Politica

Le pulci a…Sergio Costa su sostenibilità e Recovery Fund

01
Dicembre 2020
Di Flavia Iannilli

Le pulci di The Watcher Post continuano il loro viaggio nelle audizioni parlamentari. Oggi protagonista è il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, audito in Commissione Ambiente del Senato in relazione all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e l’impiego delle risorse del Recovery Fund europeo.

Il Ministro apre l’audizione, premettendo che i Piani saranno valutati dalla Commissione europea seguendo dei criteri tra cui: “La coerenza con le raccomandazioni specifiche per il Paese annualmente approvate dalle istituzioni europee e il rafforzamento del potenziale di crescita, della creazione di posti di lavoro e della resilienza economica e sociale dello Stato membro, anche in termini di sostenibilità che risulta un tema trasversale a tutti gli interventi. Tra i criteri rientrano l’effettivo contributo alla transizione verde e digitale e la coerenza con i Piani nazionali integrati per l’energia e il clima (Pniec)”. Costa ha aggiunto: “Si viaggia in modo molto contingentato e anche molto rapido. Si consideri tra l’altro che, per l’impostazione europea data a monte, il 37% delle risorse deve andare al green”. Questo concetto sta a significare che i piani devono sempre avere la sostenibilità come tema centrale, ma non che verranno assegnate direttamente al Ministero in quanto dicastero.

Il Ministro passa all’importanza di alcuni punti e dichiara: “Se noi non abbiamo un reporting rigoroso e progetti di fattibilità reali, concreti e misurati sul territorio, quindi che ‘si scaricano a terra’ in modo reale, c’è il rischio o di non avere le risorse o addirittura che ce le richiedano indietro perché abbiamo dimostrato incapacità di spesa. Questa è la vera sfida”. Quindi Costa spiega le linee guida per la predisposizione del Pnrr, approvata dal Ciae il 9 settembre 2020: “Il Piano si articolerà in 6 missioni principali suddivise in cluster di azioni omogenee. La missione inerente la rivoluzione verde e la transizione ecologica richiede che l’Italia, che pure ha registrato progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficienza energetica, intensifichi il proprio impegno per far fronte ai nuovi e più ambiziosi obiettivi europei di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, peraltro fissati dall’European Green Deal”.

In merito a quanto indicato, il Ministero dell’Ambiente ha identificato delle priorità che si basano su: “Le infrastrutture per l’ambiente, il supporto alle imprese virtuose o che vogliono incrementare la sostenibilità dei loro processi e delle loro filiere, la transizione ecologica con uno sguardo specifico all’economia circolare, il potenziamento delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici”.

Il Ministro specifica lo scotto che l’Italia paga per un ritardo su dei temi posti all’attenzione della Commissione europea relativi a: “Depurazione delle acque su cui insistono ben quattro procedure di infrazione, di cui due ci hanno già visto condannati in sede di Corte di giustizia dell’Unione europea; o l’approvvigionamento dell’acqua, e quindi della sua distribuzione, che vede la necessità urgente di intervenire sul recupero delle perdite di rete, che sappiamo essere una percentuale terribilmente alta, su cui stiamo lavorando insieme al Mit e al Mipaaf”.

Il supporto alle imprese che sono virtuose a livello ambientale o che voglio intraprendere un percorso di sostenibilità è una priorità, secondo Costa, che: “Risponde alla volontà di indirizzare e guidare la transizione verde. Ciò sarà possibile facilitando e introducendo forme di incentivo alle imprese nei progetti di investimento sostenibile, riconoscendo adeguatamente il loro contributo. Vogliamo aiutare le imprese nella transizione, non scoraggiare le imprese, ma sostenere quelle che realmente vogliono fare impresa green”.

Infine il Ministro fa riferimento al rinvio del secondo acconto delle imposte sui redditi dell’Irap ad aprile 2021 e dei versamenti contributivi a dicembre 2020 e specifica: “Per chi è stato colpito dalla crisi conseguente alla pandemia da Covid, comporta un onere complessivo per il 2020 di 4,747 miliardi, che verranno recuperati totalmente nel 2021. Lo rileva la relazione tecnica del dl Ristori quater, pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale e che verrà inserito con un emendamento del Governo nel dl Ristori (come i precedenti)”.

