di Paolo Bozzacchi

 

Il founder di Hyperloop Italia Bibop Gresta sul progetto che punta a rivoluzionare il settore trasporti: tubi a bassa pressione con capsule spinte da motori lineari a induzione che trasportano persone e merci. A che punto è lo sviluppo della tecnologia di questa nuova modalità di trasporto?

Hyperloop può essere considerato la quinta modalità di trasporto passeggeri e merci. Tutta la tecnologia che lo contraddistingue si basa sull’efficienza, e la vera innovazione non è l’altissima velocità (oltre i mille chilometri orari) ma l’efficienza stessa del sistema. La vera innovazione sta nel fatto che una tale velocità può essere raggiunta con un uso infinitesimale di energia. Uno degli aspetti più sorprendenti di questo nuovo sistema di trasporto è che utilizza esclusivamente tecnologie già esistenti ma adattive, tra cui il cemento ad alta performance. E’ un approccio nuovo e diverso alla realizzazione di infrastrutture. Grazie a design adattivi si combinano tutti gli elementi nel massimo rispetto del territorio circostante, valorizzando tutti gli aspetti tecnologico-ambientali del territorio circostante. Si sfrutta dall’energia cinetica della capsula quella rigenerativa dei freni, grazie a componenti tutti già testati. Abbiamo già realizzato un tracciato di prova a Tolosa (0,5 km), creato un framework per il sistema di certificazioni e siamo pronti per realizzare delle vere e proprie linee di collegamento.
 

E’ vero che il sistema Hyperloop non è semplicemente sostenibile ma riesce a produrre energia piuttosto che consumarla? Come?

Verissimo. E questo nuovo concetto andrebbe applicato a tutti i sistemi di trasporto. Hyperloop disegna un tracciato che tutte le altre tecnologie di trasporto dovrebbero seguire. E’ totalmente sostenibile, e’ silenzioso e fa aumentare il valore dei terreni dove viene costruito. Le risorse del pianeta sono limitate e vanno rispettate. Il sistema Hyperloop riesce a lavorare con tecnologie che danno più di ciò che tolgono. Grazie alle fonti solare, eolico e geotermico riusciamo a produrre più energia di quella che consumiamo trasportando. Un esempio? Diciamo che 100 km di linea possono generare energia sufficiente ad alimentare fino a 3mila case. 
 

Quali sono i Paesi nel mondo dove vedremo i primi hyperloop viaggiare?

Personalmente sono stato alla guida e fondatore di Hyperloop TT (la prima società al mondo del settore) dal 2013 al 2019 e avevamo 12 progetti in stato di implementazione in varie parti del mondo. Poi dall’Italia sono stato chiamato e ho accettato la sfida per una peculiare vantaggio competitivo che esiste solo qui. In Italia lungo i principali corridoi stradali e ferroviari esiste un corridoio relitto che è il trampolino ideale per realizzare il primo network Hyperloop al mondo. Abbiamo quindi creato la societa’ Hyperloop Italia che e’ la prima al mondo ad aver ottenuto la licenza esclusive per la prima realizzazione di Hyperloop nel belpaese. Stiamo già lavorando a 3 progetti al Nord e 3 al Sud. L’Italia potrebbe diventare presto nel campo una best practice mondiale.
 

L’Italia dal punto di vista della conformazione fisica si presta bene come territorio ad ospitare hyperloop?

Assolutamente sì. L’Italia potrebbe fare il cosiddetto leap-frog tecnologico e adottare per prima il sistema di trasporto più avanzato ed efficiente al mondo, e di questo ne sono particolarmente fiero. Partiamo da una rete dell’Alta Velocità ferroviaria già invidiabile. Ma Hyperloop non va confuso con un sostituto dell’Alta Velocità, è piuttosto una forma di sua espansione. D’altronde oggi solo il 5% dei passeggeri viaggia su rotaia. Dunque Hyperloop può essere complementare all’Alta Velocità,a costi inferiori e con un sistema più efficiente.
 

