che l’economia statunitense ha creato nel mese di marzo 178 mila posti di lavoro senza contare l’agricoltura e che la disoccupazione s’è lievemente ridotta al 4,3%. Un dato ben migliore delle previsioni, dopo che a febbraio c’era stata una perdita di 133 mila posti di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Iran: guerra, gli aerei abbattuti e le operazioni di soccorso</strong><br>Facciamo il punto sulla vicenda dei due aerei abbattuti nella giornata di ieri in momenti e luoghi diversi: un caccia bombardiere F-15E con due persone a bordo, caduto sul sud-ovest dell’Iran – almeno uno degli occupanti s’è eiettato ed è stato recuperato -; e un aereo d’attacco A-10, con solo il pilota, che s’è schiantato “nella regione del Golfo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ignora in che missioni i due aerei fossero impegnati. E non si conoscono neppure le circostanze del recupero dei due piloti e le loro condizioni. Due elicotteri Black Hawk coinvolti nelle operazioni di soccorso sono statu a loro volta colpiti: ci sono stati feriti a bordo, ma i due velivoli hanno potuto rientrare alla base.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’inizio dell’aggressione israelo-americana all’Iran il 28 febbraio, s’era finora avuta notizia solo di un incidente aereo: una collisione in volo fra due aerei cisterna Usa, che aveva causato la morte di sei militari a bordo di uno dei due velivoli. Il bilancio delle perdite americane in questa guerra era, fino a ieri, di 13 caduti e quasi 300 feriti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante gli episodi di ieri, le fonti ufficiali israeliane e americane confermano i loro resoconti positivi sull’andamento del conflitto, che va avanti con bombardamenti e lanci di missili sull’Iran che risponde in modo sporadico su Israele e i Paesi del Golfo, colpendo anche interessi americani nella Regione. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ieri vantato che &#8220;l&#8217;aviazione israeliana ha distrutto il 70 per cento dell&#8217;industria dell&#8217;acciaio in Iran&#8221;. Israele porta pure avanti le operazioni in Libano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta il problema della chiusura alla navigazione dello Stretto di Hormuz, che rallenta i rifornimenti di gas e di petrolio per mezzo Mondo. Davanti ai rischi di un’emergenza energia, la premier italiana Giorgia Meloni ha intrapreso una missione lampo in Arabia Saudita e nel Golfo &#8211; Emirati e Qatar -: è la prima leader occidentale a recarsi in visita nell’area del conflitto, con gli obiettivi intrecciati della sicurezza energetica, della riapertura dello Stretto di Hormuz e delle cessazione del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla Casa Bianca, si ipotizzano a giorni ulteriori avvicendamenti nella squadra di governo. Dopo l’uscita di scena di Kristi Noem – sicurezza interna &#8211; e di Pam Bondi – giustizia -, Trump vorrebbe evitare un grosso rimpasto, ma il responsabile del Commercio Howard Lutnick, il cui nome compare nei ‘files Epstein’, e la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer sono giudicati “vulnerabili” da fonti interne all’Amministrazione Trump 2, mentre le quotazioni della pur discutissima direttrice della National Intelligence Tulsi Gabbard sarebbero in rialzo,</p>



<p class="wp-block-paragraph">Todd Blanche ha assunto l’interim della Giustizia, al posto di Bondi: da un avvocato di Trump all’altro, la priorità resta quella di perseguire coloro che il magnate presidente considera suoi nemici.</p>
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		<title>Iran: guerra giorno XV, Usa attaccano l’isola di Kharg, escalation nel Golfo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 11:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Escalation in Iran: Trump colpisce Kharg ma risparmia il greggio. Il Cancelliere Merz avverte sulla Russia, mentre l'economia USA rallenta e il petrolio vola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-guerra-giorno-xv-usa-attaccano-lisola-di-kharg-escalation-nel-golfo/">Iran: guerra giorno XV, Usa attaccano l’isola di Kharg, escalation nel Golfo</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti hanno attaccato le installazioni militari dell’isola di Kharg, 15 miglia circa al largo delle coste dell’Iran, in fondo al Golfo Persico, dove ci sono le più importanti infrastrutture energetiche iraniane. La notizia è stata data dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth, intorno alla mezzanotte ora italiana, poco prima di salire sull’AirForceOne per andare in Florida per il fine settimana. L’Iran aveva avvertito che un attacco sull’isola di Kharg avrebbe innescato un’ulteriore escalation nel conflitto aperto il 28 febbraio dall’aggressione israelo-americana e giunto al giorno XV.