Le domande poste al Ministro e le relative risposte:

Ad aprire il giro di domande è il Senatore Nastri (FdI): “Quali sono le ragioni del ritardo della consegna del Piano? e perché l’Italia a differenza della Francia deve ancora presentarlo? Noi abbiamo chiesto un ministero del mare, ritiene necessario porre attenzione alla tutela del nostro patrimonio marino e se nel R ci siano dei piani relativi a questo?”. Puntuale il Ministro risponde: “Il Piano ancora non è pronto perché c’è un regolamento dell’Ue vincolante che pone delle date diverse, i tempi sono definiti con un regolamento in negoziato. Chiaramente si sono dilatati per consentire a tutti i Paesi di avere schede che comunichino tra loro. Per ciò che riguarda il Ministero del mare: la strategia marina è competenza nostra, mentre il mare inteso come altro tipo di attività è competenza del Mit, con cui esiste un dialogo molto stretto sia tra i ministri sia tra i tavoli tecnici costituiti, al di là delle competenze, nella mia proposizione ci sono progettualità sia per l’erosione costiera sia per i porti green”.

Per la maggioranza il primo ad intervenire è il Senatore Quarto (M5S): “Più volte ha citato il dissesto idrogeologico, diventano critici i problemi con la stagione delle piogge, lo abbiamo visto ora in provincia di Nuoro. Furono stanziati dei fondi che non sono stati spesi, i due grandi problemi sono la mancanza di conoscenza e la lentezza nell’esecuzione delle opere di difesa. È importante che nel Pnrr sia contemplato un piano pluriennale per il dissesto idrogeologico”. Su questo Costa risponde: “Abbiamo previsto un elemento di bilancio attuale, è stato previsto all’interno del Next Generation Eu e in altri fondi di modo da avere una pluralità di strumenti. Mentre per la difficoltà a spendere le risorse, i commissari straordinari sono i presidenti delle regioni che hanno questi compiti ed ai quali abbiamo conferito maggiori poteri. Il Ministero dell’ambiente traccia il perimetro economico e stiamo costruendo un Dll per accelerare la spesa e per averne un reporting. Si tratta di una composizione molto avanzata e dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno”.

Sia il Senatore Ferrazzi (PD) che il Senatore Nastri (FdI) fanno riferimento allo stesso tema, il primo considera che sia importante: “Spingere moltissimo nella direzione del tema del Green con il suo 37%. Come potenziare il ruolo del ministero nella definizione del piano?”, mentre il secondo aggiunge: “La cabina di regia che gestirà il Recovery Plan sarà composta anche dai Ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, sulla base delle sue dichiarazioni affermò che il 37% delle risorse per l’Italia deve andare al Green, una cifra notevole, la notizia è vera? Perché il Ministro dell’Ambiente non è presente nella cabina di regia?”. Il Ministro fa luce rispetto al ruolo del proprio Ministero: “Siamo presenti in tutti i tavoli di negoziazione. In termini istituzionali la centralità si magnifica con il Ciae, così individueremo quali sono i programmi e i progetti rispetto a quello che i tecnici abbiano ipotizzato in modo da definire in maniera formale. Sono tranquillo e aggiungo che il Ministero ha una centralità perché i temi dell’ambiente sono trasversali. Questa trasversalità ci consente di integrare il sistema di confronto. Per quanto riguarda il 37%, parliamo del fatto che l’Ue ha considerato una ripresa che passi per l’ambiente, penso che questa sia la vera novità politica”.

Il Senatore Arrigoni (LN) si concentra sul tema dell’eolico off shore: “Siamo a rilento il Fer1 lo dimostra, con un problema di permitting e di disponibilità delle aree, conviene sul fatto che devono essere consentiti gli impianti fotovoltaici sui terreni abbandonati, intende incentivare l’eolico off shore, visto che la Germania ne utilizza molto e noi molto poco?”. Costa specifica: “L’eolico off shore è un elemento condivisibile, nei limiti della ragionevolezza di uno skyline non toccato, io sono d’accordo e si può ragionare nei termini di cui parlate. Già diverso per la territorialità perché dipende dai piani regionali e delle loro competenze, ma per affrontare questa cosa è stata approvata una norma che ha una commissione Pniec in modo che sia dedicata con la previsione del Dl semplificazione”.

