di Alessandro Caruso

 

«La mobilità sostenibile ormai ha talmente tanti supporter che combatterla non è una buona idea», parola del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. Un’apertura importante, che posiziona l’Italia tra i paesi che stanno credendo di più nella mobilità del futuro. Del resto tra i supporter ci sono ben 15 milioni di italiani, come dice il quinto rapporto nazionale sulla sharing mobility, presentato questa mattina a Roma, su iniziativa del Ministero della Transizione ecologica, quello delle Insfrastrutture e mobilità sostenibili e della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. Un numero significativo, trainato in gran parte dal segmento dei monopattini, che dal 2019 e il 2020 ha fatto registrare un incremento del 65%, un risultato tanto rilevante che lo stesso Giovannini ha voluto sottolinearlo: «Il rapporto mostra il successo di questo nuovo strumento di mobilità. Siamo intervenuti per migliorare la fruibilità del mezzo in sicurezza». Il riferimento è alle nuove regole che dal prossimo anno disciplineranno l’utilizzo dei monopattini (di cui abbiamo ampiamente parlato su queste colonne: https://bit.ly/3nK1AIz), che non a caso hanno scongiurato il rischio di una stretta che potesse scoraggiare fornitori e utenza.
 

IL RAPPORTO
La mobilità condivisa ha superato lo shock pandemia e ha ripreso a crescere: nel 2021 scooter, bike e monopattini in sharing hanno superato i valori del 2019 pre-pandemia, ed il car sharing li sta raggiungendo in queste settimane. Le iscrizioni ai servizi di sharing mobility in Italia hanno raggiunto la quota di 5.600.000 con 158 servizi di sharing attivi in 49 città (il triplo del 2015); circa 15 milioni di Italiani possono utilizzare almeno un servizio di sharing con quasi 90.000 i veicoli in condivisione (auto, scooter, bici e monopattini. Sono solo quattro le città italiane dove sono presenti tutti i quattro servizi di sharing (car, bike, scooter, monopattini): Milano, Roma, Torino e Firenze. Milano si conferma ancora una volta la città della mobilità condivisa. I dati sui noleggi giornalieri in Italia possono essere confrontati con lo Shared Mobility Index di Fluctuo che tiene sotto osservazione 16 città europee: il trend positivo registrato in 6 città italiane monitorate (Milano, Torino, Roma, Bologna, Cagliari e Palermo) è in linea e addirittura migliore di quello europeo.

IL BOOM DEI MONOPATTINI
La sharing mobilità diventa sempre più leggera: tra il 2019 e il 2020 c'è stato il boom dei monopattini (+65%) e degli scooter (+45%), nelle 6 città italiane monitorate si conferma marcata la crescita dei noleggi giornalieri dei monopattini in sharing. La micromobilità oggi costituisce il 91% dei veicoli in condivisione.

 

MILANO LA CAPITALE DELLA SHARING MOBILITY
Il Rapporto nazionale offre una panoramica completa sulla mobilità condivisa in Italia. Milano si conferma la città della sharing mobility e della multimodalità ed è prima in tutti e 3 gli indicatori (percorrenze, numero veicoli, numero noleggi) e dispone di tutte le tipologie di vehicle sharing. Cresce Roma e si classifica al secondo posto, soprattutto in termini di flotte. Al terzo posto Torino. Seguono altre città metropolitane (Bologna, Firenze, Bari, Genova). Nei primi 10 anche città medio piccole come (Pescara, Rimini, Verona). Da segnalare Brescia, con un bike sharing pubblico molto efficiente e un car sharing station based. Solo Milano, Roma, Torino e Firenze hanno tutti e 4 i servizi di sharing. Tra le città piu grandi, Napoli rimane indietro, non ha un servizio di scooter sharing, e il car sharing è di piccole dimensioni. Le città che hanno almeno un servizio sharing mobility sono così suddivise: 26 al nord, 10 al centro e 13 al sud. Il sud è la parte di Italia che ha maggiormente scelto il monopattino come modalità unica di sharing mobility con ben sei città, Catania, Enna, Messina, Trapani, Cagliari e Sassari. Le uniche città del sud con almeno 2 servizi sono Napoli e Palermo. Nell'arco degli ultimi 5 anni il peso medio di un veicolo in sharing è passato da 400kg a 120kg. Il 91% dei veicoli in condivisione in Italia sono veicoli di micromobilità (monopattini, biciclette, scooter). Questa tendenza si spiega con la preferenza delle persone di noleggiare veicoli che non hanno problemi di parcheggio e permette di ridurre i tempi di percorrenza e azzerare o quasi gli impatti ambientali perché sono veicoli senza motore o con motore elettrico. D'altro canto è emerso come le città italiane abbiano bisogno di migliorare rapidamente la dotazione di infrastrutture adatte a questo tipo di veicoli, compresi parcheggi dedicati, per garantire spazi e sicurezza a tutte le modalità di trasporto.