E’ necessaria un’equiparazione e una modifica dei redditi per le imprese personali, poiché le detrazioni non agiscono in modo uguale per tutti. “La vera progressività è disegnata dalle detrazioni fiscali” ha dichairato il responsabile del dipartimento Politiche fiscali CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), Claudio Carpentieri. Si tratta di circa 190 miliardi di entrate Irpef con detrazioni, che ne vanno a correggere i versamenti, che arrivano a 70mld, di cui 42 riguardano le detrazioni da lavoro. Secondo CNA la curva di tassazione Irpef “ordinaria” è diversificata rispetto a quella che prevede l’applicazione di detrazioni, che trovano una differenziazione a seconda della tipologia di lavoro.

La proposta di Carpentieri è “modificare radicalmente il criterio di tassazione del reddito prodotto dalle imprese personali (imprese individuali e societa' di persone)", inoltre bisognerebbe assoggettare il reddito dell'imprenditore (cioe' la parte di reddito d'impresa prelevato dall'imprenditore) "all'aliquota progressiva dell'IRPEF, con le medesime detrazioni previste per gli altri redditi da lavoro "tassando invece con una aliquota separata la parte che resta in azienda" e per evitare sperequazioni con il regime forfettario tassarla al 15%. Un criterio con il quale trarrebbero beneficio imprese individuali e società di persone che non posseggono i parametri d’accesso al regime forfettario. Infine ci sarebbe equità nel prelievo sui redditi percepiti dai titolari. Interviene l’Onorevole Gusmeroli (Lega): “Come viene visto il regime per cassa? Io ritengo che sia utile, ma dispendioso, poiché per applicarlo bene bisogna andare verso una contabilità ordinaria.” Il rappresentante di CNA concorda ma pone il problema su bar e ristoranti per i quali “il regime di cassa, se è regime semplificato, determinerebbe una coincidenza tra reddito in contabilità e reddito indeterminato. C’è una distinzione all’interno del regime che fa ricevere vantaggi a coloro che già ne avrebbero.”

Ridurre le tasse e trovare una semplificazione del sistema, sono i punti cardine della posizione di Confartigianato. “Nel 2021 in Italia il carico fiscale, secondo previsioni della Commissione Europea, sarà superiore di 24 miliardi rispetto alla media dell'Eurozona, pari ad un maggiore prelievo di 943 euro per famiglia. Siamo ultimi nell'Ue e al 128° posto nel mondo per la pressione del fisco, tempi e procedure per pagare le tasse” questa la precisazione di Andrea Trevisani, Direttore delle politiche fiscali Confartigianato. La riforma dell'Irpef deve puntare ad assicurare un trattamento uguale per tutti i redditi da lavoro, senza distinzioni basate sulla categoria reddituale, e garantire neutralità del prelievo rispetto alla forma giuridica dell'impresa. Confartigianato si pone due obiettivi: "La riduzione generalizzata del prelievo e la reale semplificazione del sistema di tassazione personale per rendere più trasparente ed immediatamente riconoscibile il carico tributario che grava sul contribuente". Bisogna riequilibrare la tassazione Irpef sui redditi che oscillano tra i 28 e i 55mila euro, rimodulando le aliquote e creandone una intermedia. L’Onorevole Trano (Misto) chiede: “Una lista degli adempimenti da tagliare assolutamente?” Trevisani non ha dubbi: “Reverse charge e split payment, non possiamo rimandare il momento in cui si semplifica. Bisogna avere il coraggio di osare.”

La riforma dell’Irpef deve puntare alla riduzione della tassazione dei redditi e deve essere coerente con le linee guida dell’Unione europea. In particolare, stando alle parole di Lino Stoppani vice presidente vicario di Confcommercio, questo approccio aumenterebbe il tasso di occupazione e ridurrebbe il lavoro sommerso incentivando l’iniziativa privata.  Per arrivare a questi traguardi bisogna “eliminare le principali criticità dell’attuale impianto dell’Irpef attraverso il recupero della progressività dell’imposta; l’eliminazione dei fattori distorsivi dell’imposta che alterano la sua progressività e determinano l’attuale divario tra le aliquote nominali e le aliquote effettive; una maggiore trasparenza delle regole di determinazione dell’imposta” questi i punti su cui intervenire secondo Confcommercio. Per non comprimere i consumi e senza ricorrere a imposte patrimoniali, secondo Stoppani, “la riduzione della pressione fiscale dovrà avvenire senza incremento delle imposte dirette”.

Il Presidente della Commissione Finanze alla Camera, Marattin (IV), interviene giungendo ad un quadro della situazione: “Questa vicenda è un prisma con tre facciate: una della neutralità della tassazione rispetto alla forma giuridica dell’impresa, oggi lo stato non ti tassa allo stesso modo; la facciata di come incentivare la capitalizzazione delle imprese; l’ultimo è il problema della doppia tassazione. Tre problemi potenzialmente risolvibili con una stessa azione di policy.”

Infine la parola passa a Marino Gabellini, rappresentante di Confesercenti: “E’ necessario rivedere le aliquote Irpef, gli italiani tartassati sono 6,3 milioni”. I piccoli interventi non bastano, ma bisogna prestare attenzione alle agevolazioni. Guardando alla ripartenza “il fisco deve essere riordinato e semplificato. E per rilanciare il turismo, l’Iva deve essere abbassata” secondo Gabellini. La riforma del fisco deve essere un’occasione per alleggerire famiglie e imprese in modo da rilanciare l’economia, riordinando le discipline fiscali in maniera strutturale. In una logica di semplificazione si può pensare al “superamento dell'Irap contestualmente all'introduzione di una addizionale al reddito d'impresa dalla quale andrebbero esentate le imprese non dotate di autonoma organizzazione ora escluse dalla tassazione Irap”, sempre secondo Confesercenti fornire una "spinta propulsiva ai settori economici ed in generale ai micro-comparti di riferimento, sarebbe utile prevedere un sistema di tassazione premiale per le cosiddette ‘differenze incrementali’ in dichiarazione dei redditi, per le micro e piccole imprese/professionisti, con riferimento alle medie evidenziate dagli Isa al verificarsi di determinati parametri". Infine, facendo riferimento alla digitalizzazione, per l’associazione è importante agire sul “fronte web” con misure strutturali affinchè le Pmi siano favorite nel processo di adattamento all’economia digitale.

 

 

Luca Grieco

 

 

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