Obiettivo zero fame nel mondo. Più arduo dopo che la pandemia ha peggiorato la situazione, con un 2020 che ha visto una persona su tre a livello globale non ricevere un’adeguata alimentazione. Questa la sfida nella quale sono impegnati a Roma i Paesi ONU riuniti nel Pre-Summit sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Uniti (in preparazione del vertice di New York a settembre). 

 

Il focus del dibattito è come sfruttare le capacità dei sistemi alimentari per fare passi in avanti sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) che riguardano direttamente e indirettamente i sistemi alimentari. Il vertice sotto al guida del Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, ospita leader politici, giovani, agricoltori, popolazioni indigene, società civile, ricercatori, settore privato, e ministri dell'agricoltura, dell'ambiente, della salute, dell'alimentazione e delle finanze. Sotto la lente del vertice i recenti approcci scientifici che puntano a trasformare i sistemi alimentari, sia per avviare nuovi impegni comuni attraverso azioni internazionali e nuovi finanziamenti. Un progetto realizzabile con un coinvolgimento trasversale per individuare la più vasta gamma di soluzioni e massimizzare l’impatto sulla popolazione mondiale. 

 

L’evento, ideato a seguito di colloqui con la leadership congiunta di FAO (Food and Agriculture Organization), IFAD (International Fund for Agricultural Development) e WFP (World Food Programme), prevede, come obiettivo più ampio, di accelerare la trasformazione dei sistemi alimentari con sei obiettivi ritenuti fondamentali. 

 

Raccogliere le idee migliori dei partecipanti al Vertice, individuando le priorità e creando una visione comune in vista del vertice vero e proprio di New York. Promuovere soluzioni innovative sfruttando la collaborazione tra tutti gli stakeholder del settore food. Definire la linea della leadership, che ispiri adeguatamente la comunità internazionale. Promuovere una narrazione universale che ponga i sistemi alimentari al centro delle sfide globali e al tempo stesso rafforzare senso di comunità e mobilitare gli adeguati investimenti, sia pubblici che privati.

Al vertice è intervenuto anche il Premier italiano, Mario Draghi.Draghi: “La pandemia ha reso tutte le preoccupazioni ancora più urgenti. L'indice dei prezzi dei beni agricoli è aumentato del 30% rispetto allo stesso periodo del 2020. La malnutrizione si estende ed è diventata la causa principale dei problemi di salute e della morte. La pandemia aumenterà il numero delle persone malnutrite a 130 milioni portando il numero complessivo a 800 milioni". A fine 2020 l’Italia ha promosso la food coalition, formata da più di 40 Paesi.  “L'obiettivo - specifica Draghi - è raggiungere la sicurezza alimentare per tutti. Abbiamo bisogno di più finanziamenti dai governi e dalle banche di sviluppo”.

Dalla crisi sanitaria si è generata la crisi alimentare. Draghi dichiara: “Come fatto per i vaccini, dobbiamo agire con la determinazione per migliorare l'accesso ad una quantità adeguata di approvvigionamenti alimentari. La lotta contro tutte le forme di malnutrizione va di pari passo con la salvaguardia dei regimi alimentari tradizionali e della diversità alimentare. Quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso a regimi alimentari sani. Nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale, quasi il 60% della popolazione non può permettersi un'alimentazione sana. Dobbiamo promuovere abitudini alimentari sane preservando le culture alimentari tradizionali che sono state costruite nel corso dei secoli”.

 

 

Flavia Iannilli

 

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