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi alcuni passaggi del post di Trump: “Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;Iran: l&#8217;isola di Kharg&#8221;, inclusi depositi di missili e di droni. Sull&#8217;isola, finora risparmiata dagli attacchi, transita circa l&#8217;80% dell&#8217;export petrolifero iraniano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attacco all’isola di Kharg e le minacce ad esso collegate potrebbero avere ulteriori ripercussioni sui prezzi del petrolio che, dall’inizio della guerra, sono aumentati di oltre il 40% e hanno ieri superato i 103 dollari al barile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump scrive: “Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull&#8217;isola. Però, qualora l&#8217;Iran &#8211; o chiunque altro &#8211; dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il magnate presidente prosegue: &#8220;Nel mio primo mandato ho ricostituito le nostre forze armate, trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace, di gran lunga, di tutto il mondo. L&#8217;Iran non possiede alcuna capacità di difendere alcunché noi decidiamo di attaccare: non c&#8217;è nulla che possano fare al riguardo! L&#8217;Iran non avrà mai un&#8217;arma nucleare e non avrà la capacità di minacciare gli Stati Uniti d&#8217;America, il Medio Oriente o, per quanto riguarda questo aspetto, il mondo intero!&#8221;. Le forze armate iraniane &#8220;e tutti coloro che sono coinvolti con questo regime terroristico farebbero bene a deporre le armi, per salvare ciò che resta del loro Paese; e non è molto!&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più tardi, sempre su Truth, Trump ha postato: &#8220;L&#8217;Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo … Ma non è un accordo che io accetterò&#8221;; lamentandosi che &#8220;i media delle fake news odiano riferire i successi che l&#8217;esercito statunitense ha ottenuto contro l&#8217;Iran&#8221;. Il sito Axios scrive che Trump avrebbe rifiutato una proposta del presidente russo Vladimir Putin di trasferire in Russia l’uranio iraniano arricchito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla tracotanza trumpiana, fa eco quella iraniana. Le forze armate di Teheran minacciano di &#8220;ridurre in cenere&#8221; le infrastrutture petrolifere ed energetiche collegate agli Stati Uniti in Medio Oriente, se quelle dell&#8217;isola di Kharg saranno attaccate. &#8220;Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa &#8211; ha detto ai media iraniani un portavoce militare &#8211; saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’alba del giorno XV del conflitto ha dunque portato un’ulteriore escalation, dopo che ieri Washington aveva annunciato l’invio nell’area di guerra di altri 2.500 marines della 31st Marine Expeditionary Unit e di almeno un’unità d’assalto anfibia, la USS Tripoli, utile in caso di sbarchi in territorio iraniano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò in coincidenza con l’arrivo di notizie sulla vulnerabilità dell’economia statunitense, che, nel quarto trimestre 2025, è cresciuta solo dello 0,7%, invece che dell’1,4% precedentemente stimato. E ora borse tendenzialmente al ribasso nelle ultime due settimane e impennata nei costi dell’energia gettano ombre sull’andamento di crescita e inflazione nel primo trimestre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parate di Trump all’aumento dei prezzi di petrolio e gas si sono finora rivelate poco efficaci. Anzi, la decisione di allentare le sanzioni alla Russia per facilitarle la vendita di petrolio suscita irritazione fra i partner europei degli Stati Uniti che vedono compromessi i loro sforzi di colpire l’economia russa per fare scontare a Mosca l’invasione dell’Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto: “Vogliamo evitare che la Russia sfrutti la guerra all’Iran per indebolire l’Ucraina”, che, nel frattempo, vede diminuire il flusso di armi dagli Usa e cui viene richiesto di partecipare allo sforzo anti-droni iraniani in Medio Oriente. Sui media Usa, è ormai diffusa la percezione che i veri vincitori dell’aggressione all’Iran scatenata da Usa e Israele siano i leader russo Putin e cinese Xi Jinping.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francia e Italia hanno, invece, smentito indiscrezioni del Financial Times su trattative con l’Iran volte ad evitare attacchi alle loro navi nello Stretto di Hormuz. La posizione dei due Paesi s’è fatta più delicata dopo gli attacchi di milizie sciite irachene pro-iraniane contro i loro contingenti in Iraq: un soldato francese è stato ucciso e cinque sono rimasti feriti, in un’azione condotta dalla milizia Ashab Al-Kahf; gli italiani sono usciti tutti indenni dall’incursione di un drone sulla loro base a Erbil.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ieri, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha per la prima volta avallato pubblicamente l’ipotesi che la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sia ferito e forse sfigurato, il che spiegherebbe perché eviti di mostrarsi dall’inizio del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero delle perdite di guerra americane è ieri quasi raddoppiato in un colpo solo, da sette a tredici, con la collisione in volo che ha coinvolto due aerei cisterna KC-135 partecipi delle operazioni anti-Iran, ma che non stavano sorvolando il territorio iraniano. Uno è riuscito a compire un atterraggio di fortuna; l’altro s’è schiantato al suolo e tutti e sei gli uomini a bordo sono deceduti. Le circostanze dell’incidente non sono state ancora accertate, ma il Comando Centrale degli Stati Uniti ha escluso azioni ostili da parte iraniane. Sempre ieri, c’è stato un incidente, apparentemente accidentale e senza gravi conseguenze – due feriti &#8211;  a bordo della portaerei Usa Gerald R. Ford.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il sito Axios annuncia piani israeliani per un’invasione su larga scala del sud del Libano, indipendentemente dall’andamento della guerra all’Iran.</p>
