Nel Dl Bilancio viene prorogato il contratto di espansione a tutto il 2021. Questo comporta una riduzione da 1000 a 500 del numero minimo di dipendenti delle imprese ammesse alle agevolazioni. Mentre, per le aziende che associano uno scivolo ai lavoratori più vicini alla pensione alle nuove assunzioni, la soglia dei dipendenti scende a 250.

Una manovra che incontra l’approvazione e il sollievo di molti, tra questi il Presidente Asstel - Assotelecomunicazioni, Pietro Guindani, che ha commentato così la decisione: “Il rifinanziamento del contratto di espansione, previsto all’interno della legge di Bilancio 2021, costituisce un intervento corretto e tempestivo di politica attiva del lavoro, per l’attuazione di un patto intergenerazionale necessario per l’evoluzione delle competenze e il rafforzamento della base occupazionale”.

Il Presidente prosegue: “La sperimentazione di successo di questo strumento nello scorso biennio da parte di alcune imprese dalla Filiera TLC, ha dimostrato che è possibile accrescere il patrimonio di competenze aziendali, anche attraverso assunzioni di giovani neolaureati e diplomati e far evolvere la base occupazionale in modo socialmente non traumatico.  Lo sviluppo delle competenze digitali è fondamentale per la competitività delle imprese e per questo motivo in Asstel abbiamo creduto nella necessità di promuovere percorsi di formazione continua e certificata, finalizzati allo sviluppo del capitale umano e del potenziale innovativo delle imprese”.

Ed infine auspica “che dopo questo intervento molto atteso il Contratto di Espansione possa diventare una misura strutturale di incentivazione e sostegno dello sviluppo di medio lungo termine delle imprese e del valore professionale dei lavoratori”.

 

 

Redazione

 

 

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