Continua il viaggio di The Watcher Post alla scoperta dei Presidenti delle Commissioni parlamentari.

Giuseppe Brescia è Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Oltre alla riforma elettorale l’intervista tocca i seguenti temi: lavori del Parlamento a distanza, riforma del diritto di cittadinanza, Recovery Fund ed equilibrio tra diritto alla salute e libertà di circolazione e associazione.

 

Prima di tutto congratulazioni per la conferma alla guida della Commissione. Quali sono le priorità dei prossimi mesi?

Dalla prossima settimana esamineremo il decreto immigrazione. Poi spero che si risolva quanto prima lo stallo sul pacchetto delle riforme, da quelle costituzionali alla legge elettorale, passando per il conflitto di interessi. Nella nostra agenda ci sono anche la legge per la regolamentazione del lobbying e quella che istituisce la Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani.

 

All’indomani del Referendum la sfida è la riforma della legge elettorale che sta suscitando un acceso dibattito. Lei è primo firmatario del progetto di riforma più accreditato. Quali sono i punti di forza del cosiddetto sistema elettorale “Brescellum”? 

Innanzitutto il metodo, e cioè voler arrivare a una legge elettorale molto prima della scadenza naturale della legislatura. Solo così avremo un sistema nell’interesse dei cittadini e non dei partiti. Nel merito credo che il sistema proporzionale garantisca meglio la rappresentanza in un Parlamento più ridotto. Una soglia di sbarramento adeguata, dal 4 al 5%, riduce poi la frammentazione.

 

Che messaggio lancerebbe alle opposizioni per convincerle a convergere sulla sua proposta? 

Il Movimento 5 Stelle ha lanciato la proposta di tornare alle preferenze. Confrontiamoci e ridiamo ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti. Più in generale dopo la riduzione del numero dei parlamentari dovremo accelerare il cantiere delle riforme costituzionali e dei regolamenti parlamentari. Spero che l’opposizione collabori. Le istituzioni sono di tutti.

 

Veniamo all’iter del cosiddetto “Brescellum”: a che punto siamo? C’è un rallentamento a causa dei lavori a singhiozzo dovuti all’emergenza pandemia?

Non nascondiamoci dietro all’emergenza. C’è un inaccettabile stallo politico figlio di giochetti e veti. Era stato fissato a fine mese il termine degli emendamenti, ma molto probabilmente sarà rinviato.

 

Qual è il suo parere dal punto di vista tecnico-costituzionale sull’opportunità dei lavori a distanza del Parlamento?

Si può fare. Il concetto della “presenza” alle votazioni in Costituzione non è legato alla presenza fisica. Nell’ultima Giunta per il Regolamento c’è stata un’apertura del presidente Fico al voto a distanza e credo che sia una grande opportunità, soprattutto per rafforzare il ruolo del Parlamento in questa nuova fase di emergenza. Registro un passo in avanti anche per le commissioni. Nei mesi scorsi avevo scritto al Presidente Fico suggerendo di allargare la partecipazione a distanza anche per le sedute senza votazioni. Le sedute in sede referente senza voti, i question time in commissione, le audizioni formali potrebbero tenersi in videoconferenza, in sicurezza, come già avviene per le audizioni informali. Queste proposte ora sono nel dibattito e spero che nell’interesse di tutti si deliberi in questo senso, in attesa che si sblocchi la questione del voto a distanza.

 

Prima dell’estate si erano “congelate” le attività legate ai lavori per la riforma della cittadinanza di cui lei è relatore. Qual è oggi la situazione? Secondo lei quale sarebbe la strada giusta da intraprendere?

Le audizioni sono state completate. Spetta a me presentare o indicare un testo base. Con il dl immigrazione abbiamo ridotto da 4 a 3 gli anni per ottenere la cittadinanza. Per fare la legge abbiamo bisogno di una temperatura esterna bassa. Spesso il tema viene usato strumentalmente dai media e dai partiti e questo clima non aiuta a trovare una soluzione attesa da tantissimi giovani. Credo in un modello di cittadinanza che premi l’integrazione dopo un percorso scolastico.

 

Recovery Fund: nella bozza di piano del Governo, parallelamente agli investimenti si prevede anche un programma di riforme strutturali. Quali sono le priorità sulle quali investire?

Rafforzamento della sanità pubblica, economia verde e spinta alla digitalizzazione del Paese. Su quest’ultimo punto i rilievi della commissione Affari Costituzionali hanno dato indicazioni soprattutto per la pubblica amministrazione, sottolineando tra l’altro l’importanza di un’infrastruttura per il cloud computing e l’aggiornamento delle competenze dei dipendenti pubblici.

 

Il Covid19 ha posto un tema di contemperamento di libertà e principi che godono di eguale tutela costituzionale, quale il diritto alla salute da un lato e la libertà di associarsi, di circolazione ecc. dall’altro. Come mettere ordine?

È un tema non nuovo, ma che si riaffaccia oggi con maggiore prepotenza e pericolo. La Costituzione, come sempre, ci indica la strada. L’articolo 16, per esempio, prevede che ogni cittadino possa circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Anche all’articolo 17, si dice che le riunioni in luogo pubblico possono essere vietate soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. L’articolo 41 stabilisce che l'iniziativa economica privata è libera, ma che non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Il diritto alla salute e alla sicurezza insomma viene prima.

 

 

Paolo Bozzacchi

 

 

Photo Credits: Socialismo Italiano 1892