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		<title>Iran: giorno VIII, Trump vuole la “resa incondizionata”, la notte più dura per Teheran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come procede la guerra in Iran. Gli sviluppi. Aggiornamento dal giorno 8. L'annuncio di Trump: voglio la resa incondizionata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-giorno-viii-trump-vuole-la-resa-incondizionata-la-notte-piu-dura-per-teheran/">Iran: giorno VIII, Trump vuole la “resa incondizionata”, la notte più dura per Teheran</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La pretesa di “resa incondizionata” avanzata ieri dal presidente Usa Donald Trump come ennesimo diverso obiettivo dell’aggressione congiunta israelo-americana all’Iran fa stamane da sfondo a quello che viene definito il più pesante bombardamento su Teheran dall’inizio del conflitto, giunto al Giorno VIII.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stampa internazionale, e in particolare quella statunitense, danno visioni sfaccettate degli sviluppi della guerra, di cui sono specchio le visioni – e le prospettive – quasi opposte delle due tv ‘all news’ Cnn e Fox.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn ha immagini impressionanti dell’attacco su Teheran, con l’aeroporto in fiamme e bagliori di fuoco sulla città al buio; e annuncia i primi reportage dalla capitale iraniana d’una tv Usa dall’inizio del conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Fox ha immagini suggestive, ma non specialmente minacciose, del cielo di Tel Aviv striato da quelli che potrebbero essere frammenti di missili iraniani, probabilmente intercettati, mentre le luci della città sono tutte accese e non c’è traccia di danni. Il titolo della Fox è “sotto attacco”, dove l’attacco è la risposta iraniana all’aggressione subita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il New York Times nota che la condizione di resa incondizionata posta ieri da Trump è l’ennesimo cambiamento di obiettivo indicato dal magnate presidente, mentre Israele, o almeno il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo, mantengono costante il fine della loro azione, l’annientamento di un Paese percepito come nemico esistenziale e l’allargamento dell’influenza e del controllo d’Israele sul Medio Oriente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro la determinazione israeliana, c’è pure una visione messianica, che spinge a credere nella legittimità divina di un’espansione territoriale israeliana. Invece, dietro l’erraticità di Trump, c’è anche il fanatismo fondamentalista di predicatori cristiani di varie ‘chiese’ che pregano con lui e per lui nello Studio Ovale e che fanno di un’aggressione al di fuori d’ogni diritto una “guerra santa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un’analisi, il NYT osserva che Trump è il primo presidente degli Stati Uniti a lanciare un conflitto senza avere il sostegno dell’opinione pubblica, che è contraria o non capisce questa guerra. Il Washington Post, invece, guada all’atteggiamento della Russia, che dà sostegno di intelligence all’Iran perché possa colpire con missili e droni le basi americane nella Regione, così come gli Stati Uniti davano supporto d’intelligence all’Ucraina perché colpisse obiettivi russi. Invece, secondo il NYT, le scelte di Trump possono indurre la Cina del presidente Xi Jinping a dotarsi di maggiore forza militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altro canto, con un’inversione di ruoli repentina e quasi allucinante, gli Stati Uniti, dopo avere fornito armi all’Ucraina per quattro anni, stanno ora chiedendole droni e strumenti anti-droni, perché la contro-offensiva iraniana li avrebbe trovati parzialmente impreparati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto all’Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha appena dichiarato alla televisione che &#8220;l&#8217;Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele&#8221;: &#8220;I nemici devono portare nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano&#8221;. Il presidente ha aggiunto: &#8220;Noi ci atteniamo al diritto internazionale e ai principi umani, di cui i nemici parlano solo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pezeshkian si è però scusato con i Paesi vicini per gli attacchi lanciati contro di loro e s’è impegnato a non prenderli più di mira, se da lì non partiranno attacchi contro l’Iran. Propositi che possono avere una duplice lettura: da una parte, ridurre l’isolamento dell’Iran nella Regione; dall’altra, ‘risparmiare’ munizioni, ora che missili più che droni possono cominciare a scarseggiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Wall Street Journal concentra la sua attenzione sull’andamento del prezzo del petrolio, ma non sui mercati internazionali, ma alla pompa dei distributori di benzina statunitensi: un grafico mostra come il presso del diesel e della benzina sia già al massimo da quando Trump è tornato alla Casa Bianca con un’impennata nell’ultima settimana forte soprattutto per il diesel, passato da 3,75 dollari al gallone a 4,25 dollari al gallone, mentre la benzina è salita da meno di tre a oltre 3,25 dollari al gallone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sullo stesso tema, Politico nota che i tentativi di Trump di rassicurare i mercati energetici non sono finora andati a segno, nonostante una riunione da lui considerata “molto buona” con i petrolieri statunitensi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, c’è un segnale di possibile