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	<title>daniele capezzone - The Watcher Post</title>
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	<description>Testata giornalistica online di analisi politica ed economica</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Oct 2024 15:08:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Chi scrive l’agenda? I nemici e il caso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 07:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[agenda di governo]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il caso di ricordare una regola di fondo: ogni volta in cui a “comandare” non è l’agenda del governo, i media si occuperanno di temi decisi dagli avversari o dal caso. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/chi-scrive-lagenda-i-nemici-e-il-caso/">Chi scrive l’agenda? I nemici e il caso?</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non fermiamoci ai dettagli, ai particolari, ai personaggi (che presto dimenticheremo, a partire da lady Maria Rosaria Boccia) della <strong>commediola di fine estate</strong> che ha tenuto occupata l’Italia della politica e dei media per circa una settimana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semmai è il caso di ricordare una <strong>regola di fondo</strong>: ogni volta (traduzione: ogni singolo giorno) che a “comandare” non è l’agenda del governo, inevitabilmente i media si occuperanno di temi decisi dagli avversari o dal caso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Poiché la macchina mediatica non si ferma e non concede “vuoti”, la conclusione da trarre è inevitabile: se un governo vuole almeno provare a determinare ciò di cui il paese parlerà deve rendere chiara-visibile-presente la sua <strong>agenda</strong> <strong>con le relative priorità</strong>. Possibilmente, tutti i giorni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non potrà ottenere (ovvio) che la maggioranza delle voci si esprima in direzione gradita, specie in un paese come l’Italia in cui, per molte ragioni, il grosso della stampa scritta è orientata diversamente. Ma almeno &#8211; e non è poco &#8211; potrà garantirsi che le discussioni più rilevanti avvengano intorno ai <strong>temi su cui il governo lavora</strong> o sta intervenendo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrimenti, se la comunicazione dell’esecutivo è incerta o assente, saranno eventi totalmente casuali e imprevedibili oppure circostanze cavalcate dagli avversari (perfino nel caso in cui l’origine sia autoprocurata) a occupare il centro della scena. Tertium non datur.</p>
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		<title>Rischi (non) calcolati: l&#8217;assurda jihad anti-turisti</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/rischi-non-calcolati-lassurda-jihad-anti-turisti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 06:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il turismo è improvvisamente diventato una sciagura, una maledizione, una condanna: ma è il settore che contribuisce per il 13% al nostro Pil.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/rischi-non-calcolati-lassurda-jihad-anti-turisti/">Rischi (non) calcolati: l’assurda jihad anti-turisti</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si sono pure inventati una parola nuova per esprimere la loro ostilità: e infatti si straparla e si strascrive di “<a href="https://www.thewatcherpost.it/news/come-si-combatte-lover-tourism/">overtourism</a>”, come se il turismo fosse improvvisamente diventato una sciagura, una maledizione, una condanna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un bambino capisce che è vero esattamente il contrario: quel <strong>settore contribuisce per il 13% al nostro Pil, cioè alla ricchezza nazionale</strong>; ha conosciuto un significativo incremento tra il 2022 e il 2023 (ed è atteso uno scatto ulteriore per questo 2024); così come una quota assai significativa delle nuove assunzioni effettuate quest’anno si devono proprio al comparto dei servizi (che include il turismo).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora di che parliamo? Parliamo di un mix di atteggiamenti sciocchi e pericolosi: in primo luogo, c’è un <strong>malcelato razzismo nei confronti della <em>common people</em></strong>, delle persone normali, dei turisti ordinari. Certo, i voli low cost e il modello del bed and breakfast hanno reso più accessibili per molti, destinazioni un tempo proibitive. Ma tutto ciò mi pare una benedizione: anzi, c’è da rimpiangere che tutto ciò non fosse possibile all’epoca dei nostri vent’anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi l’assurda <strong>crociata contro gli affitti brevi</strong>: un po’ per il gusto statalista di imporre tassazioni e regolazioni ossessive, e un po’ nella convinzione che quelle modalità di pernottamento nuocciano agli alberghi. Altro grave errore di prospettiva: quanto più si allarga la torta del turismo, tanto più ci sarà spazio di mercato per tutti (alberghi e case private), in ragione dei gusti e delle possibilità