Cultura

Censis: pandemia impone sostenibilità sociale

23
Novembre 2020
Di Flavia Iannilli

Non ci sarà una nuova crescita senza sostenibilità, questo è quanto emerge dall’analisi del 54esimo Rapporto CensisTendercapital presentato stamattina a Palazzo Giustiniani, in sala Zuccari al Senato. All’ordine del giorno “la sostenibilità al tempo del primato della salute” promosso da Domenico Colotta Presidente Assocomunicatori. Il moderatore Roberto Sommella, Direttore di Milano Finanza, ha scandito gli interventi di Pier Paolo Baretta, Sottosegretario del Ministero dell’Economia, Giuseppe De Rita e Francesco Maietta, rispettivamente Presidente e Responsabile Area Ricerche Censis, il Senatore BagnaiMoreno Zani, Presidente Tendercapital, Alberto Oliveti, Presidente Adepp e con la partecipazione di un video messaggio del Commissario straordinario del Governo Emergenza Covid, Domenico Arcuri.

Il Presidente di Tendercapital, Moreno Zani prende la parola per primo: “Il 2020 è stato ed è tuttora un anno senza precedenti, con sfide estremamente complicate in termini sanitari ed economici. Non dobbiamo però dimenticarci delle conseguenze a livello sociale della pandemia, che rischiano di diventare davvero gravi: aumento delle disparità sociali, gender gap, paure e incertezze. Gli italiani indicano chiaramente che una società inclusiva, sostenibile, equa è la priorità del nostro tempo, con grande sensibilità sociale. Il rapporto presentato oggi evidenzia questi aspetti: con esso ci auguriamo di aver messo a disposizione un contributo utile per chi dovrà far fronte alle criticità emerse con la pandemia”.

Interviene, con il videomessaggio, Arcuri nel quale ha dichiarato: “Il diritto alla vita, alla salute e l’equo accesso al benessere è da sempre per tutti, l’obiettivo principale, specialmente in questi mesi difficili e drammatici in cui ci troviamo a vivere la più ampia e profonda emergenza mondiale degli ultimi 80 anni”. Il Commissario ha sottolineato: “Il diritto alla vita non è negoziabile, il diritto alla salute è tra principali valori, ma è necessario fare ogni sforzo per garantire un livello accettabile di sostenibilità sociale. Che tutti i cittadini possano accedere a un benessere accettabile ed equo, è stato obiettivo delle politiche messe in campo in questi mesi.” Ha concluso dichiarando: “Questa stagione ci deve porre davanti ad un interrogativo importante, non possiamo sempre usare la leva del debito nel puntare alla sostenibilità. L’Italia fuori dall’epidemia dovrà essere ad un livello di sostenibilità sociale maggiore rispetto al pre pandemia. In modo che questo diventi un debito buono e non un fardello per le nuove generazioni”.

Sommella interviene: “David Sassoli si è chiesto che cosa sarà di questo debito, soprattutto per le nuove generazioni, è importante calarci in questo rapporto del Censis per capire le dinamiche”.

E passa la parola al Responsabile Area Ricerche Censis, Francesco Maietta che, dati alla mano, spiega quanto emerge dal Secondo Rapporto sui Buoni Investimenti: “Cinque milioni di italiani hanno difficoltà a mettere in tavola un pasto decente, 7 milioni e 600mila hanno avuto un peggioramento del tenore di vita. Il 60% degli italiani ritiene che la perdita del lavoro, o del reddito, sia un evento possibile che lo può riguardare nel prossimo anno. Per quanto riguarda il gender gap, tra uomini e donne ci sono 20 punti di differenza nel tasso di occupazione e, in questo periodo, il tasso di occupazione delle donne è diminuito quasi del doppio rispetto a quello degli uomini. Un altro dato è che il 40% della popolazione non ha accesso al Web e questo significa senza possibilità di lavorare, in pandemia”. Maietta specifica che a questi dati si aggiunge che: “Di fronte alle difficoltà riscontrate, secondo il rapporto, l’86,1% degli italiani è favorevole al protezionismo contro i prodotti di paesi che non rispettano le nostre regole sociali e sanitarie. Una percentuale che arriva all’88,3 tra le donne e all’89,2 tra chi risiede nel Nord Est. L’82,1% degli italiani è inoltre favorevole a misure che impongono la permanenza in Italia di stabilimenti produttivi e imprese che producono beni e servizi strategici”. Il Responsabile delle Ricerche conclude: “La sostenibilità sociale non potrà essere solo compito dello Stato e della spesa pubblica, ma ci vorrà una finanza capace di trasferire risparmi verso investimenti attenti all’impatto sociale, così come ci vorranno imprese pronte a operare come una comunità, attente sia alla redditività sia alle conseguenze sociali della propria azione”.