mobilitazione di truppe avio-trasportate, da impegnare in operazioni di terra: la 82° Airborne Division, un’unità d’èlite fin dalla WW2, doveva iniziare esercitazioni nella North Carolina, che sono state sospese in attesa di nuovi ordini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/esteri/iran-giorno-viii-trump-vuole-la-resa-incondizionata-la-notte-piu-dura-per-teheran/">Iran: giorno VIII, Trump vuole la “resa incondizionata”, la notte più dura per Teheran</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Iran: ucciso Khameney, sviluppi incerti, Usa e Israele continuano a bombardare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 10:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[khameney]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli sviluppi dell'attacco all'Iran. Arriva l'ufficialitò della morte di Khameney. L'obiettivo USA per ora è raggiunto.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’uccisione, confermata e documentata, della guida suprema, l’ayatollah Ali Khameney, oltre che di molte figure di spicco del regime iraniano, prelude a mutamenti nell’assetto del potere in Iran. Ma s’ignora in che senso ciò avverrà: la teocrazia e i pasdaran manterranno la presa sul Paese? O ci sarà un’evoluzione e in che misure e in che direzione? L’incertezza è grande, mentre continuano i raid aerei e missilistici statunitensi e israeliani su Teheran e su molte altre città e località iraniane – 31 le province finora colpite -: fra gli obiettivi, centri di potere e di comando, installazioni militari e infrastrutture energetico / industriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica mattina, “massicce” esplosioni sono state udite a Teheran, mentre Israele affermava di stare colpendo “il cuore della città”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uccisione di Khamaney è stata annunciata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu prima e dal presidente Usa Donald Trump poi ed è stata infine confermata da fonti ufficiali iraniane. Fra le vittime degli attacchi israelo-americani, vi sono pure il ministro della Difesa, il capo di Stato Maggiore della Difesa, il capo dei Guardiani della Rivoluzione e altre figure vicine alla guida suprema. Secondo fonti Usa, gli apparati militari e d’intelligence iraniani sono stati decapitati, creando il panico fra i vertici del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio della eliminazione di Khameney è stato il momento saliente della prima giornata della nuova guerra, che Trump dice durerà “fin quando non ci sarà la pace” – un ossimoro -. Gli obiettivi dichiarati da Stati Uniti e Israele sono la cancellazione dei programmi nucleari iraniani e della minaccia dei missili balistici iraniani e un cambio di regime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Iran ha finora reagito attaccando con missili e droni Israele, le basi militari degli Stati Uniti nella Regione, in particolare nel Bahrain e nel Qatar, e colpendo obiettivi anche civili in Paesi del Golfo, fra cui l’Arabia saudita, gli Emirati arabi uniti e il Kuwait.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Khameney era la guida suprema iraniana da 37 anni, cioè da dopo la morte dell’ayatollah Ruhollah Khomeyni: era un implacabile nemico dei Israele e degli Stati Uniti e la sua morte potrebbe innescare “un sisma politico” nel Paese e nella regione, le cui dimensioni e il cui impatto sono difficili da calcolare. Trump lo ha definito sul suo social Truth “uno degli esseri più cattivi nella storia dell’umanità”. Un successore designato non c’è, il che aumenta l’incertezza, anche se c’è una procedura per indicarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre su Truth, Trump ha scritto che “le operazioni di combattimento importanti” – come lui chiama la guerra d’aggressione all’Iran, mentre Israele parla di “attacco preventivo” &#8211; continueranno “ininterrotte per tutta la settimana, per tutto il tempo necessario a raggiungere il nostro obiettivo di PACE NEL MEDIO ORIENTE E NEL MONDO” – tutto in maiuscole nel post -. Per Trump, l’uccisione di Khameney rappresenta “una grandissima occasione” perché il popolo israeliano riprenda in mano il proprio destino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini satellitari e i video pervenuti in qualche modo dall’Iran mostrano danni provocati dagli attacchi, fra cui le macerie del complesso di edifici, a Teheran, dove Khameney viveva ed è stato colpito. Secondo la Mezzaluna rossa iraniana, il numero delle vittime, ieri sera, superava le 200 e il numero dei feriti superava i 750, mentre non ci sono stime delle vittime fatte da parte statunitense o israeliana. Solo in una scuola per bambine a Minab, ci sarebbero state oltre ottanta vittime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una ricostruzione del Washington Post, a spingere Trump ad agire sono stati Netanyahu, da sempre convinto che l’Iran costituisca una minaccia esistenziale per Israele, e il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, che, pur dichiarandosi pubblicamente favorevole a una soluzione diplomatica, avrebbe fatto diverse telefonate private a Trump negli ultimi mesi sollecitandogli un intervento armato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu s’è conclusa, la scorsa notte, com’era scontato, con un nulla di fatto, Consulti ci saranno, oggi, a livello di G7 e di Opec, l’organizzazione degli Stati produttori di petrolio; domani, ci sarà una riunione