di spesa differenti per ciascun viaggiatore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Morale: anziché inseguire pianificazioni impossibili, <strong>seguiamo la naturalezza del mercato</strong>, che è sempre più saggio dei presuntuosi e saccenti regolatori. L’Italia è per definizione un luogo che tanti nel mondo desiderano visitare? Certo che sì. Dispone di una buona <a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/wp-content/uploads/2024/06/Andamento-turistico-italiano-2023.pdf">industria dell’accoglienza</a>? Di nuovo sì. E infine: con <strong>il 70% degli italiani che sono proprietari di immobili</strong>, e dunque con un gran numero di seconde case disponibili, non è forse logico che prosperi anche il modello del bed and breakfast? La risposta è un terzo sì. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora lasciate che le cose vadano, <strong>non intralciate né gli italiani né i turisti</strong>. Semmai i sindaci usino i proventi della tassa di soggiorno e della tassazione immobiliare per garantire pulizia e sicurezza. Per il resto, <strong>non disturbate i privati</strong>. Grazie.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Consigli ragionevoli, e dunque inutili, alla sinistra </title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/consigli-ragionevoli-e-dunque-inutili-alla-sinistra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 May 2023 09:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[basso reddito]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[festa del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel giorno del decreto sui lavoratori a basso reddito, la sinistra ha due scelte. Ma certamente farà la peggiore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/consigli-ragionevoli-e-dunque-inutili-alla-sinistra/"><strong>Consigli ragionevoli, e dunque inutili, alla sinistra </strong></a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Comprendo bene (nel mio piccolissimo ne scrivo da qualche anno) le esigenze della polarizzazione <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/risse-da-tronisti-tv-occhio-la-politica-continua-a-perdere-credibilita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politica </a>nella sua versione estrema: l’avversario ha sempre torto, la contrapposizione deve sempre essere tesissima, e via belligerando. Tuttavia, esiste una soglia, un confine labile ma in qualche modo ancora distinguibile, tra ragionevolezza e irragionevolezza, che sarebbe prudente non valicare con troppa leggerezza. E spesso quel confine è legato ai soldi, precisamente ai soldi che vanno o non vanno in tasca ai cittadini, e in particolare a quelle fasce di cittadini e di lavoratori di cui un certo leader politico vorrebbe essere rappresentante e campione. Preciso per gli ingenui che sto parlando in termini di realismo, di “verità effettuale” machiavelliana: un politico minimamente attrezzato dovrebbe saper guardare le cose come davvero sono, e non come vorrebbe che fossero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco. Se tu sei un leader di sinistra all’opposizione nell’Italia del 2023, e i tuoi avversari di destra – oggi al governo – convocano un Consiglio dei Ministri in cui sarà deciso un po’ di ulteriore sollievo fiscale per i lavoratori a basso reddito, hai due possibilità. Se sei un politico ragionevole, dovresti renderti conto che la misura è positiva per i lavoratori, e allora dovresti non dico sostenerla, ma addirittura tentare un rilancio: proporre (presentando adeguate proposte di copertura) di incrementarla, di estenderla nella misura e nel tempo (si tratta al momento di un intervento che vale per alcuni mesi, e che quindi confida in un buon andamento autunnale dell’economia per eventualmente stabilizzarla). Dunque, se sei un oppositore con i piedi per terra, non dovresti andare all’attacco in modo selvaggio e belluino, ma dovresti trasmettere agli elettori l’idea che, se fosse per te, bisognerebbe fare ancora di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sensazione (anzi, la certezza) è che invece la sinistra politica e sindacale italiana abbia scelto la seconda strada: urlare a prescindere. Confidando nel fatto che la pura e semplice contrapposizione al governo possa pagare in termini di posizionamento e di consenso. E’ una scelta a mio avviso lunare: a maggior ragione quando i lavoratori interessati faranno due conti su cosa ha fatto la Meloni per loro (bene o male, diverse decine di euro in più al mese) e cosa ha fatto il ticket Landini-Schlein (diverse decine di “Bella ciao” in più al mese). La differenza rischia di balzare agli occhi, diciamo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/consigli-ragionevoli-e-dunque-inutili-alla-sinistra/">&lt;strong&gt;Consigli ragionevoli, e dunque inutili, alla sinistra &lt;/strong&gt;</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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		<title>Passata la pausa di Pasqua, sarà finita la “ricreazione” mediatica? </title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/pasqua-destra-sinistra-politica-media/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 09:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Complice anche il clima di Pasqua, il dibattito, sia da destra che da sinistra, sembra poco pragmatico. Ma le riforme torneranno presto sul banco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/pasqua-destra-sinistra-politica-media/"><strong>Passata la pausa di Pasqua, sarà finita la “ricreazione” mediatica? </strong></a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sarà stata l’atmosfera pre e post pasquale, ma la sensazione dell’ultima settimana abbondante è che l’Italia – mediaticamente parlando – si sia concessa una sorta di “ricreazione”: a destra (meglio: usate contro la destra di governo) discussioni su qualche proposta bizzarra (il contrasto ai “forestierismi” linguistici, dibattiti un po’ fumosi sulla mitica “egemonia”, inseguimento degli inesistenti “moderati”, come se qualcuno nell’attuale personale politico di Forza Italia avesse la forza per una raccolta elettorale autonoma rispetto a Silvio Berlusconi…), e a sinistra numerose analisi (diciamolo: non esattamente appassionanti) dei profili scelti da Elly Schlein per la sua segreteria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con enorme rispetto per tutti, sarà forse il caso di porre fine a questo simpatico break, a questi intermezzi di intrattenimento, per concentrarci tutti sulle questioni decisive per il paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In politica estera, Giorgia Meloni ha scelto (a mio avviso, meritoriamente) una salda collocazione atlantista. Questa decisione è condivisa dai suoi alleati? E la sinistra come si pone?</p>



<p class="wp-block-paragraph">In<a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/italiani-prudenti-tranne-renzi/"> politica</a> economica, la crescita un po’ rattrappita pone in dubbio la vastità dei margini di manovra in vista della prossima legge di bilancio. Il governo tenterà (attraverso risparmi e tagli di spesa) di costruire comunque le condizioni per avviare un taglio fiscale percepibile? E la sinistra cosa contropropone?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano<a href="https://www.governo.it/it"> istituzionale</a>, l’estate ci porterà finalmente in dono un disegno di legge governativo sul presidenzialismo? E, nel caso, la sinistra si limiterà a scomuniche e anatemi oppure entrerà nel merito della questione?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla giustizia, sarà confermato il calendario di interventi preannunciati dal ministro Carlo Nordio? Anche in questo caso, le opposizioni si dedicheranno preventivamente all’invettiva, o avranno l’intelligenza di esaminare le proposte nel merito?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora: da qui alle Europee del 2024, quali strategie saranno messe in campo dal governo per evitare che su più fronti (casa, auto, allevamenti, coltivazioni, packaging) le norme europee si tramutino in altrettante trappole contro la proprietà, le imprese e i consumatori italiani? E la sinistra che farà? Si rifugerà nel solito “ce lo chiede l’Europa” o avrà il coraggio – per una volta – di difendere i reali interessi degli italiani?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tocca alla politica rispondere a questi interrogativi, ma toccherebbe anche ai media incalzare i leader su questi dossier, anziché dedicarsi alla (ormai consueta) caccia alle farfalle.&nbsp;</p>
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		<title>Pensare al 13 febbraio, non solo al 12</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/politica/pensare-al-13-febbraio-non-solo-al-12/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2023 10:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
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		<category><![CDATA[regionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli schieramenti pensino anche al day after le elezioni in Lombardia e Lazio. Hanno entrambi molto da lavorare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Era scontato. Forse non ce n’eravamo accorti (anche perché le sfide in sé e per sé – ehm – non paiono proprio appassionanti) ma domenica <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/elezioni-regionali-in-lazio-e-lombardia-centrodestra-avanti-in-entrambe-le-regioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si vota</a> in Lombardia e Lazio. E allora, inevitabilmente, direi quasi subliminalmente, è stato anche il fattore elettorale a giocare un ruolo nella fiammata polemica della settimana che si è appena conclusa, e realisticamente pure di quella che si è appena aperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Difficile immaginare che, a pochissimi giorni dal voto nelle due principali regioni del paese, con un’ovvia ricaduta politica nazionale, qualcuno “conceda” qualcosa a qualcun altro. Tutto, fatalmente, si colora di contrapposizione, di polarizzazione dura, “o noi o loro”. Inutile far finta che non sia così: le settimane pre-elettorali sono per definizione fatte più per i piromani che per i pompieri, in tutto il mondo e a qualunque latitudine (geografica e politica).