Il patrimonio culturale privato è uno dei vanti italiani. Prima della pandemia registrava 45 milioni di turisti l’anno, spesso nei borghi più periferici del territorio. Eppure non gode della stessa attenzione e sostegno del patrimonio pubblico. Per questo è necessario coinvolgere le nuove generazioni affinché cresca in loro la consapevolezza delle potenzialità insite in questi beni.

È quello che ha voluto fare ADSI - Associazione Dimore Storiche Italiane – con l’istituzione di un premio di laurea rivolto ai giovani più meritevoli e capaci di approfondire le questioni legate alla manutenzione di tali gioielli. Il riconoscimento, rivolto ai laureati con una Tesi Magistrale su tematiche aventi per oggetto uno o più immobili vincolati privati, ha inteso infatti valorizzare il miglior elaborato che abbia affrontato il problema della manutenzione, dell’utilizzo produttivo dei suddetti beni o di quelle nuove tecnologie capaci di esaltare la sostenibilità degli immobili.

Così, si continua a promuovere un patrimonio espressione della tradizione e cultura italiana, che genera turismo e crescita nell’indotto dei comuni più piccoli del Paese: una ricchezza che le nuove generazioni devono conoscere, comprendere e saper tramandare. Per tali motivi si è riconosciuto ai vincitori, selezionati da una Commissione nominata da ADSI, un premio del valore di 1.500 euro.

La tesi vincitrice è stata redatta da Valeria Fossati e Mauro Salvatore, del corso di laurea in Ingegneria edile-Architettura dell’Università degli Studi de L’Aquila. L’elaborato, dal titolo “Il Castello Caracciolo e il Borgo di Tocco da Casauria. Un’ipotesi di recupero”, utilizza una metodologia operativa che lavora su due livelli: la conoscenza del progetto e il progetto di recupero. Quest’ultimo, individua come ambito potenziale il sistema integrato del Castello Caracciolo con quella porzione del borgo più degradata, assumendo come obiettivo la riedizione di una relazione possibile tra struttura insediativa e architettura fortificata.

“Premiare un giovane che ha mostrato interesse e analisi critica verso la realtà delle dimore storiche significa riporre nelle nuove generazioni la consapevolezza che l’attenzione verso il patrimonio culturale privato – dal quale dipende il rilancio del Paese – dipende anche da loro”, afferma Giacomo di Thiene. “Per ADSI formazione ed educazione alla conservazione rappresentano un binomio inscindibile: riconoscere e premiare i meriti dei nostri studenti vuol dire valorizzare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia e che – prima della pandemia – registrava 45 milioni di visite turistiche all’anno. La speranza, inoltre, è quella che i più giovani riescano a scorgere nelle dimore storiche il luogo dove esercitare il lavoro per il quale si sono specializzati, aiutando nella gestione, conservazione e valorizzazione di tali beni”.

“I vincoli sui beni - rileva il prof. Fabrizio Marinelli Presidente Assemblea dei Soci Fondazione Carispaq, che ha collaborato all’iniziativa - servono a preservare i territori e le pietre che costituiscono la nostra storia. Essi difendono dunque sia i beni pubblici sia i beni privati dalla dispersione e come tali meritano una particolare attenzione. Concetti questi che un’iniziativa come quella odierna contribuisce a diffondere e far conoscere soprattutto alle future generazioni”.

“Valorizzare i giovani e il loro talento è un impegno prioritario per la Fondazione Carispaq  – dichiara il Presidente Domenico Taglieri – Il Premio istituito dall’Adsi inoltre contribuisce a far conoscere il ricco patrimonio culturale privato che può diventare volano per lo sviluppo turistico culturale dei territori. Sono compiaciuto infine che l’edizione di quest’anno abbia premiato due studenti dell’Università degli Studi dell’Aquila confermando il ruolo di eccellenza che il nostro Ateneo ricopre nel campo dell’alta formazione a livello nazionale”.

 

Andrea Maccagno