Oltre mille chilometri l’ora di velocità significherebbe attraversare tutta Italia da Nord a Sud in appena un’ora e mezza. Quanto questa rivoluzione del trasporto aumenterebbe la velocità di sviluppo del nostro Paese?

Immaginare un network Hyperloop in Italia, significa far sì che partendo da Roma in meno di un’ora si possa raggiungere qualsiasi punto della Penisola. Significa trasformare l’Italia in una mega city dove le regioni diventano quartieri e il concetto di spazio viene totalmente ridisegnato. Pensate per un attimo a cosa significherebbe fare sù e giù tra il Nord e il Sud più volte in una sola giornata. Significa ridisegnare il concetto di ‘just in time’. Non solo per i passeggeri, ma per le merci, gli organi, il cibo sotto i 4°, i beni deperibili. Stiamo anche guardando con interesse al ridisegno completo del concetto tradizionale di porto, oggi spesso non bello e inquinante. Le navi potrebbero scaricare in banchine offshore a 2 km dalla costa, per poi inoltrare i containers con tubi sottomarini verso nuovi ‘dry port’ dai quali potrebbero compiere l’ultimo miglio e arrivare alla destinazione finale. Hyperloop può ridisegnare il tessuto economico del nostro paese. E quando si avvicinano le distanze si allargano i cuori, perché le persone sono davvero molto più vicine. La sfida 2.0 che ci aspetta è quella di creare degli urban Hyperloop al servizio delle smart cities del futuro, in modo da collegare l’interno e l’esterno delle città in modo veloce, sicuro e sostenibile.
 

Hyperloop Italia punterà inizialmente più sul trasporto merci o su quello dei passeggeri? 

Il bello di Hyperloop è che non c’è bisogno di scegliere. Grazie a dynamic scheduling e pricing l’Intelligenza Artificiale gestisce l’invio di capsule a seconda della domanda. Durante le notti, ad esempio, viaggeranno più capsule merci, durante il giorno più passeggeri. Il progetto prevede di differenziare il servizio totalmente in base alle esigenze del passeggero. Quando andiamo al lavoro tutti noi abbiamo uno status, durante il viaggio di ritorno a casa ne abbiamo un altro. Il passeggero potrà scegliere di comunicare al sistema ciò di cui ha bisogno in quel momento e in quella precisa tratta di viaggio. Un esempio: anche lo stesso sedile cambierà a seconda del viaggio. Riguardo al dynamic pricing non ci sarà più bisogno del biglietto, perché il sistema permette in termini di prezzo a chiunque di viaggiare (anche gratuitamente in casi di necessità), di fatto rendendo alla portata di tutti con tariffe bassissime per il servizio di base, e andando a compensare i mancati ricavi con i servizi premium per chi se lo potrà permettere.
 

Quanti nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto contate di creare nel nostro Paese?

Il nostro progetto a 15 anni prevede un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro. Ma è solo un’indicazione. Potrebbero anche aumentare. Ad oggi abbiamo 22 linee in programma in Italia. E questo può già dare un’idea di massima della portata del progetto.
 

Di cosa ha più bisogno dalla politica e dalle Istituzioni Hyperloop per diventare presto realtà?

Ciò di cui abbiamo più bisogno al momento è il supporto politico, perché è necessario introdurre in Italia una regulation del tutto nuova. La politica deve avere un ruolo di agevolatore. Chiaramente se ci sono fondi a disposizione aiutano, ma noi dal punto di vista dell’investimento privato siamo già pronti a realizzare. Il mondo industriale ha risposto molto bene. C’è il nostro Hyperloop Partnership Program che sta avendo un grande successo tra i principali gruppi industriali italiani, anche per la costruzione dei componenti e tecnologie. Le aziende italiane in questo potrebbero veramente avere un ruolo da protagoniste. Siamo ovviamente aperti anche ad una partecipazione pubblica, perché convinti che l’Italia abbia un’occasione unica per essere di fatto un apripista mondiale.