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure stavolta i nostri due principali schieramenti, pur comprensibilmente attenti all’esito elettorale del 12 febbraio in Lombardia e Lazio, dovrebbero pensare soprattutto al giorno dopo, al “13 febbraio”, inteso come il giorno in cui riprenderanno le rispettive sfide principali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centrodestra – saldissimo nel consenso – deve però cercare di non farsi intrappolare nel “day by day”, nel giorno per giorno, in una navigazione di governo più dettata dal caso che dalla propria agenda. E più che mai deve darsi una missione, un “sense of purpose” (taglio di tasse, riforma della giustizia, presidenzialismo) da qui a fine legislatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il centrosinistra – drammaticamente indietro nel rapporto con il paese – non dovrebbe farsi divorare dall’ansia di un recupero che è impossibile in tempi brucianti. Semmai, dovrebbe prepararsi a una gara di fondo (per i più ottimisti in quel campo, diciamo pure di mezzofondo). E ricordarsi che, se la missione è la costruzione – comunque si chiami – di un “partito del lavoro”, la sinistra dovrebbe smetterla di essere o apparire (il che, in politica, è lo stesso) diffidente e ostile verso la mezza Italia del lavoro autonomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide sono quelle: e ricominciano da lunedì prossimo.</p>
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		<item>
		<title>Bollette? “On top of” la cosiddetta normalità delle stangate fiscali</title>
		<link>https://www.thewatcherpost.it/economia/bollette-on-top-of-la-cosiddetta-normalita-delle-stangate-fiscali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 08:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guai a dimenticare il problema delle bollette. I politici non sottovalutino la grave questione degli aggravi fiscali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thewatcherpost.it/economia/bollette-on-top-of-la-cosiddetta-normalita-delle-stangate-fiscali/">Bollette? “On top of” la cosiddetta normalità delle stangate fiscali</a> proviene da <a href="https://www.thewatcherpost.it">The Watcher Post</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Curioso fenomeno. <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/sondaggio-elezioni-giorgia-meloni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Politici</a> e analisti – in questo sovrapponibili nella loro <em>forma mentis</em> – tendono spesso a esaminare le cose in modo separato, per compartimenti distinti, come se invece i problemi non si sommassero, determinando effetti a cascata sulla vita delle persone e sulle loro tasche. Così, ad esempio, da qualche giorno anche i quotidiani, oltre ai candidati alle elezioni di ogni schieramento, mostrano maggiore attenzione al tema delle bollette, che promette di essere devastante nel prossimo autunno-inverno. Prim’ancora che si ponga un eventuale problema di approvvigionamenti, è infatti già impressionante la crescita dei prezzi che le famiglie e le imprese devono sostenere per i rincari energetici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo di che, separatamente, come se le nostre vite fossero “scisse”, separate, oggi i quotidiani si ricordano dell’autentico “<em>dies irae</em>” fiscale rappresentato dal 22 agosto, con una valanga di simultanee scadenze, e – per le partite Iva – con un salasso esiziale, che vede sommata la rata Iva trimestrale con la prima parte dei pagamenti fiscali complessivi di fine anno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, quel che manca nelle riflessioni politiche e dei commentatori è proprio la visione “olistica”, la capacità di mettere tutto insieme. Le “bollette” non sono solo le bollette: ma sono una botta che arriva “<em>on top of</em>” tutto il resto, cioè in aggiunta alla cosiddetta “normalità” fiscale che è già mortifera.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Morale: è illusorio pensare di affrontare il problema a pezzettini, a spizzichi e bocconi, con un cerottino dopo l’altro (in termini di sussidi) per le bollette, e con una limatina minimalista per ciò che riguarda le tasse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delle due l’una: o qualcuno pensa (forse non solo a sinistra, c’è da temere) che gli italiani siano ancora in grado di intaccare i loro risparmi, e che comunque dispongano di riserve inimmaginabili di liquidità, oppure c’è una generale e gravissima sottovalutazione di ciò che sta già accadendo in termini di benessere reale delle persone, della loro propensione al consumo, della loro speranza per il futuro. Chi scrive propende (purtroppo) per la seconda spiegazione: e per questo suggerisco di fare attenzione alle brutte sorprese.&nbsp;</p>
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		<title>Galleggiare per galleggiare non è una buona idea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2022 09:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[costo della vita]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo attendista, ma intanto i costi della vita salgono. Settembre presenterà il conto. Draghi sia saggio e non faccia il "cunctator".</p>
