Il numero di dosi distribuite, ad oggi, è di 11,247 milioni. E di queste ne sono state somministrate 9,658 milioni. Entro il prossimo 2 aprile saranno distribuite ulteriori 3 milioni di dosi, per arrivare ad un totale di 14,170 milioni. Questi i dati resi noti dal Generale Figliuolo, Commissario per l’emergenza straordinaria Covid19, in audizione presso le Commissioni XII di Senato e Camera, sullo stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini.

Per puntare ad una rapida e piena riuscita della campagna vaccinale è necessario creare nuovi punti di somministrazione. Per ora gli ulteriori siti individuati sono 420, ma dovranno essere effettuate delle verifiche per validarne l’operatività. Oltre alle strutture sanitarie e alle caserme sono prese in considerazione, come centri vaccinali, anche i siti produttivi, quelli relativi alla grande distribuzione, le palestre, le scuole e le strutture delle associazioni e della Conferenza episcopale italiana. Figliuolo spiega: “In Sicilia fino a 500 diocesi si sono dette pronte a permettere la somministrazione del vaccino in chiesa, a fronte di almeno 50 prenotazioni. Si tratta di una buona pratica da seguire”.

Sulla somministrazione domiciliare a rilento si soffermano l’On. Carnevali (PD) e l’On. Novelli (FI) e Figliuolo prende l’impegno di spingere laddove si riscontrino difficoltà. E’ una buona notizia, ma non basta. Altro passo essenziale è allargare la platea dei vaccinatori, un incremento che dà vita agli accordi siglati dal Ministero della Salute. Si tratta di utilizzare circa 42mila medici di medicina generale sia negli studi privati che negli hub vaccinali e di coinvolgere medici specializzandi (Federazione medici sportivi e Coni), ambulatoriali e pediatri di libera scelta.

“Avete evidenze o motivi di ritenere che ci possano essere dei ritardi nei prossimi mesi? Ci sono cittadini che si rifiutano quando vengono chiamati per la somministrazione di AstraZeneca?” Interviene la Sen. Fregolent (IV), Figliuolo risponde: “Su AstraZeneca abbiamo avuto uno stop. C’è scetticismo ma con quota in discesa; per dare una spinta di fiducia il Premier, io, Curcio, e anche Antonello Venditti ci siamo vaccinati con AstraZeneca. Ci sono autorità scientifiche che hanno individuato vaccini che vanno bene per persone fragili e altre per tutti”.

Nel caso in cui se ne presenti la necessità si potrà ricorrere all’assunzione di medici e infermieri a chiamata, che si aggiungeranno ai 2mila già assunti dalla struttura per lo svolgimento della campagna vaccinale. Un intervento che tiene conto anche di 60mila odontoiatri e dei farmacisti. Proprio oggi, tiene a precisare Figliuolo, “parte il progetto pilota delle farmacie liguri che sarà presto esteso ad altre regioni".

Sul tema dei soggetti fragili la Sen. Binetti (FI): “Abbiamo sollevato il problema delle persone con malattia rara, bambini autistici, ci troviamo davanti al tema delle varianti, visto che i vaccini corrono il rischio di non coprire le varianti, è importante capire come intervenire” Figliuolo risponde: “Capisco le richieste riguardo a inserire altre categorie, ma se noi abbiamo un criterio il più oggettivo possibile arriviamo a fare poco nepotismo e penso anche alla grande alla piccola distribuzione, rifacendomi a considerazioni scientifiche. Noi dobbiamo mettere in sicurezza i più fragili e i più anziani, coloro che rischiano di andare in terapia intensiva e di non uscire più”.

Ad affiancare il lavoro del Generale c’è l’Ingegner Curcio, Capo dipartimento della Protezione Civile, audito anche lui in Commissione Affari Sociali alla Camera. Un Dipartimento che mantiene alcune delle sue prerogative: sono quasi 70 le ordinanze di protezione civile già emanate, che disciplinano una serie di azioni in ambito di emergenza Covid. Assicurano la logistica, individuano strutture e attività di supporto: tutti interventi richiesti direttamente dal Commissario Figliuolo.

Sull'approvvigionamento delle dosi Curcio precisa: “L’Unione europea ha degli accordi esclusivi con le case farmaceutiche. La strategia di acquisto non è cambiata: il Ministero della Salute ha ritenuto opportuno avviare interlocuzioni con altri partner europei in modo tale da procedere in maniera congiunta alle negoziazioni con le case farmaceutiche, per ottenere i farmaci per tutta l'Ue. L'acquisizione avviene tramite la Commissione e in base a questo è stato firmato un accordo che prevede per gli acquisti l'esclusiva della Commissione”.

L’obiettivo è quello di arrivare a 500mila dosi al giorno dalle attuali 220mila. Un target che ci si augura di raggiungere quando arriverà un afflusso massiccio di dosi. La Protezione Civile ha completato una ricognizione regione per regione per comprendere il livello di somministrazione attuale. L’efficienza del Paese è all’86%, tra dosi consegnate e somministrate. Un valore spalmato tra le varie regioni che posseggono percentuali diverse.

Una puntualizzazione dovuta alla grande attenzione richiesta da Curcio nel leggere i numeri relativi ai vaccini “perché in alcuni casi le regioni hanno pensato di lavorare più sugli anziani isolati altri hanno adottato altre metodologie, ci sono ad esempio le regioni che si sviluppano sull'arco appenninico dove il trasferimento è molto più complicato. Quindi invito per prima me stesso a valutare i dati non come una graduatoria, in molte situazioni ci sono differenze territoriali di cui dobbiamo tenere conto''.

Sui problemi legati alla Lombardia l’On. Bologna (Misto): “La Lombardia sta cercando di risolvere alcune problematiche, ma come la protezione si è orientata all’interno di questa regione?” l’On. Rizzo Nervo (PD): “Sistemi di prenotazione che sono difformi che danno esiti diversi con gravi disservizi dei cittadini, un problema reale” e l’On. Sportiello (M5S): “Avere a che fare con 21 servizi sanitari differenti non è semplice, ma dobbiamo porci questo problema”. Curcio risponde: “Sulla Lombardia il tema è collegato all’informatizzazione e alla struttura informatica che è alla base delle strutture di informatizzazione. La Lombardia ha richiesto di modificare la struttura stessa e se andiamo a vedere i numeri sono ragguardevoli. E' la regione che ha vaccinato di più con una performance dell’85%, e condiziona l'intera campagna vaccinale nazionale. Se qualcosa non dovesse andare in Lombardia impatterebbe in maniera importante. Ci auguriamo che i sistemi di prenotazione, essenziali per la campagna, vadano a limitare, speriamo eliminare, queste problematiche di organizzazione”.

 

 

Flavia Iannilli

 

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