di Piero Tatafiore

Nell’epoca della disintermediazione, dell’uno vale uno, della trasparenza imposta ci si potrebbe chiedere: ha senso una testata d’informazione? Ovviamente per chi scrive (e spero anche per chi legge), sì.

The Watcher Post non è un sito di cronaca; non pretende di arrivare per primo sulle notizie; non compie inchieste giornalistiche memorabili, ma fa una cosa molto più semplice: spiega. Perché con la disintermediazione le cose si potranno pure sapere, ma in un mondo complesso vanno spiegate.

Paolo Bozzacchi, che mi ha preceduto alla guida di The Watcher Post, e al quale va il mio personale ringraziamento per il lavoro svolto in questo anno di rinascita della testata, ha sempre puntato su questo, cercando di semplificare argomenti che spesso semplici non sono. La nostra attenzione è per le Istituzioni, con le loro decisioni, le loro complessità, i loro patemi, le loro frenesie, con le nostre attese.

L’editore di questa testata ha da poco compiuto 10 anni. In questo lasso di tempo abbiamo avuto eventi che in altre epoche avrebbero richiesto lustri e lustri, come 8 governi diversi con 7 Presidenti del Consiglio diversi. Solo questo dato basterebbe ad evidenziare il livello di complessità dello scenario politico italiano. Ma in questo lasso di tempo abbiamo anche avuto scenari internazionali completamente diversi, come da Obama a Trump e ritorno (Biden) o la corsa, poi frenata del sovranismo. L’ascesa impetuosa del MoVimento e la sua caduta rovinosa. Una pandemia così violenta e pervasiva da far rievocare le piaghe bibliche. Il tutto nel breve spazio di qualche anno.

The Watcher Post si è incaricato di seguire questi cambiamenti, di spiegarli, talvolta di anticiparne l’arrivo. Cercando in un comma, in un emendamento, in una norma all’apparenza incomprensibile quella notizia che può cambiare un settore, può ridare fiducia e speranza a una filiera, o, addirittura, può recar danni a cittadini e imprese. E capire perché quella norma è lì, in quel provvedimento e magari anticipare scenari futuri. Cercando di usare tutti gli strumenti che possono servire allo scopo, dai social network alle trasmissioni in streaming come Largo Chigi o A View From Italy, fino ai The Watcher Talk.

Appena prima che scoppiasse la pandemia l’editore aveva realizzato una sala conferenze, improvvisamente il distanziamento l’ha resa inutilizzabile e così, invece di intonare giaculatorie, l’ha repentinamente trasformata in uno studio televisivo avanzatissimo, che grazie a The Watcher Post ha prodotto già oltre 150 ore di programmi. Con collaboratori di primo piano e giovani determinati e curiosi. Perché, alla fine, il segreto sta tutto lì, nella curiosità.