Il Ministero dei Trasporti, con l'ingresso del tecnico Enrico Giovannini sta impegnando le energie per snellire tutte le procedure interne, spesso causa di gravi ritardi sui progetti delle grandi opere.

Diversi Commissari possono essere d'aiuto in questo processo, visto che lavorano in strutture quali asd esempio Anas o Fs, e questo consente loro l’accesso ad informazioni e progetti di interesse. Le opere prese in considerazione sono 58 per 28 commissari, in modo da evitare la moltiplicazione delle cariche.

Su questo Mallegni (FI): “Siamo preoccupati del fatto che il Ministro prenda il pacchetto confezionato e che non ci sia la possibilità di poter rivedere le nomine. Inoltre la Tirrenica è sfuggita al documento?”

Sozzani (FI) pone la questione dei conflitti di interesse, mentre Maraia (M5S) fa notare che “ci sono opere che non necessitano di commissariamento ma sono comprese, mentre altre che dovrebbero essere commissariate non sono nella lista. Questo elenco è cristallizzato?”. Giovannini risponde: “Con il cambio di governo l’allegato al Documento di Economia e Finanza non è necessariamente condiviso dall’attuale maggioranza, e ci si può ancora lavorare. La lista dei suggerimenti è una valutazione complessiva, non soltanto delle opere. In preparazione del Def 2021 è un’operazione che è benvoluta perché così possiamo identificare quei criteri che ci aiutino a condividere una visione complessiva perché il commissariamento non è l’unico strumento per risolvere i problemi, ma abbiamo bisogno di accelerare le fasi delle procedure. Non credo che ci sia un conflitto di interessi, ma prendo l’impegno di trasmettere trimestralmente una relazione basata su quella dei commissari per coinvolgere il Parlamento nel controllo”.

Su Tirrenica, Giovannini spiega quali sono i problemi tecnici per cui non è stata inserita tra le opere: “Ne ho discusso con il presidente Giani (della Regione Toscana), c’è un problema di trasferimenti di competenze da Sat (Società autostrada tirrenica) ad Anas, che è già in corso di discussione. Il ministero si è già attivato per velocizzare al massimo questo passaggio di competenze".

L’Onorevole De Lorenzis (M5S) ricorda che “molte delle opere che i colleghi dicono essere bloccate dalla burocrazia, molte delle infrastrutture strategiche sono in attesa di pareri che vengono rilasciati da strutture ministeriali e tre di queste sono quelle che richiedono molto tempo – faccio riferimento a Via vas e sovrintendenze - andrebbe fatto un potenziamento”. Il tema della tempistica non è solo una preoccupazione del deputato pentastellato e ci sono diverse soluzioni da mettere in atto e Giovannini spiega: “Nelle diverse fasi della realizzazione di un’opera, non tutte trovano ostacoli nello stesso punto, quello che ho già chiesto ai tecnici del ministero - perché richiesto dal Pnrr - è un sistema di monitoraggio di tutte le fasi dell’opera, perché penso sia fondamentale rendere conto ai cittadini di questo”. Alcuni ritardi derivano dal governo, altri sono regionali, ma è già stato avviato un asse di dialogo tra Giovannini, Cingolani e Franceschini per Via, Vas e autorizzazione sovrintendenze in modo da capire come migliorare la situazione attuale.

La Pezzopane (PD), relatrice del documento, si sofferma sulle fonti di finanziamento e dichiara: “Le fonti sono eclettiche e formate da più strumenti, bisogna far chiarezza nello strumento del decreto su questo aspetto che non possiamo lasciare in sospeso” Un elemento su cui concorda Giovannini che aggiunge: “L’impostazione per le fonti di finanziamento eclettico è la stessa che ho richiesto anche nell’impostazione del Pnrr. L’ecletticità del finanziamento non è una debolezza ma un elemento di forza nella misura in cui il quadro complessivo sia coerente a cui aggiungo l’effetto leva”.

Preoccupato D'Arienzo (PD): “Ritengo che possa esserci un problema nel rapporto tra governo e parlamento. La politica deve avere un ruolo rispetto ai criteri estremamente restrittivi che sono stati scelti, così il Parlamento rischia di non giocare nessun ruolo. Alla fine è la politica ad essere giudicata non i tecnici”.

Che sia la politica ad essere sempre giudicata non c’è dubbio, ma Giovannini tiene a puntualizzare: “Ma se io sono un Ministro tecnico non vuol dire che mi affidi a criteri ragionieristici e meccanici, perché il governo nel suo complesso insieme al Parlamento fa scelte politiche. Credo che questo sia lo spirito con cui si è presentato il Presidente Draghi, il ruolo della politica è cruciale”.

 

 

Alessandro Cozza 

 

Photo Credits: Vado e Torno Web