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<p class="wp-block-paragraph">È perfino banale doverlo ripetere. Galleggiare per galleggiare non è mai una buona idea, in politica come nella vita personale, neanche in tempi “ordinari”. Meno che mai mi parrebbe saggio, da parte del governo, compiere una scelta attendista del genere in tempi di tensioni sociali inevitabilmente destinate ad accrescersi nelle prossime settimane e mesi.&nbsp;<br><br>Il “film” dell’estate-autunno ha una sceneggiatura fin troppo semplice: il “generale agosto” attutirà (provvisoriamente) tutto, anche perché un po’ tutte le famiglie si concederanno una settimana di pausa.&nbsp;<br>Ma a settembre arriverà &#8211; tutto insieme &#8211; un conto salato: benzina sempre più alle stelle, impennata ulteriore del costo della vita, <a href="https://www.thewatcherpost.it/politica/bilancio-e-bollette-il-governo-va-avanti-draghi-mai-chiesta-la-rimozione-di-conte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bollette</a> ingestibili, rincaro pesante perfino dei beni alimentari, rattrappimento dei consumi. Aggiungete un’eventuale cartella dell’Agenzia delle Entrate o una temibile letterina di compliance (in pausa solo ad agosto) e il menu &nbsp;di una famiglia media italiana sarà completo, in termini di preoccupazione e irritazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se, dinanzi a questo tipo di bilancio familiare, gli italiani dovessero constatare che la risposta del governo è attendista, fatta più che altro di cerotti e micro promesse, più qualche deviazione ideologica sul salario minimo (concepita essenzialmente per tenersi buoni M5S e Cgil), che cosa ci sarà da aspettarsi?&nbsp;<br>Elementare, Watson: ulteriore sfiducia, tensione aggiuntiva, e logoramento sempre più evidente&nbsp;per un governo già ora percepito come immobile.&nbsp;<br>Ci rifletta il premier: stavolta una strategia attendista da “cunctator” non sarebbe necessariamente la più saggia.</p>
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		<title>Altro che legge elettorale, il tema è la riforma istituzionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Capezzone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 05:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[daniele capezzone]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[riforma istituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il momento di elevare il livello della riflessione: dal bricolage della legge elettorale alla discussione sull'assetto istituzionale.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tutto scontato. Dopo l’ennesimo naufragio, un sistema dei partiti sempre più fragile e scollato dalla realtà cerca il solito refugium peccatorum di fine legislatura: cambiare la legge elettorale nella convinzione (rectius: nell’illusione) di determinare il corso delle cose nella prossima legislatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il copione è già scritto: incremento della quota proporzionale, per rendere di fatto improbabile la vittoria netta di chicchessia, e quindi imporre anche in futuro un governo ibrido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato che manovre come questa producano in genere due risultati. Per un verso, l’impennata dei consensi per la forza percepita dagli elettori, in un dato momento, come anti-sistema (l’altro ieri i grillini, ieri la Lega, oggi Fdi): e cioè esattamente il contrario di ciò che i vecchi partiti desidererebbero, dal loro punto di vista. Ma i soliti “strateghi” non hanno ancora capito che se si costruiscono maggioranze confuse e inefficienti gli elettori tendono sempre a usare l’”attrezzo” a loro disposizione per esprimere il loro sacrosanto dissenso. E oggi quello strumento è &#8211; per molti &#8211; la forza formalmente all’opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per altro verso, un ulteriore effetto è quello della paralisi decisionale, della palude, del tatticismo: quanto più semini divisione partitica, tanto più raccoglierai poteri di veto, di ricatto politico, di interdizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe dunque l’ora per elevare il livello della riflessione. Anziché fare bricolage sulla legge elettorale, sarebbe il caso di discutere dell’assetto istituzionale, della forma di stato e della forma di governo, per dare alla Repubblica un’architettura più adeguata e decidente. Chi scrive ama da sempre i modelli di Washington (presidenzialismo, federalismo, e significativi contrappesi parlamentari) e Londra (premierato strettamente legato a un assetto bi o tri partitico), ma ovviamente anche il semipresidenzialismo francese ha mostrato una sicura efficienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si discuta di questo, prima di finire a Tripoli, in un conflitto disordinato tra le tribù proporzionaliste.</p>
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