La commissione tecnica incaricata di valutare le istanze per gli indennizzi dovuti ai risparmiatori danneggiati dal fallimento delle loro banche, al 26 aprile ha esaminato 46.878 domande, per un importo indennizzabile di circa 225 milioni di euro, di cui risultano pagamenti disposti per circa 137 milioni di euro. Questi i dati riportati dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Alessandra Sartore, in audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario sul Fir (Fondo indennizzo risparmiatori).

La Sartore: "La definizione delle valutazioni delle domande afferenti al regime forfettario dovrebbe terminare entro il prossimo mese di ottobre. Per ciò che concerne invece il regime ordinario, stime sui tempi di evasione completa delle domande presentate potranno essere effettuate solo una volta chiarito il contenuto della relativa attività istruttoria. Va aggiunto che il ministero dell'Economia, tramite il dipartimento del Tesoro, ha richiesto alla segreteria tecnica della Commissione Fir informative settimanali sullo stato delle approvazioni delle istanze e dei pagamenti degli indennizzi”.

Alla luce dei fatti non appare necessario un intervento a livello normativo che sia rivolto a rivedere i meccanismi di operatività della Commissione tecnica o volte a nominare nuove sottocommissioni, sempre in relazione al regime forfettario. Una spiegazione avvalorata dal fatto che delle modifiche potrebbero essere controproducenti rischiando di rallentare le azioni della Commissione tecnica, che, ad oggi, opera a pieno regime.

Un ragionamento che non trova d’accordo l’On. D’Ettore (FI): “Si tratta di un argomento che crea un ampio dibattito, è singolare sentir dire una cosa del genere. Io presumo che il governo, nel pieno confronto con il parlamento, voglia suggerire delle eventuali modifiche” Sartore scongiura fraintendimenti: “Non c’è una presunzione di non voler apportare modifiche, se ha ritenuto questo io me ne scuso. La nostra considerazione, non volendo assolutamente sostituirci al Parlamento, è stata fatta in riferimento al differenziale delle pratiche che sono state concesse e liquidate rispetto alla relazione fatta dal mio predecessore Baretta. La mia intenzione era di dare il lato positivo e quindi la questione relativa al fatto di non cercare di intervenire nel merito riguarda l’attuale efficienza della commissione. Ho dedicato tutta la vita alle istituzioni e per me il Parlamento arriva prima di tutto”. Sulla questione Sartore aggiunge: “Ove il Parlamento ritenga opportuno intervenire il Governo lo prenderà assolutamente in considerazione. Poiché le procedure hanno ingranato, sarebbe importante. Integrerò la relazione per dirvi se il numero liquidato è aumentato. In 3 giorni sono state liquidate altre 3mila pratiche, giorno dopo giorno aumentano in proporzione molto più alta rispetta a quanto comunicato precedentemente”.

Stando ai dati riportati interviene l’On. Zanettin (FI): “Ho l’impressione che il fondo abbia una dotazione eccessiva rispetto al fabbisogno: credo che se è così potrebbe essere un’idea quella di implementare la percentuale di indennizzo al 30%. Altra domanda: ci sono tante difficoltà ad integrare questa documentazione che partono anche dalle banche, una flessibilità in merito è una delle modifiche da proporre affinchè queste domande non decadano”. Sulla consistenza più che sufficiente del Fir anche la Presidente di Commissione, Carla Ruocco (M5S): “Le vicende che hanno portato alla costituzione del Fir sono identiche rispetto a quelle occorse in altri casi, in particolare nella Popolare di Bari. Si potrebbe estendere l’utilizzabilità del Fir anche agli azionisti della popolare di Bari?”.

Sartore risponde: “Ci saranno risorse che rimarranno, io so che entro fine anno chiuderanno la liquidazione di quelle pendenti, se il Parlamento riterrà, nella sua sovranità, di indicare ulteriori situazioni d’emergenza o aumentando la percentuale questo è nel potere del Parlamento. Per le integrazioni documentali parlerò con il capo del dipartimento del tesoro, chiederò se bisogna intervenire con una proroga o se si potrà attuare una modalità che possa soddisfare la mancanza di documenti”.

Sui fondi dormienti e fondi dormienti assicurativi pongono l’attenzione il Sen. Lannutti (Misto) ed il Sen. Pesco (M5S) che aggiunge: “Sappiamo che ci sono tante risorse che sono rimaste nelle casse delle assicurazioni, c’è l’intenzione di aggredire questo patrimonio che, a mio parere, dovrebbe andare allo Stato?” Sartore specifica: “In un governo di molti anni fa è stato tirato fuori per la prima volta questo problema. Il governo ne ha dato atto adottando decreti legge e vede quei conti dormienti tornare nelle tasche dei risparmiatori. La vicenda assicurativa ne parlerò con il Ministro, se riusciamo a fare anche questo molto volentieri”.

 

 

 

Flavia Iannilli

 

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