L’accordo quadro sugli investimenti Ue-Cina (Cai) offre un’ampia possibilità di investimenti. Dati alla mano l’Ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua audito nelle Commissioni Esteri e Politiche Ue del Senato, sottolinea numeri importanti: "Il volume di scambi Cina-Ue l'anno scorso è stato pari a 649,5 miliardi di dollari. Per la prima volta la Cina è diventata il maggiore partner commerciale dell'Europa. Nel primo trimestre di quest'anno il volume degli scambi Cina-Ue è pari a 183,6 miliardi di dollari, con un tasso di aumento fino al 46%. Il volume degli scambi Italia-Cina nel 2020 è pari a 55,2 miliardi di dollari, ed è un record storico. In cinque anni l'import cinese dall'Italia è aumentato costantemente, con un tasso di crescita medio annuo del 7,4%".

Il Cai è un accordo di alto livello al quale si lavora da 7 anni, una lunga maratona per arrivare ad un’intesa che riguarda 4 temi di fondamentale importanza: l'accesso al mercato, la competizione equa, lo sviluppo sostenibile e la risoluzione dei contenziosi in essere. Ancora Li Junhua: “E' un Accordo che merita aspettative e rispetto da ambedue le parti. Una volta in vigore potrà soddisfare molti interessi da tempo espressi dalla parte europea".

E’ la prima volta che la Cina apre il mercato interno a molti settori, incluso il terziario. Le imprese europee potranno entrare più liberamente nel mercato cinese, avranno più opportunità di sviluppo rispetto al passato e potranno godere degli stessi diritti delle imprese locali. Spiega Li Junhua: “Le imprese europee non sono obbligate a trasferire le loro tecnologie, godranno di una maggiore garanzia istituzionale e avranno un ambiente commerciale migliore e prevedibile. Potranno investire e operare in Cina in modo sicuro".

Altri due punti fondamentali sono l’ambiente e i lavoratori: “La Cina è molto attenta allo sviluppo sostenibile, e non permette lo sviluppo a costo di sacrificare l'ambiente o danneggiare i diritti basilari del popolo. Insieme all'Ue, la Cina promuove gli investimenti per un'economia 'green' e sostenibile”.

Sui diritti umani il Sen. Malan (FI): “Da parte cinese, per la firma degli accordi sul lavoro forzato per procedere all’eliminazione, c’è solo un generico impegno a lavorare in questa direzione. Quindi cosa diciamo ai nostri lavoratori che sono in concorrenza a ribasso con i lavoratori cinesi? Cosa diciamo ai nostri elettori rispetto alla situazione di Hong Kong?” preoccupazioni condivise anche dal Sen. Lucidi (Lega): “Da tempo ci interessiamo a ciò che succede nello scenario tibetano, a Hong Kong e sulla questione del popolo uiguri. La Cina ha le potenzialità per risolvere questi problemi che non sono più rinviabili. La Cina dovrebbe affacciarsi a questi accordi avendo risolto queste problematiche a livello di diritti umani”. Li Junhua risponde: “La longevità è aumentata sensibilmente, esistono fenomenìi quali il lavoro forzato o il genocidio? Parlate con i Cinesi di altre etnie e potrete trarne un’opinione in merito. Avete parlato anche di Hong Kong, che fa parte delle Cina: è una zona speciale della Repubblica Popolare, uno Stato e due regimi e questo non è cambiato con la legge di sicurezza nazionale. Taiwan è una parte inscindibile della Cina, la sovranità cinese non consente di intervenire ad altre forze straniere, e tuteleremo questa sovranità”. Per ciò che riguarda i dritti umani Li Junhua specifica: “Condividiamo molte opinioni, vogliamo tutelare i nostri popoli e garantire i diritti fondamentali ad ogni concittadino, il diritto di vivere e di realizzarsi soprattutto davanti allo scenario della pandemia. Se non si garantisce la vita non si riesce a sopravvivere non possiamo parlare di altri diritti, si può fare sempre meglio ma nessuno può eccellere in questo”.

Facendo riferimento a esperienze trascorse in Cina, il Sen. Urso (FdI) interviene: “Perché la Cina è cambiata? Ha assunto una postura aggressiva rispetto alla Cina che noi abbiamo conosciuto fino al 2010. Ambasciatore questo cambiamento si nota nelle sue parole, non ha mai parlato di libertà, ma di stabilità e sicurezza, cose importanti anche per noi, ma per noi è importante anche la libertà dei cittadini in tutti i campi. A noi non interessa la prosperità senza libertà per questo le chiedo ‘perché’?” Li Junhua risponde: “Libertà, democrazia, pace e sviluppo sono concetti basilari del Governo cinese, noi non rinunciamo alla libertà e all’equità. I leader cinesi del passato e del presente hanno sottolineato che la Cina non diventerà un monopolio in svariate occasioni”.

Sui diritti dei lavoratori la Sen. Giammanco (FI): “Cosa sta facendo la Cina per cambiare rotta in vista dell’accordo sugli investimenti Cina Ue? Avete intenzione di ratificare la convenzione numero 29 e numero 105, che riguarda l’abolizione del lavoro forzato, dell’organizzazione internazionale del lavoro (ILO)?” Li Junhua specifica: “Abbiamo avuto diverse trattative in sede Onu, oltre ad aver firmato anche certe convenzioni. Credo possiate capire che tutte le proposte di legge devono essere varate dall’Assemblea popolare che ha dei tempi tecnici. Non possiamo garantire che non ci siano fenomeni di sfruttamento, c’è sicuramente come fenomeno sociale, ma le leggi vietano questi fenomeni”.

 

 

Valentina Ricci

 

Photo Credits: Il Denaro