E’ un momento particolare per discutere del sistema tributario. Sono in corso negoziati importanti con l'Italia protagonista in qualità di presidente del G20. Per combattere paradisi fiscali e frodi internazionali servono strumenti globali soprattutto se c’è la necessità di riallocare i proventi della tassazione non sulla base della collocazione delle sedi.

Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’economia, audito nelle commissioni Finanze di Camera e Senato sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario, dichiara: “La crisi ha esacerbato le differenze. Non è pensabile che alcuni giganti con profitti di miliardi pagano in proporzione meno tasse di un negozio di via del Corso. Dietro la riallocazione dei diritti delle tasse c'è innanzitutto una concezione di equità”.

Per la riforma del sistema fiscale italiano è un’occasione storica Gentiloni specifica: “Dal nostro punto di vista, gli obiettivi generali devono essere quelli di una crescita più sostenibile, dell'equità e della neutralità di bilancio". Altre direttrici su cui muoversi devono essere "la semplificazione" del fisco e "l'intensificazione della lotta contro l'evasione fiscale" un fenomeno che permane.

La legge delega sulla riforma fiscale prevista nel Pnrr a fine luglio dovrebbe rispondere ad alcune sottolineature dell'Ue, come spiega Gentiloni, “la riduzione della tassazione del lavoro, perche' troppo alta deprime gli investimenti e incoraggia il lavoro nero, la semplificazione del sistema a beneficio delle imprese e l'intensificazione della lotta contro l'evasione fiscale, che nonostante i progressi compiuti continua a gravare sui contribuenti onesti".

Sulla risoluzione di questi temi il Sen. Pittella (PD): “Pensa che la Conferenza sul futuro dell’Europa possa o debba dare una risposta in merito?”. L’On. Ungaro (IV) pone l’attenzione sulle prospettive per arrivare all’introduzione di una maggioranza qualificata e abbandonare il principio di unanimità. Mentre l’On. Troiano (M5S) lamenta il limite concreto dovuto all’assenza nei trattati di un chiaro mandato europeo per una costruzione di un fisco unitario. Gentiloni risponde ai parlamentari con un discorso ampio: “A Bruxelles si dice che la Commissione è guardiana dei trattati, non c’è dubbio che la competenza secondo il principio di sussidiarietà prevalente, in materia di tassazione, è nazionale non europea. Quindi quando si parla di armonizzazione bisogna essere consapevoli di questo. Siccome il mondo si evolve e la situazione internazionale si muove sempre più verso regole comuni bisogna lavorare sui margini. L’art. 116 consente di prendere delle misure in materia di tassazione a maggioranza, nei casi in cui si dimostri che alcuni regimi fiscali presi da singoli Paesi membri abbiano un effetto gravemente distorsivo del mercato unico. Stiamo lavorando perché questa possibilità offerta da questo articolo, che non è mai stata utilizzata, venga usata in questo mandato chiaramente con la prudenza necessaria”.

Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro dell’Europa Gentiloni spiega che tra i temi c’è il punto di materie sulle quali si potrebbe derogare a quel principio di unanimità attualmente in vigore.

Sul PNRR il Sen. Bagnai (Lega): “Se la riforma non piacerà all’Europa questo fermerà le erogazioni all’interno del Recovery?” Gentiloni risponde: “Il contenuto della riforma non è scritto a Bruxelles, i principi e le raccomandazioni dell’Ue contengono il peso delle tasse sul lavoro, la lotta all’evasione fiscale e la semplificazione, principi condivisibili e la commissione insiste perché obiettivi e tempi siano scanditi in questi piani. Non è facile mobilitare il numero di risorse che l’Italia si impegna ad impiegare”.

Il focus sui dati in possesso dei giganti del web è posto dal Sen. Fenu (M5S) e dal Presidente D’Alfonso (PD). Gentiloni tiene a specificare: “I dati, di cui l’Europa è uno dei giacimenti maggiori a livello globale, quel prelievo digitale è finalizzato ad un prelievo sui profitti realizzati utilizzando questi dati. Così lavorano questi giganti del web. Come sapete la Commissione ha varato, anche ultimamente, diverse direttive, strategie, regolamenti e comunicazioni mirate a regolare questa nuova realtà e a promuovere la competitività europea. Per essere anche grandi protagonisti, abbiamo proposto regole che individuano i grandi proprietari di dati fissando limiti apertura alla concorrenza, divieto di utilizzo di algoritmi di una certa natura che influenzano gli utilizzatori, apertura alla concorrenza di soggetti più deboli che sono alle prime armi, cercare di adeguare un meccanismo che ha funzionato egregiamente negli ultimi anni alla nuova realtà digitale. Non basta una tassa servono regole su IA e sui grandi portali di dati e questa è una delle attività più importanti svolte in questi mesi”.

 

 

Alessandro Cozza

 

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