La nuova economia dello spazio, stando a recenti previsioni, potrebbe raggiungere un giro di affari complessivo di mille miliardi di dollari nel 2040, dopo avere toccato nel 2019 i 360 miliardi di dollari (325 miliardi di euro). Questi i dati alla mano del Sottosegretario, Bruno Tabacci, in audizione presso la Commissione Attività produttive alla Camera, audito in merito alla politica spaziale e aerospaziale del Governo. E’ stimato che il segmento più legato allo spazio e all’aerospazio produca attualmente ricavi per circa 100 miliardi di euro, il 70% dei quali derivanti dal mercato istituzionale, il 30% dalla componente privata. Tabacci dichiara: “E’ un settore strategico per l’Italia, attualmente l’ottava potenza mondiale in questo campo, preceduta da Germania e India, sia nell'ambito delle relazioni internazionali, sia per la sua crescente rilevanza per il sistema scientifico e produttivo del Paese”.

Allo spazio è dedicato un capitolo apposito del Pnrr. Una scelta che lascia intendere l'intenzione del Governo di puntare su questo settore considerandolo un fattore di ripresa economica. Le aree prioritarie, spiega Tabacci, sono “l'osservazione della Terra, l'esplorazione spaziale, l'accesso allo spazio e la ricerca spaziale".

Le politiche del governo punteranno al consolidamento e rafforzamento delle capacità e competitività della filiera spaziale. Un obiettivo raggiungibile attraverso investimenti adeguati e costanti. Un processo che contribuirà al progresso scientifico e tecnologico, alla produttività del settore industriale, alla crescita associata dell’economia nazionale e, non per ultimo, allo sviluppo sostenibile.

Tabacci: “il settore spaziale si candida a rappresentare uno dei maggiori volani per la crescita e la ripresa del Paese".

Per quanto riguarda l’esplorazione spaziale Tabacci specifica: “Occorre perseguire e rafforzare la proficua collaborazione con gli Stati Uniti nel programma Artemis, anche al fine di valutare con attenzione, ed eventualmente sfruttare, tutte le opportunità di reale crescita di un’economia spaziale legata alla Luna".

Per il programma Artemis l’industria italiana “ha la possibilità di cooperare con società statunitensi per fornire sistemi chiave per la riuscita di questo progetto”. Infatti la cooperazione con gli Stati Uniti è un elemento chiave della politica spaziale dell’Italia e l’intenzione di Tabacci è quella di rafforzare tale relazione, poiché intensificare la cooperazione internazionale è di indispensabile importanza. Non solo con gli Usa ma sono in corso progetti anche con altri Paesi fuori dall’Ue.

Per consolidare il ruolo italiano in Europa è fondamentale avviare un dialogo altrettanto strutturato ed efficace con la Commissione europea ed un dialogo diretto con Parigi e Berlino. Questo offre all’Italia la possibilità di avere un ruolo paritario con Francia e Germania e, come dichiara Tabacci, “un tavolo a tre gambe risulta più stabile di un tavolo con due gambe”.

Sui rapporti con l’Esa l’On. Benamati (PD): “Ok sull’essere costruttivi nella triangolazione con Francia e Germania, ma c’è una sconfitta perché sappiamo che l’Italia non si è aggiudicata la nomina del direttore generale dell’Esa. Per questo auspico che il Governo apra un’interlocuzione rispetto alla nostra presenza. Inoltre le chiedo, il rapporto tra ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e Nasa è evidente, cosa si intende per rafforzamento, mantenimento e prosecuzione costruttiva con la Nasa?” Tabacci risponde: “L'Italia sulla nomina del nuovo direttore generale dell'Esa ha sprecato un'occasione. Ho già avuto modo di incontrare il nuovo direttore generale di Esa, Josef Aschbacher. L’Italia sarà chiamata a contribuire con autorevolezza alla discussione sui rapporti tra Esa e Ue, punto nodale per il futuro dello spazio. Ora ci sarà da decidere la nomina del responsabile del centro Esa-Esrin di Frascati. L'Italia non ha un orientamento, aspetterò le candidature. Con la Nasa ci sono rapporti in corso e lo sviluppo di questi dialoghi so essere alla base del programma di questo Governo”.

Interviene l’On. Barelli (FI) sulla presenza italiana: “Le industrie italiane sono in competizione con quelle di altri Paesi che sono sostenute in maniera poderosa anche in ambito statale. Si possono creare i presupposti per non rimanere indietro e partecipare allo sviluppo che questo settore può garantire?” Tabacci fa riferimento alla strategia attuata: “Per questo abbiamo indicato 5/6 progetti in particolare all’interno del Pnrr e abbiamo fatto una scelta su un numero ristretto ma mirato. Perché sappiamo che il gioco delle questioni sullo spazio assume un rilievo molto importante”.

 

 

Alessandro Cozza

 

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