di Jutta Urpilainen, Commissaria UE per i Partenariati internazionali 

Dopo due anni e mezzo di intensi negoziati si profila all'orizzonte un accordo che fa seguito all'accordo di Cotonou. Il 15 aprile abbiamo concluso, in qualità di capi negoziatori, i negoziati che porteranno alla firma di un nuovo accordo di associazione tra i 79 membri dell'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l'Unione europea.

Siamo orgogliosi di quanto abbiamo realizzato insieme. L'accordo rinnova, rende attuale e approfondisce la relazione speciale che gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l'Unione europea hanno costruito durante più di 40 anni. Esso istituisce il quadro della nostra cooperazione per i prossimi vent'anni.

Insieme rappresentiamo 1,5 miliardi di persone in quattro continenti, 106 paesi e oltre la metà dei seggi all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Condividiamo valori comuni, ma anche una visione: quella di società pacifiche e prospere che non lasciano indietro nessuno.

In un mondo in difficoltà, caratterizzato da una crisi ambientale senza precedenti, da una pandemia devastante e dal risorgere di tentazioni unilateraliste, le relazioni tra i nostri due gruppi di paesi rappresentano un pilastro di stabilità e un faro di speranza. Abbiamo scelto di lavorare insieme.

Il nuovo accordo fa progredire ulteriormente il nostro partenariato. Rispetto ai suoi predecessori è più ambizioso, completo e flessibile a tutti i livelli, che si tratti di occupazione, di sfide globali, di diritti, di multilateralismo o di differenziazione. È un accordo che va ben oltre l'accordo di Cotonou in diversi settori. Ci limiteremo a sollevare tre di questi aspetti.

Da un punto di vista geopolitico, insieme saremo più forti a livello mondiale e ci adopereremo per attuare l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e l'accordo di Parigi, i quadri generali che guidano il nostro partenariato.

Dal punto di vista del partenariato, per la prima volta in più di quarant'anni di collaborazione sono state integrate nel testo componenti risolutamente regionali. Ciò rafforza le relazioni dell'UE con ciascuna regione mediante tre protocolli regionali su misura che prevedono priorità specifiche.

In sostanza l'accordo pone i diritti umani, la parità di genere, la democrazia e il buon governo al centro del nostro partenariato. Presteremo particolare attenzione allo sviluppo umano, alla promozione di opportunità economiche per tutti e alla salvaguardia dell'ambiente.

L'esito dei nostri negoziati rispecchia fedelmente la vivacità delle nostre relazioni. Si tratta di una vera e propria svolta, di un grande successo politico e di uno strumento potente per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

I nostri giovani chiedono un mondo più equo, più verde e più pacifico. La generazione futura merita un ordine mondiale basato su regole che disciplini la politica di potere, protegga le persone vulnerabili e promuova società aperte senza lasciare indietro nessuno. È questo l'obiettivo che il nostro nuovo accordo mira a conseguire.

 

In collaborazione con Prof. Robert Dussey, Ministro degli Affari esteri, dell'integrazione africana e dei togolesi all'estero

 

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