Anche i rifiuti e il loro smaltimento sono stati motivo di domande, a porla è il Senatore Briziarelli (LN): “Bene la componente dell’organico per l’impiantistica, sulle altre tipologie di impianti come si pone il Ministro dell’ambiente, tenendo conto le percentuali del conferimento in discarica, sempre calcolando che alcune regioni ne sono prive”. E sullo stesso tema si è mosso anche il Senatore Arrigoni (LN): “I rifiuti vengono inviati nel nord del Paese o all’estero per lo smaltimento che non avviene sul territorio, non è una pratica sostenibile. Il suo Ministero sta pensando alla realizzazione di impianti anche per termovalorizzatori calcolando che quelli esistenti dovranno essere ammodernati. Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, lei ha 18 mesi per definirlo, nella predisposizione del programma intende coinvolgere anche gli stakeholder?”. Il Ministro Costa risponde: “Noi abbiamo da costruire il programma nazionale rifiuti che prima non esisteva, che vuole mettere a sistema l’azione autonoma di ogni singola regione. Lo stile è quello delle audizioni in termini tecnici, con regioni, comuni e stakeholder. Dopo che la norma è andata in Gazzetta abbiamo iniziato le audizioni in modo molto costruttivo”.

La Senatrice L’Abbate (M5S) ritiene “Importante fare riferimento a quella che è la complessità della natura, chiediamo che l’educazione ambientale sia il veicolo per la formazione di cittadini e ragazzi”. Anche la Senatrice Gallone (FI) fa riferimento allo stesso argomento: “Prevedere una riforma scolastica e universitaria che vada verso l’educazione ambientale”. Il Ministro spiega: “Abbiamo già delle linee guida che pongono un elemento di formazione nelle scuole”.

Gli interventi continuano a susseguirsi e tra questi prende la parola anche il Senatore Comincini (PD): “Come pensate di coinvolgere i comuni, calcolando che una parte significativa dei piani di attuazione avranno una ricaduta locale?”. Costa specifica: “Il coinvolgimento dell’Anci nel Pnrr è fondamentale e lo dico in forma concreta, abbiamo iniziato da mesi le audizioni con l’Anci. Anche con l’associazione nazionale comuni virtuosi e questo ci sta aiutando molto. Così che il territorio possa vivere il Pnrr in modo reale”.

A seguire è il tunro della Senatrice Pavanelli (M5S): “Perché non pensare ad un Ecodesign del Made in Italy anche per il settore del tessile che ha un enorme quantità di recupero che spesso finisce in discarica e inceneritore. L’Italia è un player importante in quanto primo manifatturiero tessile d’Europa, è importante considerare anche questo aspetto”. Il Ministro espone i progetti: “E’ uno degli asset che vogliamo proporre con la Cop 26 e in relazione ad una volontà del manifatturiero e in relazione alla problematica delle microplastiche”.

La Senatrice La Mura (M5S) pone in discussione il tema della biodiversità in tutte le sue sfaccettature e Costa risponde: “Noi abbiamo costruito la strategia nazionale sulla biodiversità, siamo stati dei leader a livello europeo per questo. L’Italia vuole una posizione di standing nel Cop 15 in Cina nel 2021. Di modo che venga sposato dai grandi player quindi anche da Russia, Cina e America, soprattutto per quanto riguarda l’Amazzonia. Vorremmo utilizzare i temi di naturalità e non di artificiosità. Con questa linea abbiamo previsto un fondo nazionale per le aree protette. Tutto ciò che riguarda il Pniec che è fatto con 3 ministeri e la valutazione di impatto ambientale nazionale è fatto da una commissione di tecnici. Eolico Off shore deve tener conto dei corridoi ecologici e gli spostamenti di flora e fauna marina”.

Photo Credits: Stretto Web

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