dei ministri degli Esteri dei 27 dell’Ue. Tre Paesi europei, Gran Bretagna, Francia e Germania, chiedono la ripresa dei negoziati, invitano alla moderazione e condannano le risposte iraniane contro altri Stati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Russia e la Cina hanno denunciato l’aggressione israelo-americana a un Paese loro alleato, ma, come osserva Politico, quanto sta avvenendo è un’ulteriore rpova del supporto limitato che Pechino e Mosca forniscono ai loro amici, come s’è già visto in Siria e in Venezuela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte interno, Trump deve gestire perplessità nel Congresso democratiche, ma anche repubblicane. Un’analisi del New York Times afferma  che “la guerra di Trump all’Iran poggia su “affermazioni consistenti”: “Le asserzioni dell’Amministrazione sulla minaccia nucleare iraniana e sui missili sono false e non provate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I democratici sollecitano un voto del Congresso per limitare i poteri di guerra del presidente, ma è improbabile che l’iniziativa vada in porto.</p>
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		<title>Iran: Trump e Netanyahu in ‘stand by’. Epstein: Bondi sulla graticola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 08:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
		<category><![CDATA[Epstein]]></category>
		<category><![CDATA[netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel loro incontro di ieri, il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono sostanzialmente rimasti sulle loro posizioni, specie per quanto riguarda l’Iran.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel loro incontro di ieri &#8211; un ‘faccia a faccia’ alla Casa Bianca durato ben più del previsto, oltre tre ore, e che potrebbe avere un seguito oggi -, il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono sostanzialmente rimasti sulle loro posizioni, specie per quanto riguarda l’Iran.<br>Trump vuole continuare a negoziare sul nucleare e i missili iraniani, senza però rinunciare all’opzione militare. Netanyahu vuole garanzie di sicurezza che, se le trattative fallissero, Teheran non possa colpire Israele reagendo a un attacco. Garanzie analoghe chiedono i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti ed esposti a ritorsioni iraniane.<br><br>In assenza di annunci sul Medio Oriente – Trump e Netanyahu non si sono neppure presentati alla stampa, com’era del resto previsto fin dall’inizio -, l’assoluta protagonista sui media Usa è Pam Bondi, la segretaria alla Giustizia, che ieri ha testimoniato sul ‘caso Epstein’ di fronte alla commissione d’inchiesta della Camera.<br>Bondi è stata messa sulla graticola di domande scomode da deputati democratici. L’ex legale del magnate presidente ha difeso l’operato dell’Amministrazione Trump e non s’è neppure scusata con le vittime per gli errori fatti dal suo Dipartimento, pubblicando a fine gennaio oltre tre milioni di documenti sul magnate pedofilo suicida in carcere a New York nel 2019.<br><br>Dalla testimonianza di Bondi, non sono venute clamorose rivelazioni, ma scambi di battute vivaci, con cui aprono New York Times, Washington Post e Politico, che, in un’analisi, scrive che i democratici pensano che la deposizione della segretaria alla Giustizia li possa aiutare a vincere le elezioni di midterm in novembre – in merito, Politico appare scettico -.<br>Oltre agli sviluppi del ‘Caso Epstein’, tengono banco sui media Usa il voto, poco più che simbolico negli effetti, con cui la Camera ha bocciato le scelte sui dazi di Trump nei confronti del Canada e la minaccia dei governatori democratici di boicottare un incontro con Trump perché alcuni di loro non erano stati invitati alla Casa Bianca.<br><br>Il voto della Camera ha molto rilievo sul <em>Wall Street Journal </em>e su Axios che dedica un ritratto al deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, su cui i repubblicani non possono mai contare perché vota sempre con i democratici – il Kentucky manda spesso al Congresso personaggi politicamente eccentrici -.<br>La polemica dei governatori pare invece finita a tarallucci e vino: alla fine, tutti i governatori sono stati invitati all’annuale passerella alla Casa Bianca – e la colpa di quello che sarebbe stato un ‘qui pro quo’ è finita addosso al governatore repubblicano dell’Arizona Kevin Stitt -; ma non tutti sono stati invitati a una successiva cena ristretta.<br>Il caso è stato ingigantito dal fatto che, fra i governatori democratici, ve ne sono parecchi che potrebbero brigare la nomination democratica alle presidenziali 2028 – per citarne solo alcuni, quelli di California, Illinois, Michigan, Pennsylvania e Kentucky -.</p>
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		<title>Trump vede Netanyahu, Zelensky verso il voto: giorni cruciali per la diplomazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
