di Paolo Bozzacchi

 

In programma dal 3 al 6 giugno a Trento, alla sua 16esima edizione, torna il Festival dell'Economia, dal titolo "Il ritorno

dello Stato". Con 5 Premi Nobel, 7 Ministri del governo Draghi e il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco. The

Watcher Post ha intervistato il Rettore dell'Università di Trento, Flavio Deflorian.

 

Rettore Deflorian, che edizione dobbiamo aspettarci dalla sedicesima del Festival dell’Economia di Trento? Qual è l’attesa della città e degli studenti per un evento che torna in presenza?

 

Stiamo tornando progressivamente a una forma di Festival cui eravamo abituati prima della pandemia. Avremo un numero ridotto di accessi e la possibilità per tutti di seguire da remoto (basta collegarsi al sito www.festivaleconomia.it). L’attesa è stata molto alta in generale, il Festival è percepito come appuntamento atteso e inevitabile, fa parte della vita della città. E’ l’occasione in cui Trento incontra personaggi internazionali, e in particolare quest'anno abbiamo registrato grande voglia di riprendere la vita normale, la possibilità di muoversi. E’ quasi una festa, dopo mesi difficili.

 

Sono già sold out gli appuntamenti con Carlo Cottarelli (oggi alle 18), Renato Brunetta (domani 12.30), Enrico Giovannini (domani alle 14), Vittorio Colao (domani alle 20), Thomas Piketty (sabato alle 19), Luigi Zingales (sabato alle 20.30) e Ignazio Visco (domenica alle 15.30). Si può già parlare di successo?
 

Direi di sì. Mi ero già sbilanciato quando ho visto il programma, di altissimo livello, presupposto che rendeva ottimisti. Poi ci hanno aiutato l’andamento della pandemia e lo sviluppo positivo dell’emergenza.

 

Fa effetto tornare a leggere la parola maxischermo (come quello allestito in Piazza Fiera) con 250 posti a sedere disponibili senza prenotazione. Che messaggio vogliono dare Trento e l’Università di Trento?
 

Un messaggio di ritorno progressivo, con l’attenzione necessaria, ad una vita di interazione, di contatti personali, di incontri. Il Festival è un momento di incontro e confronto. La presenza aiuta lo scambio. Non accadrà mai di preferire il Festival partecipando da remoto. Ce la stiamo mettendo tutta per piano piano riprendere una vita normale, anche del Festival. Si è parlato molto dell’importanza dell’economia che deve ripartire, ma non viviamo solo di economia: viviamo di interazione e di contatti. Il Festival Economia è un segnale in questa direzione.

 

E’ un’edizione che conferma il livello molto alto delle presenze: 5 Premi Nobel, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e 7 ministri del governo Draghi: Brunetta, Cingolani, Colao, Garavaglia, Gelmini, Giorgetti e Giovannini. Quale evento suscita il suo maggior interesse?

 

L’incontro con Sitglitz (stasera alle 19.30) lo trovo di particolare interesse. Ho pensato poi di non perdermi l’incontro con il Presidente Prodi (domani alle 20.30), che sul ritorno dello Stato è un esperto. La domanda da approfondire con lui è: quale Stato torna?

 

Che esperienza organizzativa è stata riuscire ad organizzare il Festival che coinvolge tutta la città di Trento in presenza? Che suggerimento darebbe a chi si sta impegnando per lo stesso obiettivo?
 

L’esperienza di Trento è che le cose si possono fare coniugando il rispetto delle regole alla voglia di rivedersi, in un momento in cui va ricordato che la pandemia non è scomparsa. Non bisogna scoraggiarsi e andare avanti.

 

Lei è il primo Rettore dell’Università di Trento ad essere anche un alumno, perciò il passato lo conosce bene. Ci racconta come vede il futuro dell’Ateneo? E dei ragazzi che lo stanno frequentando o lo frequenteranno?

 

Il futuro è impegnativo. Siamo sempre di più in un contesto competitivo, anche a livello di offerta formativa di livello universitario. Auguro agli studenti dell’Università di Trento un futuro di rete di collaborazioni assieme ad altre Istituzioni, nazionali ed internazionali. Abbiamo imparato in questi mesi che lo Stato non è al centro dell’universo. Dobbiamo essere in una rete in cui ci confrontiamo e scambiamo idee con altre realtà. L’esperienza all’Università di Trento deve riflettere lo spirito del Festival dell’Economia. 

 

Il titolo del Festival è il ritorno dello Stato: imprese, comunità, istituzioni. Come ha percepito il ritorno dello Stato nella comunità di Trento? Dopo la pandemia il ruolo dello Stato dovrà essere nuovamente ridimensionato o siamo alle porte di un nuovo equilibrio

 

Non sono un economista come il mio predecessore e posso lanciarmi in opinioni ardite, da uomo della strada. Lo Stato credo torni per rimanere. La pandemia ci ha insegnato che il ruolo dello Stato non è sostituibile dal mercato o da altro. Capire come lo Stato si rapporta con le autonomie locali e le realtà internazionali e quanto sia davvero aperto a questi dialoghi è il punto fondamentale per rispondere alla domanda quale Stato sta tornando. 

 

Photo Credits: VeneziePost