Ripartenza. È questo il filo conduttore della XXXIII Edizione del Salone del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 ottobre. A partire dal titolo scelto per quest’anno: “Vita Supernova”, un omaggio al settimo centenario della morte di Dante. Perché “nova” dev’essere la vita dopo il covid, ma anche “esplosiva” come una stella. Ci sarà infatti bisogno di coraggio, intelligenza, senso di responsabilità ed immaginazione per ripartire e il Salone vuole confermarsi come formidabile laboratorio di idee, dove i temi più urgenti trovano occasione di dibattito.

Uno spazio fieristico affollato, dove girano tra gli stand giovani e adulti. Tre padiglioni e lo spazio dell’Oval del Lingotto ospitano oltre 700 editori, dai più piccoli ai più grandi. A questi si aggiungono gli angoli istituzionali come quelli di Regione Piemonte, del Ministero della Difesa o del Parlamento. E poi c’è la Rai, che ci accoglie al nostro ingresso con la musica dal vivo di Francesco Bianconi, diffusa in diretta su Radio3.

Girano incuriosite le persone, tutte dotate di mascherina e green pass, molte con buste di libri acquistati. Tante le code nelle varie sale che ospitano i dibattiti, grazie alla capienza aumentata. Insomma, c’è aria di festa. E di normalità. "Il Salone del libro costituisce un appuntamento fondamentale per la vita culturale del nostro Paese. Il suo ritorno in presenza dopo il tormentato periodo della pandemia è per tutti motivo di grande soddisfazione. Durante l'emergenza i libri sono stati per molti cittadini un rifugio, un alleato, un'arma contro la solitudine e lo sconforto”, ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lo stesso entusiasmo lo mostra Nicola Lagioia, direttore del Salone: "Sono emozionato come se fosse la prima volta perché dopo due anni di assenza il mondo del libro ritrova la sua casa: Torino e l'Italia fanno da apripista e questo è motivo di orgoglio. Quest'anno non è un'edizione in cui dobbiamo fare numeri record ma ritrovare la nostra comunità”.

In realtà il mondo della lettura appare sempre più diviso. Secondo una ricerca del Centro per il libro e la lettura (Cepell) e l'Associazione Italiana Editori (Aie) - presentata proprio durante l’inaugurazione del Salone - diminuisce la percentuale degli italiani che legge (oggi al 56%, meno tre punti percentuali rispetto al 2020), anche se lo fa in maniera più assidua. Aumenta rispetto al 2019, infatti, il tempo dedicato alla lettura: chi legge almeno un'ora al giorno è oggi il 15%, contro il 9% di due anni fa. Crescono le disparità: la pandemia non ha rimosso né attenuato le barriere strutturali e geografiche. Al Nord, i lettori in tre anni passano dal 63% (2019), al 60% (2020) e quindi al 59% (2021). Valori simili al Centro (61% nel 2019, 57% nel 2020, 56% nel 2021), ma al Sud si passa dal 41% del 2019 al 40% del 2020 e al 35% del 2021. I lettori con basso titolo di studio oggi sono il 36%, in calo di 14 punti percentuali in due anni, mentre i lettori con la laurea sono l'84%, in calo di 7 punti. Si mantiene invece intatto il differenziale tra uomini e donne: sono lettrici il 60% delle donne e il 52% degli uomini.

Trend in aumento, invece, quello della fruizione di ebook e audiolibri. Anche questa è una conseguenza del covid: che sia positiva o negativa rimane un giudizio strettamente personale. Non è un caso, però, la presenza in Fiera di Audible, la più grande azienda di audiolibri, che con un enorme stand giallo si impone nella zona dell’Oval.

Non può poi mancare la sostenibilità, con la Fondazione Compagnia di San Paolo che ricorda gli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile: a riguardo, una bella trovata è stato l’SDGs Quiz che molti utenti hanno provato allo stand.

Durante l’inaugurazione, un’altra voce euforica è stata poi quella del ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha voluto ricordare quanto fatto a sostegno della cultura durante la pandemia, prima di congedarsi con un auspicio: “Vorrei che il Parlamento, entro la fine della legislatura, approvi la legge a sostegno del settore del libro, prevedendo misure analoghe a quelle che sostengono il settore del cinema, per aiutare l'intera catena del libro, dall'autore al distributore, dalle librerie alle biblioteche".

Un contributo speciale ed esclusivo per The Watcher Post arriva da Bianca Laterza, editor di Editori Laterza: “Il Salone è un luogo simbolico. Durante la pandemia i lettori non hanno abbandonato i libri e i contenuti culturali in tutte le loro forme (quelle fruibili da casa, naturalmente). Moltissimi librai hanno dato un apporto straordinario, con creatività e forza di volontà, anche nei tempi più incerti. Incontrarli di nuovo in un luogo come il Salone, vederlo riaprire, è un momento di gioia per tutti gli addetti ai lavori. Spero segni stabilmente l'inizio di una nuova stagione di apertura e incontri in sicurezza per il mondo culturale italiano nel suo complesso”. Torna il tema della sostenibilità: “Direi che l'approccio al libro non è particolarmente cambiato durante la pandemia, se non per un  aumento di ebook acquistati. Per quanto riguarda i temi, sicuramente è emerso con forza ancora maggiore quello della distruzione dell'ambiente. Credo che anche i libri possano essere uno strumento utile a ricomporre la frattura tra uomo e natura”.

Molti i politici e giornalisti coinvolti nella cinque giorni torinese. Si va da Romano Prodi a Bruno Vespa, da Sergio Chiamparino a Lilli Gruber. E poi ancora Marco Travaglio, Massimo Giannini, Fabio Tamburini e il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Tra le novità editoriali troviamo “L’inattesa”, opera dell’inviata de La Repubblica a Berlino Tonia Mastrobuoni, che racconta la vita politica e i retroscena di Angela Merkel, la più longeva cancelliere tedesca.

Non mancano poi gli sportivi. Dalla presentazione di “Porte aperte” di Paolo Condò, al libro “Il pensiero bianco” di Lilian Thuram, presentato nello stand de La Stampa insieme al bianconero per eccellenza Claudio Marchisio. È uno scritto che fa riflettere sul tema del razzismo, raccontando quella che viene raffigurata come la cristallizzazione di una gerarchia, di un sistema economico di dominazione e di sfruttamento.

Tra le firme internazionali spicca invece quella di Margaret Atwood, neo vincitrice del Premio speciale Lattes Grinzane. La scrittrice canadese, attraverso le sue opere distopiche “Il racconto dell’ancella” e “I testimoni”, ha saputo coinvolgere lettori da tutto il mondo in una storia immaginaria – ma forse neanche troppo in alcuni angoli del pianeta – in cui le donne vengono usate a soli scopi riproduttivi. Un immaginario horror, ma che ha avuto presa in molte società occidentali, tant’è che oggi in molte piazze di denuncia contro la violazione dei diritti delle donne troviamo manifestanti travestiti proprio da ancelle.

Il libro che torna protagonista, quindi. La cultura che prova a rialzarsi. L’edizione 2021 del Salone del Libro cerca la ripartenza e la trova, con ospiti e dibattiti di primo piano. E la risposta del pubblico non si fa attendere, così come la presenza delle scuole. Riaprire per non chiudere più e lasciare questo periodo solo, appunto, sui libri. Per riviverlo, al massimo, solo con l’immaginazione.

 

Andrea Maccagno