La Catalogna sospende l'indipendenza, che non ha mai proclamato; e il conto alla rovescia secessionista sembra non voler finire. La Generalitat prende tempo, sottolinea il "dialogo", perfino "sospende" la dichiarazione d'indipendenza mai pronunciata e chiede una "mediazione" a Madrid, che pero' risponde: "E' inaccettabile fare una dichiarazione di indipendenza implicita e poi sospenderla in modo esplicito". L'esecutivo centrale aveva gia' fatto sapere, poco prima che Carles Puigdemont pronunciasse al Parlamento un discorso attesissimo, che una mediazione non e' possibile, ne' interna alla Spagna ne' internazionale. Puigdemont ha ritardato il discorso di un'ora, tentando di trovarla, una mediazione, almeno nel fronte indipendentista.

Ad ascoltare il presidente, che ha parlato in un Parlament blindato dai Mossos d'Esquadra, vi erano, oltre ai milioni di spagnoli davanti alla tv e ai maxischermi, mille giornalisti accreditati per seguire l'evento nella sede nella sede dell'assemblea legislativa catalana. All'esterno, le forze dell'ordine hanno rafforzato le misure di sicurezza in tutte le 'infrastrutture critiche' della regione. I siti piu' controllati sono aeroporti, stazioni ferroviarie, centrali elettriche e centrali nucleari. La Polizia Nazionale e la Guardia Civil hanno rinforzato la vigilanza all'aeroporto di Reus, a Girona, mentre la sorveglianza all'aeroporto del Prat, a Barcellona, era gia' stata aumentata una settimana fa. Sono state incrementate le pattuglie anche nelle sedi del governo di Catalogna, a Barcellona, Girona, Lleida e Tarragona. E' in questo scenario che Puigdemont, che rischia fino a 25 anni di carcere per la proclamazione dell'indipendenza, ha lanciato diverse volte l'appello al "dialogo" e indicato un percorso lungo e indefinito per la secessione, sospendendo una indipendenza mai proclamata: "Le urne hanno detto si' all'indipendenza, e questo è il cammino che sono pronto a intraprendere", ha affermato, ma "tutti dobbiamo assumerci la responsabilita' di allentare la tensione e di non aumentarla ne' con gesti n' con parole". Dunque, ha annunciato, se da un lato "assumo il mandato del popolo della Catalogna per la realizzazione di uno stato indipendente sotto forma di repubblica", dall'altro "il governo e io stesso proponiamo al Parlament che sospenda gli effetti della dichiarazione di indipendenza affinche' si stabilisca un processo di dialogo.

 

Intanto  spunta un documento riservato, pubblicato dai quotidiani madrileni El Pais e Abc, in cui sono tracciate le linee di un 'piano segreto' per arrivare all'indipendenza della Catalogna. La strada verso la secessione, era gia' pronta da prima del referendum secondo il documento di otto pagine intitolato "EnfoCATs. Reenfocando el proceso de independencia para un resultado exitoso. Propuesta estrategica", e trovato a casa del 'numero due' del governo catalano, Orios Junqueras, nella perquisizione del 20 settembre scorso. Il piano prevedeva prima la dichiarazione di indipendenza e poi la creazione di un nuovo governo in due fasi.