di Alessandro Caruso

Sarà un G20 orfano dei presidenti cinese e russo Xi Jinping e Vladimir Putin, che si collegheranno da remoto. La motivazione ufficiale è l’emergenza Covid, ma è possibile che la presenza di Joe Biden abbia in parte influito su questa scelta. Ad ogni modo il G20 di Roma, in programma il 30 e 31 ottobre, sarà un momento centrale per impostare la fase post pandemica a livello globale. Come spiegato questa mattina nel briefing di Palazzo Chigi, infatti, il contrasto alla pandemia, insieme all’emergenza climatica, saranno i punti chiave del summit, anche in vista della conferenza Cop26 (la 26esima Conferenza Onu sul cambiamento climatico, ndr), che inizia domenica a Glasgow.  

 

LA FASE POST PANDEMICA

Palazzo Chigi ha usato un’affermazione molto eloquente: “make profit of pandemic”, intendendo chiaramente l’intenzione di sfruttare il G20 per un confronto sulle strategie per mettere a frutto i moniti e le opportunità che la pandemia ha presentato nel suo complesso. Il diritto alla salute sarà in evidenza nel confronto politico-diplomatico, con particolare attenzione allo “One Health System” e alla distribuzione dei vaccini ai Paesi in via di sviluppo. Lo scopo del G20, i cui risultati verranno comunicati domenica pomeriggio, è capire come sfruttare l'uscita dall'emergenza sanitaria per ricostruire al meglio le economie e le società dopo lo sconvolgimento globale causato dalla pandemia. Sotto la lente dei "grandi" finirà senz'altro il dossier economico: i piani di rilancio nazionale, formulati sotto diverso nome e metodo da tutti e 20 i Paesi del forum, verranno condivisi e discussi in modo da orientarli verso un paradigma di sviluppo sostenibile. Per questa ragione sarà cruciale il confronto sullo strumento finanziario da adottare, soprattutto i fondi da destinare alla transizione dei Paesi a basso reddito.

Il principale appuntamento in presenza tra i leader mondiali dallo scoppio della pandemia inizierà sabato, attorno alle 12. Il primo giorno di lavori, intervallato da incontri bilaterali, si concluderà a metà pomeriggio. Nella serata di sabato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella offrirà una cena ufficiale alle delegazioni presenti a Roma.

 

LA QUESTIONE DEL CLIMA

Nei giorni passati era stato proprio il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ad auspicare la presenza di Cina e Russia per affrontare al meglio la questione climatica. Perché l’Unione europea, come ricordato questa mattina, produce circa l’8% delle emissioni globali. Il resto è prodotto dagli altri paesi del G20. La questione si può risolvere, dunque, solo se le azioni da intraprendere vengono concertate in modo condiviso tra tutti i principali attori globali.

 

INCONTRI BILATERALI

Saranno importanti anche gli incontri bilaterali previsti da Draghi anche su questioni non strettamente legate al G20, ma alle relazioni internazionali. Al momento sono confermati quello con Joe Biden, ma anche quelli con Francia, India e Turchia.

 

 

 

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