The Watcher Post continua il suo viaggio con le pulci dedicandosi alla Ministra dei Trasporti De Micheli, audita nelle Commissioni riunite Trasporti della Camera e Lavori Pubblici del Senato, in relazione all’esame dello schema di contratto di programma tra il Ministero, Ferrovie dello Stato italiane Spa e Tunnel Euralpin Lyon Turin (Telt) Sas per il finanziamento, la progettazione e la realizzazione della sezione transfrontaliera della parte comune della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

''Il progetto ha subito numerosi miglioramenti progettuali” ha dichiarato subito la Ministra, migliorie “che hanno portato alla trasformazione radicale del progetto per rendere l'infrastruttura più utile, più sostenibile, più compatibile e il più possibile condivisa. Numerosi sono anche gli interventi previsti per mitigare l'impatto dell'opera.” Per questo la De Micheli si sofferma sui finanziamenti che sono “dedicati alle misure compensative dell'impatto territoriale e sociale che costituiscono una voce del quadro economico dell'opera su cui si è già espresso il Cipe. Attualmente il limite di spesa definito, per le opere e misure compensative, è complessivamente pari a 98,95 milioni di euro: di cui, 'opere di priorità 1' 9,56 milioni; 'opere di priorità 2' 32,13 milioni; opere compensative ulteriori 57,26 milioni".

Una problematica importante da affrontare riguarda le aspettative delle comunità locali per la gestione la realizzazione delle opere compensative, e l’attuazione “sarà regolata proprio dall'articolato del contratto di programma per il quale il governo ha chiesto alle commissioni parlamentari competenti di esprimersi. L'elenco delle opere compensative è stato più volte rivisto ed ogni volta sottoposto all'approvazione del Cipe. Far entrare le opere compensative nel contratto di programma significa snellire le procedure e ridurre i tempi evitando il passaggio al Cipe, dove anche la realizzazione di una rotatoria al posto di un altro intervento avrebbe lo stesso iter di una vera e propria variante. Tuttavia nell'ambito dell'articolato approvato dal Cipe, per le opere compensative è comunque previsto che lo stato di attuazione delle misure compensative venga reso noto mediante opportune informative, al Cipe, con cadenze almeno quadrimestrali.”

Dopo 25 anni dal primo Accordo intergovernativo “ci sono stati cinque accordi italo-francesi, 12 delibere Cipe e 4 pareri favorevoli all'opera da parte della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via-Vas, le cui prescrizioni sono state fatte proprie dal Cipe obbligando Telt a modifiche.”

 

Le domande poste al Ministro e le relative risposte:

L’Onorevole Gariglio (PD) prende la parola: “L’opera è coperta da un finanziamento europeo per il 40% ma ci sono dichiarazioni tese a considerare questo nodo come cruciale da sciogliere, sono già avviate le interlocuzioni con la commissione per portare al 55% la contribuzione dell’Unione?” Anche la Presidente Paita (IV) chiede lo stato di avanzamento della contribuzione europea. La De Micheli precisa: “Il costo è confermato in 8,6 miliardi, dei quali il 40% dall’UE, il 35% dall’Italia ed il 25% dalla Francia, la richiesta delle risorse aggiuntive che l’UE ha garantito all’Italia è collegata alla registrazione del contratto di programma. Quando recupereremo le risorse dell’Unione allora l’impatto del costo per l’Italia si ridurrà.”

Il Senatore Airola (M5S) oltre a focalizzarsi sull’obiettivo di riduzione di Co2, si trova in sintonia con gli Onorevoli Mulè (FI) e Serritella (M5S) per la richiesta di una time-line precisa e chiara di lavorazione o anche dei tempi di realizzazione su cui basarsi. La Ministra risponde: “Ci sono dei ritardi, sul programma dei lavori, giustificati dalla qualità. Appena verrà approvato per la registrazione saremo nelle condizioni di dare un cronoprogramma preciso, se viene registrato entro i primi 6 mesi del 2021 il completamento sarà nel 2032. Una volta approvata chiederemo a Telt un cronoprogramma trimestrale delle attività e delle opere.” Mentre per la riduzione di Co2 specifica: “Il calcolo fatto sulla riduzione nell’area del cantiere e nel nord ovest di Italia era clamorosamente in favore della ferrovia, questo è un risultato inequivocabile. Quando si trasferiscono merci o passeggeri dalla gomma al ferro c’è sempre un saldo positivo puntuale e progressivo nelle emissioni di CO2 e nella fase di cantiere non verrà sbilanciato questo saldo.”

La Presidente Paita fa delle precisazioni che necessitano di specifiche: “Sul tema delle opere compensative, come si intende procedere? Quali sono le previsioni sulle conseguenze dal punto di vista occupazionale?” La De Micheli risponde a entrambe le questioni: “Le opere compensative sono finanziate nel quadro complessivo dell’opera, ho chiesto al prefetto di Torino di comporre un quadro di opere compensative affinchè si modifichi il rapporto tra lo Stato ed i territori, nel Decreto che incarica il prefetto alla presidenza dell’Osservatorio è previsto che tutti gli enti locali anche i contrari debbano comunque partecipare alle opere compensative perché hanno un grande impatto ambientale.” Mentre per ciò che riguarda il tema occupazionale i dati sono i seguenti: “Sul fronte italiano i lavori stanno proseguendo, attualmente sono in corso 3 miliardi di euro di gare per i lavori al tunnel di base, l’ipotesi di impatto occupazionale, alla luce delle gare, sono 4000 posti di lavoro diretti e 4000 nell’indotto.”

La senatrice Pirro (M5S) fa leva sullo scarso dialogo, che dovrebbe essere necessario, con la popolazione. Conoscendo la situazione il Ministro risponde: “Sono d’accordo, è evidente che il Ministro ha avviato un discorso di dialogo, non mi sottrarrò nella convocazione nelle altre realtà territoriali, riteniamo che questa attività sia di rassicurazione sul piano della comunicazione”.

Un ultimo nodo, che non è passato in sordina, riguarda gli atti di violenza avvenuti nel cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Una problematica sollevata soprattutto dall’Onorevole Bergamini (FI) che ha dichiarato: “Non registro una stigmatizzazione degli avvenimenti di violenza”. Per questo motivo la De Micheli conclude il suo intervento specificando che: “La violenza non ha senso e penso sia gravissima in qualunque situazione. Niente può giustificare un atto violento. Voglio essere chiara: le opere pubbliche non sono mai degli obiettivi a sé. E l’obiettivo è migliorare la qualità della vita e dei trasporti, diminuire l’impatto ambientale nel trasporto delle merci e migliorare l’efficienza e la competitività del sistema Paese. Siccome c’è un tema ambientale ci prendiamo qualche mese in più per essere sicuri che gli impatti trasportistici vengano confermati e a completamento dell’opera avremo un impatto ambientale positivo. I tempi non sono banali ma averci dedicato 4/5 mesi in più per dare nuovo equilibrio alle risposte da dare alle comunità locali riteniamo che possa essere utile per allargare il consenso sull’opera e della sua funzionalità e caratteristiche strutturali.”

 

 

Nicolò Marcon

 

 

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