		<category><![CDATA[zelensky]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono giorni cruciali per la diplomazia internazionale, su vari fronti mediorientali ed europei. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono giorni cruciali per la diplomazia internazionale, su vari fronti mediorientali ed europei. Oggi, a Washington, il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu discutono, a porte chiuse, sugli sviluppi dei negoziati con l’Iran, che devono riprendere a giorni, e del piano di pace per la Striscia di Gaza &#8211; Washington sarebbe contraria ai progetti di annessione della CisGiordania a Israele -.<br><br>Domani, in Belgio, i leader dei 27 discutono del futuro della competitività europea, ma anche dell’atteggiamento da tenere con l’America di Trump e dell’appoggio da dare all’Ucraina, fra segnali di allentamento del tradizionale asse franco-tedesco.<br>E, in attesa che proseguano le trattative trilaterali Usa-Russia-Ucraina, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo indiscrezioni di stampa, sta progettando, su pressione degli Usa, pena la perdita delle garanzie di sicurezza offerte da Washington a Kiev, di abbinare in primavera un referendum su accordi di pace con la Russia basati sulla cessione di territori e le presidenziali, così da potere soddisfare il desiderio degli Usa di porre termine al conflitto entro giugno.<br><br><strong>MO: verso l’incontro Trump- Netanyahu </strong><br>Con Trump, Netanyahu insisterà perché i negoziati fra Usa e Iran affrontino, oltre al tema dei piani nucleari iraniani, anche le questioni dei missili di Teheran capaci di colpire Israele e delle milizie filo-iraniane presenti nella Regione, in Libano, Siria, Iraq.<br>Trump s’è finora mostrato ottimista sull’andamento delle trattative con l’Iran, senza mai escludere, però, il ricorso alla forza se esse fallissero e prospettando l’invio nell’area d’una seconda portaerei, oltre alla Lincoln. Per Euronews, l&#8217;Iran è pronto a diluire al 60% l&#8217;uranio già arricchito, in cambio della rimozione delle sanzioni economiche, finanziarie e commerciali che frenano lo sviluppo del Paese.<br><br>Inoltre, il presidente Usa e il premier israeliano parleranno del passaggio alla seconda fase del piano di pace per la Striscia di Gaza varato lo scorso ottobre, che prevede fra l’altro il disarmo di Hamas e l’insediamento nella Striscia di una nuova amministrazione. C’è chi si attende che Trump contesti a Netanyahu le rotture della tregua nella Striscia e la tolleranza verso gli atteggiamenti aggressivi dei coloni israeliani in CisGiordania, oltre che i progetti d’annessione. Ma i due leader hanno sempre mostrato finora più sintonia che screzi.<br><br><strong>Ue: competitività, debito, Ucraina, frizioni franco-tedesche</strong><br> I leader dei 27, invece, si vedono informalmente in un castello del Belgio con l’intento di parlare del rilancio della competitività europea, a partire dai rapporti presentati dagli ex premier italiani Mario Draghi ed Enrico Letta nel 2024, ma poi rimasti nei cassetti.<br>Però, i rapporti con l’America di Trump e l’Ucraina sono temi ineludibili. Politico anticipa un piano della Commissione di Bruxelles in cinque fasi per accelerare al 2027 l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, mentre il Parlamento di Strasburgo calcola in 193 miliardi di euro l’ammontare degli aiuti dell’Ue a Kiev dall’inizio del conflitto a tutto il 2025, un terzo dei quali per il comparto militare; e si sta perfezionando il prestito all’Ucraina di 90 miliardi di euro finanziato con debito comune e deciso dai 27 a dicembre.<br><br>Proprio il debito comune è un elemento divisivo tra Francia e Germania: il presidente francese Emmanuel Macron stima a 1.200 miliardi di euro l’anno gli investimenti europei necessari per difesa e Intelligenza Artificiale e propone di raccogliere le risorse facendo debito comune; e ciò non piace al cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Germania trova invece consonanza con l’Italia su temi di retroguardia rispetto alla competitività, come il contrasto all’immigrazione o retromarce sulla lotta al riscaldamento climatico, dove si guarda al breve termine politico ed economico piuttosto che al lungo termine.<br><br>Lato Ucraina, i leader dei 27 discutono sull’opportunità o meno di dialogare con il presidente russo Vladimir Putin: alcuni chiedono un inviato speciale europeo, come lo hanno gli Usa; altri insistono perché la Russia faccia prima delle concessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Trump e gli Obama scimmioni, gli Usa tra vera ipocrisia e finta indignazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 09:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il video AI sugli Obama rilanciato da Trump accende il dibattito tra finta indignazione mediatica e vera ipocrisia politica negli Stati Uniti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un video costruito con l’intelligenza artificiale, in cui Donald Trump appare il Re Leone e i coniugi Obama, Barack e Michelle, due scimmioni nella giungla innesca l’ennesima giustificata polemica sulla spregiudicatezza e superficialità del magnate presidente, che lo rilancia e poi, davanti all’onda d’indignazione suscitata, scarica la responsabilità su un ignoto collaboratore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Io non l’avevo visto tutto”, dice Trump senza scusarsi: lo scherno agli Obama è in fondo. Quel che sostiene il presidente non è del tutto incredibile, perché il video supera il minuto ed è al limite, quindi, dello spam d’attenzione che gli viene sovente attribuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di essere cancellato, 12 ore dopo essere stato rilanciato sul social di Trump Truth, il video era però stato difeso dalla Casa Bianca che aveva diffuso questo comunicato &#8220;Si tratta d’un video meme di internet che raffigura il presidente Trump come il Re della Giungla e i democratici come personaggi del Re Leone … Per favore, smettetela con questa finta