Interviene il Direttore di Milano Finanza in qualità di moderatore: “C’è la richiesta di maggiore tutela sanitaria e la riduzione di disuguaglianze, il Presidente De Rita ci può aiutare al meglio a comprendere”.

Il Presidente Censis fa un quadro della situazione dichiarando che: “Il nostro è un Paese che tende alla patrimonializzazione, un Paese basato sulla cultura del ceto medio. Questi sono i dati. Questo Paese risparmia sul risparmio e lo investe per ottenere ancora più risparmio. Tutto questo patrimonio è statico e aumenta soltanto. In questa società c’è una voglia di sicurezza patrimoniale che un giorno dovremmo valutare”.

Roberto Sommella introduce il Sottosegretario Baretta, il quale specifica: “La tassa patrimoniale siamo in grado di evitarla nella misura in cui facciamo sì che il risparmio privato delle famiglie non resti bloccato ma diventi parte di un programma importante di investimenti. Dobbiamo avere degli intermediari che favoriscano l’impiego di questo eccesso di liquidità negli investitori istituzionali come fondi e casse, Cassa depositi e prestiti e Fondazioni bancarie che sono dei veicoli-partner della politica del Governo, che possono aiutarci a evitare il rischio di una tassa sul patrimonio. Muoviamo gli investimenti e non avremo bisogno di fare altri investimenti fiscali. Dobbiamo assolutamente evitare una patrimoniale. Siamo in grado di evitarla nella misura in cui siamo nelle condizioni di favorire che il risparmio privato non resti bloccato, ma diventi il pezzo di una parte importante di investimenti”.

Il Direttore di Milano Finanza interviene: “Collegare il mondo del capitale con il mondo dell’economia, abbiamo questa benzina e la mettiamo nel serbatoio sbagliato, la teniamo in quello personale invece di metterlo in quello nazionale. Siamo passati da ‘ladri di biciclette’ ad accumulatori di biciclette”. E passa la parola ad Alberto Oliveti Presidente Adepp che dichiara: “Si deve rilanciare su un concetto di cultura oltre che di salute per garantire una competitività e affrontare l’effetto della disruption tecnologica. Credo che queste provviste private debbano essere incentivate agli investimenti. Cerchiamo da tempo di poter riattivare una base di investimenti in zona professionale”.

Sommella interviene: “Per anni abbiamo discusso del terzo settore, della previdenza integrativa, abbiamo un paese diviso tra chi avrà una pensione e chi non l’avrà”. E lascia la parola al Senatore Bagnai (LN) che espone l’importanza del tema portato sotto la lente di ingrandimento, ossia la sostenibilità, e per questo spiega che: “In questo rapporto che è un eccellente fonte di informazioni. Uno degli aspetti che evidenzia è il dilemma tra sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale, il miglioramento della qualità dell’ambiente richiede degli investimenti, è una scelta di crescita intelligente. Si solleva il tema di una deriva ambientalista che aumenta le disuguaglianze. Le dinamiche sono amplificate dalla crisi e si documenta la paura crescente anche nella classe media verso la fine dell’attività lavorativa. La sostenibilità non può essere un tema fuggente. Quello che evidenzia il Covid, che ha riflessi sul quadro macroeconomico, è il limite di un sistema che vede come unica valvola di sfogo e come unico meccanismo di ammortizzazione il calo dei prezzi e quindi un calo dei costi e, di conseguenza, del costo del lavoro. A forza di tagliare ci troviamo su un sistema che cammina su una lama di rasoio. La salute è stato il bene pubblico più sacrificato e in cui si sono esposte le fasce fragili a tutte le drammatiche circostanze”.

Photo Credits: Censis