Il piano industriale della newco ITA (Italia trasporto aereo Spa) è stato illustrato nel dettaglio. Ad oggi il Governo è impegnato in un dialogo con l’Unione Europea, cercando di adeguare il piano ai criteri richiesti di discontinuità da un lato e di sostenibilità economica e competitività dall’altro.

Il Presidente ITA, Francesco Caio, in commissione Trasporti e Attività produttive della Camera: “Il management ha avviato la pianificazione operativa necessaria per passare dalla fase di pianificazione alla fase operativa. Già qualche settimana fa abbiamo indicato la nostra disponibilità ad avviare un negoziato, fermo restando che potremmo portarlo a compimento soltanto a valle della chiusura del negoziato con l'Ue e come sapete poi delle delibere necessarie agli aumenti di capitale di ITA”.

La prospettiva di sviluppo di ITA ed il piano stesso sono sempre stati caratterizzati da un profilo di dinamicità e gradualità. La prospettiva è quella di un orizzonte di crescita di impresa e di una necessità di alleanze. Caio specifica: “Non stiamo ipotizzando un'azienda 'mini’, ma un'azienda che parta necessariamente allineata in termini di strutture operative con la capacità che il mercato ha di assorbire domanda. Dall'altra però con una prospettiva di competitività e crescita per rispondere al mandato che ci è stato dato di creare un'azienda per la collettività, di qualità internazionale del Sistema Italia”. 

La dotazione di capitale ad oggi è di soli 20mln, con un prudente dell’utilizzo dei fondi pubblici, ma per guardare al futuro dell’azienda c’è bisogno di un aumento di capitale in relazione all’operatività desiderata.

Nel piano sono presenti: aviation, handling e manutenzione. Tre aree che rendono efficace ed efficiente il piano industriale stesso. L’amministratore delegato di ITA, Fabio Lazzerini, spiega: “Potranno cambiare numero di flotta, qualche rotta, qualche aereo che sia di proprietà oppure in leasing. Nel frattempo la scarsa presenza di Alitalia sul mercato ha lasciato spazi ai concorrenti. Negli ultimi mesi abbiamo visto roboanti annunci soprattutto del mondo low cost, mentre ad oggi le prenotazioni per maggio-settembre sono attorno al 15% rispetto  a quelle del 2019”. Il tempo come variabile non aiuta: c’è una forte necessità di ripartenza, anche perché, stando allo schema del piano iniziale la partenza era prevista per il primo di aprile, cosa non accaduta. In attesa dell’autorizzazione della Commissione europea per ripartire, saranno necessari poi ulteriori 60-90 giorni.

La situazione più preoccupante è quella dei lavoratori, che continuano a non percepire lo stipendio in tempo. Per questo si punta a intercettare la ripresa estiva e, per farlo, si è ancora in tempo. Ad aprile, specifica Lazzerini, Alitalia “ha volato con 37 aerei su 90 disponibili a causa della pandemia. L’aviation è ciò che ci serve per intercettare la domanda estiva”.

Un tema rimasto in sospeso è quello del cargo, su cui il team ha approntato un business plan che verrà consegnato al cda, in cui è prevista la creazione di una vera e propria Unit cargo con aerei dedicati.

Premettendo che il piano, quando si sottopone a stress, regge ed è solido, Lazzerini dichiara: “Con Iata (International Air Transport Association) siamo ingaggiati in un'attività di preparazione per arrivare al lancio del 1°luglio. Abbiamo fatto già fatto sette incontri con Lufthansa, da una parte, e il gruppo Delta, Air France-Klm, Virgin, dall’altra. Queste interlocuzioni stanno andando avanti, penso che per la fine di giugno noi avremo concluso nel migliore dei modi la negoziazione con i due gruppi, poi dovremo scegliere quale dei due gruppi si sposa meglio dal punto di vista strategico, industriale e non solo commerciale”.

Infine, non per importanza, la questione molto dibattuta degli slot. Soprattutto per quanto riguarda Linate, dove in caso di abbandono la concorrenza è già in lista di attesa per l'utilizzo. Stando alle norme UE se una compagnia ne acquista, totalmente o in parte un’altra, automatico è anche il passaggio degli slot, totale o parziale. Con l'attuale stato di emergenza, però, gli slot sono congelati causa Covid, motivo per cui la norma UE sugli slot potrebbe non essere applicata ad ITA.

 

Alessandro Cozza

 

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