L'intergruppo parlamentare inglese "ll Party Parliamentary Group" (Aapg) in un rapporto rilasciato il 31 marzo 2021 sul vaping e il fumo digitale, ha invitato il governo a sfruttare al meglio la Brexit sfidando la manifesta opposizione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) allo svapo alla prossima Conferenza delle parti (Cop) della Convenzione quadro sul controllo del tabacco (Fctc).

Proprio la riunione della Cop9 sarebbe una delle prime opportunità per il Regno Unito per prendere posizione a un forum delle Nazioni Unite. I parlamentari hanno chiesto la costruzione di coalizioni con paesi che la pensano allo stesso modo e che hanno abbracciato il principio di riduzione del danno nel settore tabacco.

Contrariamente quindi alla linea dura e proibizionista dell'Oms, che suggerisce di limitare fortemente lo svapo, i Parlamentari hanno deciso di provare a proporre, a livello internazionale, l’approccio progressista e di successo basato sul principio di riduzione del rischio dei prodotti dello svapo, in un momento in cui il Regno Unito è uno dei maggiori donatori statali dell'Oms. L'invito fa seguito a un'indagine di quattro mesi condotta dall'intergruppo parlamentare (Aapg) sull'Fctc, che ne ha indagato la storia, la governance e l'approccio al processo decisionale basato sulle evidenze scientifiche.

Le principali raccomandazioni del rapporto includono: garantire che l'Oms ritorni al principio fondante dello stesso Trattato, che include la riduzione del danno; limitare qualsiasi decisione di vietare lo svapo e le altre alternative a rischio ridotto al FUMO; inviare esperti e consumatori a sedere accanto ai funzionari del Dipartimento di Salute e Assistenza Sociale durante l'evento multilaterale delle parti Cop; istituire un gruppo di lavoro per esaminare la scienza e le prove per prodotti nuovi ed emergenti. Infine, garantire apertura e trasparenza invece di processi decisionali segreti.

A commentare l’iniziativa inglese è stata, tra gli altri, anche ANAFE , l’Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico aderente a Confindustria, la quale ha accolto con favore il rapporto sul vaping rilasciato dall’intergruppo. “Il Regno Unito, grazie ad un approccio scientificamente laico e progressista, si dimostra ancora una volta all’avanguardia nei confronti delle politiche antifumo, sottolineando come il vaping sia un'ottima opportunità per ridurre significativamente il numero di fumatori, nonché le spese sanitarie correlate al fumo”. Così ha commentato il Presidente di ANAFE, Umberto Roccatti“Insieme al Parlamento inglese, condividiamo l’obiettivo di garantire uno strumento a rischio ridotto – del 95% meno dannoso rispetto al tabacco tradizionale – al miliardo di persone in tutto il mondo che non vogliono o non riescono a smettere di fumare, quasi 10 milioni solo in Italia”.

“Condividiamo in particolare le raccomandazioni del rapporto all’OMS che includono l’affermazione del principio di riduzione del rischio e l’abbandono di posizioni proibizioniste, la limitazione di qualsiasi decisione relativa al divieto di svapo e di altre alternative a rischio ridotto del fumo, il coinvolgimento di esperti e consumatori durante l’evento internazionale delle parti (COP) e l’istituzione di un gruppo di lavoro per esaminare la scienza e le prove per i prodotti nuovi ed emergenti. Dopo tutte le evidenze scientifiche, non solo è grave considerare la sigaretta elettronica marginale nella lotta al fumo e continuare ad esporre milioni di fumatori al rischio di cancro, ma ancor più assurdo che siano paragonate al fumo tradizionale, che causa quasi 1/3 dei casi di cancro in Europa” ha aggiunto il Roccatti.

“L’iniziativa inglese assume particolare rilevanza in questo momento storico in cui ci stiamo avvicinando a importanti appuntamenti internazionali nel corso dei quali le istituzioni di tutto il mondo saranno chiamate ad affrontare il tema. Ricordo infatti che a novembre ci sarà la COP9 (Conferenza delle parti), il più importante evento istituzionale di confronto sul settore, in merito al quale non solo auspico che la posizione inglese possa essere presa finalmente in considerazione ma soprattutto che anche altri Paesi dove la cultura della riduzione del rischio è già realtà possano condividere gli effetti positivi dell’utilizzo delle sigarette elettroniche nelle campagne antifumo, contribuendo così ad un cambio di passo da parte dell’OMS” ha concluso Roccatti.

 

Redazione