Quando si dice che la verità spesso supera la fantasia, non è soltanto un modo di dire ma si conferma un dogma. E diciamolo pure, i social come spesso accade, hanno il solito ruolo di amplificatore.

Nel corso degli ultimi mesi le teorie complottiste messe in piedi a favore dell'ormai ex Presidente (anche se è chiaro che non se ne voglia fare una ragione) sono state oggetto di discussione quasi mainstream nelle cronache nazionali, da Qanon al PiazzaGate. L’ultima, ma non meno fantasiosa, vede l’Italia al centro di una manovra di hackeraggio internazionale sui risultati delle elezioni americane, contribuendo a una frode elettorale a scapito di Trump. Bufala, possiamo dirlo, che nelle ultime ore ha avuto un exploit mediatico su Twitter grazie all’hashtag #ItalyDidIt, complici le elezioni suppletive per il Senato in Georgia. L’autore che per primo ha lanciato l’hashtag è stato l’account @BlueSky_Report, creato a opera d’arte qualche giorno prima delle recenti presidenziali in USA e che si posiziona chiaramente come fonte pro trumpiana.

Secondo quest’ “affascinante” quanto stravagante teoria, partita dall’ex agente della CIA Bradley Johnson, il governo italiano sarebbe stato complice di un’attività - con centro operativo nell’ambasciata americana di via Veneto a Roma - che attraverso una sofisticatissima rielaborazione di algoritmi e giochi di interconnessioni satellitari, sarebbe stata in grado di manipolare i voti inizialmente a favore di Trump in voti pro-Biden. L’ingarbugliata trama vedrebbe coinvolti anche attori come Renzi (ago della bilancia anche in USA evidentemente), Soros (un complotto dei “poteri forti” senza Soros non è degno di essere tale naturalmente!), Obama…insomma chi più ne ha più ne metta.

Da un rapido controllo, mi risulta che nelle ultime 24 ore oltre 20mila tweet sono stati pubblicati usando l’hashtag in questione, con i commenti e le reazioni più variegate. Passandone in rassegna alcuni, senza alcun dubbio quelli che mi hanno colpito non sono tanto i complottisti (e ce ne sono!) ma l’ironia, che come al solito riesce a fare da padrona in questi casi. Il popolo di Twitter, almeno quello italiano in questo caso, famoso per la sua sagacia e fantasia ha prodotto una quantità di tweet che a ripercorrerli tutti è meglio di una buona serie su Netflix. Giusto qualche assaggio:

Ma la vera domanda che mi pongo è una: ma se fossimo davvero in grado di gestire una tale complessità dal punto di vista tecnologico, riusciremo mai a organizzare un ClickDay come si deve?

 

 

Axel Donzelli 

 

 

Photo Credits: Terni in Rete