Migranti e migrazioni utilizzate sotto forma di minaccia internazionale ai confini della Bielorussia e nell’Europa Nord-orientale. Difficoltà legate al cybercrime, contro il quale gli strumenti tradizionali di difesa non riescono ancora a dare una risposta efficace. Ci sono poi l’assertività della Cina, che impone il proprio sistema con le maniere forti, e della Russia, che non facilita la situazione su diversi fronti. I due Paesi stanno mettono l’Europa in condizione di cercare alleati forti per rispondere alle cosiddette “minacce ibride”. La necessità di avere dei partner per affrontare queste sfide non riguarda solo l’Unione europea, ma si muove simmetricamente con il bisogno degli Stati Uniti. 

 

La nuova amministrazione Biden ed il recente riconoscimento dell’Ue come interlocutore privilegiato, rappresenta una forma di avvicinamento. L’Agenda UE-USA è fitta e si articola dal lancio del Consiglio del commercio e della tecnologia, al dialogo sulla Cina per poi arrivare a quello sull’Indo-Pacifico e sulla Russia. 

 

Non tutto è semplice, pur affrontando sfide comuni. Stati Uniti e Unione europea sono due potenze che spesso si trovano ad essere concorrenti. La sfera dei diritti umani e individuali, delle minoranze ma anche del sistema economico politico sono le sfide complesse che bisogna affrontare e inserire nel dialogo con Russia e Cina. “Trovare un terreno comune per gestire le differenze, soprattutto per ciò che riguarda l’Organizzazione mondiale del commercio, è una parte su cui bisogna lavorare” specifica Stefano Sannino, Segretario Generale del SEAE (Servizio Europeo per l’Azione Esterna), in commissione Affari esteri alla Camera. 

 

Per questo garantire la stabilità politica internazionale è fondamentale. Motivo per cui l’Unione europea sta affrontando la questione del Balcani Occidentali, cuore dell’allargamento dell’Ue. Dal canto loro gli USA sembra abbiano uno spirito propositivo sul tema allargamento Ue. Impressione confermata da Sannino che spiega: “Guardando alle nomine degli ambasciatori che hanno una conoscenza forte del territorio si nota che questo dovrebbe aiutare a sviluppare un rapporto costruttivo”. La stessa collaborazione viene messa in campo per cercare di portare l’Iran al tavolo internazionale di confronto, con l’obiettivo di avere un approccio positivo nei confronti della sicurezza regionale. 

 

Altri nodi da sciogliere sono la sicurezza e la difesa europea. Lo Strategic Compass verrà presentato a breve al Consiglio europeo: un documento ambizioso che vuole creare le condizioni migliori per affrontare le crisi in comune, migliorare e aumentare le capacità nel settore militare, digitale e di sicurezza nel suo complesso. Il focus è costruire una migliore autonomia strategica Ue. Su questo Sannino dichiara: “Speriamo di poter formalizzare questo dialogo su sicurezza e difesa entro fine anno, sarebbe un grande elemento con la nuova amministrazione americana”. 

 

L’autonomia strategica Ue ha interessato l’On. Migliore (Iv):  “Per cosa è richiesta questa autonomia?”. L’On. Orsini (FI) esterna “l’impressione che ci sia un clima di sospetto reciproco con gli alleati americani, come superare questa diffidenza?”. 

 

Sannino precisa: “L’autonomia strategica non comprende solo la sfera della difesa, ma copre tutta la sfera di azione europea. E’ la definizione del perché, che cosa ne vogliamo fare dell’autonomia, come poter rispondere a sfide e minacce che arrivano al continente europeo che non necessariamente trovano una risposta nella NATO che rimane comunque l’architrave della difesa”. 

 

Il riferimento alla NATO offre uno spunto per aprire l’argomento Turchia che viene colto dall’On. Emiliozzi (M5S): “Possiamo avere un approfondimento del rapporto dell’Ue con Erdogan in relazione alla politica estera?” Una questione a cui si aggiunge la preoccupazione dell’On. Migliore sulla condivisione delle strategie militari e degli asset strategici in sede NATO. 

 

Premettendo che la presenza della Turchia rappresenta un elemento di complessità, Sannino risponde: “C’è una questione di coerenza, il rapporto con la Turchia di Erdogan è difficile e si evince da come il tema viene trattato da tempo dal Consiglio Ue. Si può costruire un’agenda positiva se c’è un atteggiamento costruttivo nel Mediterraneo. Così fosse l’Unione europea avrebbe tutto l’interesse ad avere un rapporto solido e stabile perché si tratta sempre di un partner politico, economico e commerciale”. 

 

 

 

 

 

Flavia Iannilli

 

 

 

Photo Credits: Formiche.net