di Matteo Milanesi

Ha destato notevole attenzione la risposta del portavoce della Federazione, Paolo Corbi, in merito alla scelta di sei calciatori italiani di non inginocchiarsi contro il razzismo nella partita contro il Galles: “C’è stata un po’ di confusione. Ma per il futuro la squadra si confronterà al suo interno e prenderà una decisone univoca che sarà messa in pratica da tutti”.

Insomma: o tutti in piedi o tutti in ginocchio, alla faccia della libertà di scelta dei singoli.

Alla vigilia degli ottavi di finale contro l’Austria, gli Azzurri hanno preso la decisione definitiva: i giocatori rimarranno in piedi. 

Nonostante le sviolinate del segretario del PD Enrico Letta e dell’ex juventino Claudio Marchisio a favore del movimento Black Lives Matter, la nazionale italiana lancia un segnale ai progressisti: non inginocchiarsi non significa non combattere il razzismo.

Di questo avviso è anche l’ex all’allenatore di Juventus, Milan, Real Madrid, PSG e Bayern Monaco Carlo Ancelotti: “Non è fondamentale inginocchiarsi per qualche secondo. Non si risolve la questione. Il tema vero è educare le nuove generazioni alla questione del razzismo”. 

E ancora, Angelo Ogbonna, ex juventino ora in forza al West Ham, spiega che “nello sport, in qualsiasi tipo di sport, c’è uguaglianza. Quando c’è una palla di mezzo non si va a guardare il colore del compagno di squadra o dell’avversario.”

Alla polemica precedono anche le critiche nei confronti della nazionale di Mancini per l’assenza tra i convocati di atleti di colore.

Non bastano le presenze di tre oriundi (Toloi, Emerson e Jorginho), loro sono troppo bianchi per soddisfare i dettami dello “sportivamente corretto”. 

Il tragico paradosso del progressismo: si erge a paladino delle minoranze etniche, discriminando le maggioranze proprio sulla base del loro colore della pelle o del loro orientamento sessuale.

Perciò, se un calciatore vuole esprimere sostegno alla battaglia contro il razzismo, ha un’unica scelta: inginocchiarsi col pugno chiuso o, per il capitano, indossare la fascia color arcobaleno, come dimostrato dal portiere tedesco Manuel Neuer. 

In altri tempi si sarebbe detto: “O sei con noi o sei contro di noi”. Eppure i fascisti sono sempre gli altri…

 

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