indignazione e parlate di qualcosa che sia davvero importante per il pubblico americano&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra la “finta indignazione” attribuita ai media liberal Usa e la vera ipocrisia di un presidente che si nasconde dietro un anonimo collaboratore, la questione ha ieri infiammato il dibattito politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il video, che ha ricevuto migliaia di like dagli utenti di Trump, ha suscitato la condanna di eminenti esponenti democratici, ma anche le critiche e l’imbarazzo di esponenti repubblicani. Per Tim Scott, l’unico senatore nero repubblicano, è “la cosa più razzista che abbia visto uscire dalla Casa Bianca”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il video ripete le false accuse secondo cui la società di conteggio dei voti Dominion Voting Systems avrebbe contribuito a rubare le presidenziali del 2020 a Trump – elezioni vinte da Joe Biden con un margine di oltre sette milioni di voti popolari -. Alla fine del video, con in sottofondo la canzone &#8216;The Lion Sleeps Tonight&#8217;, appaiono due gorilla con i volti dei coniugi Obama.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo averlo rimosso, la Casa Bianca, che prima lo aveva avallato, ha attribuito la responsabilità della pubblicazione all’errore di un membro dello staff. Il presidente Trump – sottolineano però molti media &#8211; non s’è scusato e non ha ammesso suoi sbagli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governatore della California Gavin Newsom, potenziale candidato alla nomination democratico alle presidenziali del 2028 e critico di spicco di Trump, ha condannato il video e ha denunciato il &#8220;comportamento disgustoso” del magnate presidente. Ben Rhodes, ex consigliere di Obama per la sicurezza nazionale e stretto confidente dell’ex presidente, ha criticato le immagini. Dagli Obama, nessun commento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Epstein: da Woody Allen a Noam Chomsky, nei files nomi eccellenti e sorprendenti<br></strong>I media Usa continuano a setacciare i tre milioni di documenti sul ‘caso Epstein’ pubblicati, che sono una miniera di notizie più o meno rilevanti. L’Ap, ad esempio, ha scoperto che Woody Allen e sua moglie Soon-Yi Previn, ottennero di fare un giro turistico della Casa Bianca grazie a Epstein che contattò un suo amico nell’Amministrazione Obama – era il 2015 -. La cosa sorprendente è che i tour turistici della Casa Bianca si svolgono ogni giorno e che i biglietti si possono acquistare senza particolari difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i nomi associati “al network di ricchezza, potere e lussuria” del magnate pedofilo, morto suicida in carcere a New York nel 2019, quelli dei ‘tech bros’ Elon Musk, Bill Gates, Reid Hoffman e molti altri “ricchi e potenti e famosi”, uomini politici e personaggi dello spettacolo, ma pure l’accademico Noam Chomsky. Il Washington Post, oggi, rivela che John Phelan, ministro della Marina dell’Amministrazione Trump, figura nella lista dei passeggeri di due viaggi transatlantici sull’aereo di Epstein nel 2006 e che il magnate pedofilo coltivava i contatti con la Russia e cercò di incontrare il presidente russo Vladimir Putin.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Politico osserva che lo scandalo sta avendo più conseguenze in Europa, per le persone coinvolte, che negli Usa, dove l’assuefazione alle stravaganze di Trump favorisce un clima di tolleranza, se non d’accettazione.</p>
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		<title>Epstein: tre milioni di nuovi files con 3200 citazioni di Trump. Via alle polemiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giampiero Gramaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 14:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache USA]]></category>
		<category><![CDATA[trump]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano le polemiche attorno al caso Epstein. Nei nuovi files esaminati sono molte le citazioni di Trump. Imbarazzo alla Casa Bianca.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Come distrarre l’America dai suoi guai? Offritele una nuova puntata del ‘caso Epstein’, anzi regalatele tre milioni di nuovi documenti sulle vicende del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere a New York nel 2019, e tutto il resto sparisce, o quasi, dalle prima pagine.&nbsp;Ci sono da visionare, fra l’altro, 2000 video e 180 mila foto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se, da quelle carte, per il momento,&nbsp;non spunta nulla di davvero esplosivo e&nbsp;che già non si sapesse. Il presidente Usa Donald Trump è nominato&nbsp;in 3200 dei tre milioni di documenti,&nbsp;mail, foto, video o altro, cioè in uno ogni mille. Ma di per sé questo non significa nulla, perché che Epstein e Trump si conoscessero e si frequentassero, almeno fino all’inizio del XXI Secolo,&nbsp;è cosa ben nota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come che sia, il ‘caso Epstein’&nbsp;prevale,&nbsp;nei titoli, sulla designazione di Kevin Warsh a presidente&nbsp;della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti – una nomina&nbsp;largamente anticipata&nbsp;-, e sull’inizio, nel fine settimana, di un mini-shutdown, cioè di&nbsp;una breve serrata dei servizi pubblici federali, nonostante il Senato abbia approvato ieri sera – questa notte, per noi – la legge che rifinanzia la spesa pubblica (ma la Camera la voterà solo