Non solo Pnrr. Le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono solo una parte dei fondi a disposizione da spendere nei prossimi 7-10 anni. Questa la precisazione con cui il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini ha aperto l’audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera.

Puntualizzazione in riferimento alla previsione integrata di azioni su infrastrutture e mobilità del Piano. Dati alla mano Giovannini dichiara: “Per il ministero si tratta di 62 miliardi di euro, con circa 41 riguardanti il Next Generation EU e React EU, poi 10,3 miliardi del Fondo completare e 10,3 miliardi dello scostamento di bilancio. Di questi 62 miliardi circa 47 sono aggiuntivi rispetto alla legislazione vigente e 15 sostituiscono investimenti già previsti nel bilancio dello Stato”. 

La novità rispetto al Piano di gennaio è rappresentata dai 10,3 miliardi relativi al completamento dell’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria e all’attraversamento di Vicenza. Sul piano della sostenibilità l’attività del ministero è concentrata su interventi che per il 70% sono destinati alla lotta ai cambiamenti climatici, mentre, per quanto concerne la transizione ecologica, il 43% sono risorse con impatti ambientali positivi. Giovannini specifica: “Per questo io mi sono preso non particolarmente con favore dei commenti su una ipotetica colata di cemento che i piani previsti dal ministero dovrebbero produrre. Questi dati direi che confortano molto e confermano l’orientamento e anche il cambio di direzione del ministero”.

Sul confronto tra la struttura del Pnrr italiana e il Piano Biden negli Usa, Giovannini: “C'è una grande differenza, con un investimento forte negli Usa per infrastrutture stradali e ponti; noi abbiamo invece un investimento molto forte sulla parte ferroviaria. Ma è interessante che quando si va a vedere i contenuti si trova una relazione molto stretta, uno ad uno, tra i diversi aspetti", guardando al Pil nei settori di riferimento.

Sul tema dei porti l’On. Cantone (M5S): “Il Pnrr prevede importanti investimenti infrastrutturali, un segnale importante se si vuole investire nella blue economy, una sua opinione sulle autostrade del mare?”. La premessa di Giovannini si basa sull’indispensabilità di predisporre un nuovo piano integrato della logistica e dei trasporti che deve andare di pari passo con il Piano nazionale integrato energia clima, di competenza del Ministro Cingolani. Un discorso che evidenzia la necessità di una riflessione a lungo termine sul futuro delle infrastrutture, dei porti, dell’alta velocità e capacità.

Il problema è che la pandemia ha insegnato che fare previsioni è tutt’altro che facile, quindi l’approccio da seguire è quello degli scenari, ossia immaginare investimenti che rispondano sia a shock positivi sia negativi con sistemi integrati. Quindi nell’ottica di aver progettato un Piano in linea con questi presupposti Giovannini risponde: “Sul tema dei porti abbiamo opportunità e rischi legati a come i cambiamenti climatici produrranno cambiamenti nei flussi delle grandi direttrici di trasporto, non necessariamente negativi. I porti hanno senso se sono in rete e la stessa cosa vale per l’Alta velocità, il disegno sotteso al Pnrr è di una integrazione nei confronti nel resto di Europa”.

Interviene l’On. Rixi (Lega): “L’utilizzo dei fondi per il completamento della Tav nella zona Italia, quindi da Torino fino al traforo, è previsto sul Pnrr? e quali progettazioni ci sono su questa linea?” Giovannini specifica: “Per la Torino-Lione la tratta nazionale è già in fase di attuazione e per una parte, mancando la progettazione, abbiamo bisogno di accelerare il dialogo con le comunità, con cui passa la discussione della progettazione. Ho fatto presente che una mancanza di progettazione per l’ultima tratta richiede una discussione per consentire a RFI di fare un progetto definitivo e di procedere”.

Sulla rete ad Alta velocità limitata al traffico passeggeri si sofferma l’On. Sozzani (FI): “Servirebbe anche sotto il profilo delle merci, ma lo spostamento di merci dalle strade alle ferrovie non gioverebbe all’abbattimento della CO2”. Una questione che passa per l’investimento sul tunnel del Brennero, Giovannini spiega: “In parte finanziato con il Pnrr e in parte no, ci sono i temi della logistica integrata, le merci nel nord vanno ancora molto su gomma e qui abbiamo bisogno di alta capacità. La visione sistemica dietro al Pnrr non esaurisce gli interventi da fare. Sono chiaro non è soltanto una questione dello Stato adesso entrano in gioco anche le Regioni le Province e i Comuni, abbiamo ricevuto tanti progetti che vanno discussi con le Regioni. Bisogna allinearci il più possibile per non andare in conflitto”.

Il lavoro da fare non è poco, con un progetto per i prossimi 10 anni. “Dieci anni – conclude Giovannini fondamentali per trasformare il nostro Paese in senso positivo a livello economico, sociale e di rispetto dell'ambiente. Il Paese si gioca il proprio futuro e insieme quello dell'Europa".

 

 

 

Flavia Iannilli