all’inizio della prossima settimana). Senza contare gli sviluppi&nbsp;delle uccisioni a Minneapolis di due cittadini americani ad opera di agenti della polizia anti-migranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pubblicazione dei documenti&nbsp;su Epstein era attesissima, perché il Dipartimento della Giustizia doveva ancora completare l’esecuzione all’ordine del Congresso di fare conoscere tutto il dossier&nbsp;sul caso in suo possesso, nell’intento di smantellare tutte le teorie cospirative sviluppatesi&nbsp;nel tempo intorno al personaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Politico, i nuovi documenti confermano&nbsp;“l’ampiezza dell’orbita di Epstein”, cioè&nbsp;i contatti e&nbsp;l’influenza di cui il finanziare pedofilo godeva. A esplicitarlo, il sito pubblica un foto-montaggio di Epstein insieme a due sue&nbsp;‘conoscenze’, Steve Bannon, l’ideologo della prima campagna presidenziale di Donald Trump, ed Elon Musk, che nel 2013 scriveva al pedofilo “Quando andiamo sulla tua isola?”, il luogo di tutte le depravazioni (ma&nbsp;non è detto che Musk ne fosse al corrente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cnn, però, avanza&nbsp;dubbi sul fatto che questa massiccia pubblicazione di documenti&nbsp;abbia&nbsp;davvero&nbsp;svuotato&nbsp;gli archivi del Dipartimento della Giustizia, la cui responsabile Pam Bondi respinge le&nbsp;critiche di avere coperto Trump con gli omissis e, magari, tenendo nascosti&nbsp;alcuni files.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alle teorie cospirative, esse non finiranno mai. E i democratici denunciano, esplicitamente, la mancata pubblicazione “di tutti i documenti come richiesto dall&#8217;Epstein Files Transparency Act”: lo dice&nbsp;Norm Eisen,&nbsp;il legale che fu l’assistente di Barack Obama per l&#8217;etica del governo. Il deputato&nbsp;Ro Khanna, un ‘liberal’, esprime&nbsp;le stesse perplessità: &#8220;Il Dipartimento di Giustizia ha identificato sei&nbsp;milioni di paginepotenziali, ma ne sta pubblicando la metà&nbsp;dopo la revisione. Questo solleva dubbi sul perché il resto non viene reso noto”. Il suo collega Robert Garcia incalza: “Trump e il suo Dipartimento della&nbsp;Giustizia hanno ora detto chiaramente di non volere&nbsp;pubblicare&nbsp;il 50% dei files su&nbsp;Epstein pur affermando di averepienamente rispettato la legge.&nbsp;E&#8217; scandaloso e preoccupante&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Media id ogni tipo hanno già iniziato a spulciare i documenti, ricavandone rivelazioni episodiche,&nbsp;come quella che l’attuale segretario al Commercio Usa Howard Lutnick&nbsp;– quello che a Davis fece irritare con le sue affermazioni anti-europee la presidente della Bce Christine Lagarde – invito Epstein a una raccolta di fondi per Hillary Clinton, dopo essere rimasto “scandalizzato” alla vista della sala massaggi del magnate pedofilo, che era suo vicino di casa a New York.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei documenti, c&#8217;è&nbsp;uno scambio di email fra Melania Trump e Ghislaine Maxwell, partner sessuale e procacciatrice di prede di Epstein,&nbsp;circa due anni prima che l’attuale First Lady sposasse&nbsp;Trump.&nbsp;Melania&nbsp;si diceva contenta di incontrare&nbsp;a Palm BeachGhislaine, che le rispondeva chiamandola&nbsp;&#8220;tesoro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora: una vittima di Epstein raccontò all&#8217;Fbi che Ghislaine&nbsp;l&#8217;aveva presentata a&nbsp;Trump e gli aveva fatto capire che&nbsp;lei&nbsp;era &#8220;disponibile&#8221;. Nel documento del 2021, la donna&nbsp;precisa che &#8220;non accadde nulla&#8221; tra lei e Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è anche&nbsp;un&#8217;accusa di&nbsp;stupro nei confronti di Trump da parte d’una donna&nbsp;che intentò&nbsp;negli anni diverse azioni legali&nbsp;salvo poi&nbsp;ritirarle,&nbsp;l&#8217;ultima volta prima delle presidenziali 2016.&nbsp;Un atto&nbsp;dell&#8217;Fbi dettaglia&nbsp;gli abusi&nbsp;che la donna diceva di avere subito. Epstein si sarebbe “arrabbiato”&nbsp;perché&nbsp;sarebbe stato&nbsp;Trump – e non lui – a toglierle la verginità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte ‘soffiate’ vennero inviate alla polizia federale prima delle presidenziali 2020: non è chiaro se siano storie vere, se fossero fatte per screditare o ricattare Trump e perché siano stato eventualmente ritirate.&nbsp;Una&nbsp;minorenne affermava&nbsp;di essere stata costretta a&nbsp;praticare sesso orale a&nbsp;Trump&nbsp;35 anni prima. Una donna denunciava una&nbsp;tratta di esseri umani a sfondo sessuale nel club da golf di Trump a Rancho Palos Verdes, in California, fra il 1995 e il 1996. Un&#8217;altra ancora è raccontava che, incinta a 13 anni, aveva fatto sesso orale a pagamento con Trump, che sarebbe stato pure presente quando suo zio&nbsp;uccise il bambino appena nato. E c’è chi testimonia di essere stata presente a&nbsp;feste di Trump a Mar-a-Lago dove&nbsp;Epstein portava dei bambini e il futuro presidente li metteva all&#8217;asta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Casa Bianca&nbsp;non ha commentato&nbsp;tutte queste storie,&nbsp;rimandando a quanto&nbsp;già dichiarato, cioè che&nbsp;le carte pubblicate contengono&nbsp;&#8220;affermazioni false e sensazionalistiche contro il presidente, presentate all&#8217;Fbi&nbsp;prima delle elezioni del 2020&#8221;.&nbsp;</p>
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