Riaperture contingentate e numero di spettatori limitato. Questa la visione del governo per il modo della cultura italiana, in attesa da lungo tempo di ripartire. Teatri e cinema, ad esempio, saranno riaperti come previsto il prossimo 27 marzo. Ma al momento, purtroppo, solo in Sardegna poiché zona bianca.  

La cultura rimane comunque il focus dell’agenda politico-economica del Paese. Lo ha ribadito il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che in audizione ha dichiarato: "Nel decreto Sostegni ho chiesto che siano rifinanziate le misure a favore dei lavoratori, in particolare per tutti quelli intermittenti e stagionali, e quindi non quelli a tempo indeterminato, che usufruiscono della cassa integrazione. Per garantire una prosecuzione dei sussidi che ci sono stati fino alla fine del 2020 anche per questi mesi di chiusura o di riaperture parziali nel 2021. Se anche ci saranno delle riaperture saranno con numeri limitati, e quindi sarà necessario proseguire con le misure di sostegno".

Per il mondo della cultura Franceschini è convinto che ci sarà presto un “Rnascimento". Problematica congenita del Ministero è la mancanza di personale: 6.700 carenze di organico su 18mila posti totali, un gap da colmare il prima possibile nonostante i concorsi siano bloccati causa emergenza sanitaria. Il Ministero della Cultura sta pensando di intervenire con concorsi più ridotti, perché alla mancanza di personale si aggiunge anche il fattore età media avanzata di quello attuale e per questo occorre implementare e formare con tempestività.

Obiettivo primario, per Franceschini, è il ruolo internazionale dell’Italia in ambito culturale. Un Paese che è stato il primo ad aver organizzato il G7 della cultura (nel 2017 a Firenze) deve rilanciare con l’intenzione di “organizzare un G20 Cultura attraverso il quale, sui grandi temi internazionali ma anche sulla centralità delle politiche culturali per i vari Paesi, proveremo a portare gli Stati del G20 su un documento comune che dia un indirizzo importante per i prossimi anni".

Importante completare alcune riforme di riorganizzazione, necessarie dopo lo scorporo dal Turismo da cui deriva anche la divisione delle risorse del Recovery. Al momento quelle dedicate alla cultura ammontano a 5,6 miliardi di euro. La proposta di rifinanziamento delle riforme che deve ricevere l’approvazione del Parlamento contiene le seguenti voci: “la prima è un piano strategico per creare attrattori culturali con grandi interventi nelle Regioni italiane su siti importanti come il Porto Vecchio di Trieste o la Via Appia di Roma, 12-13 interventi di riqualificazione di alcune aree urbane come potenziali attrattori turistici".

L’On. Mollicone (FdI) puntualizza il passaggio dagli 8 miliardi, che costituivano di per sé lo 0,3% dei fondi, ai 5 miliardi attuali dedicati al Ministero della Cultura e aggiunge: “Riteniamo che le riaperture debbano essere concordate al tavolo categoria per categoria” e Franceschini risponde: “Non c’è nessun calo, i ministeri sono stati divisi quindi quelle somme sono sempre state nella parte turismo. Buono il suggerimento per riunirli per singoli settori”.

Lo Stadio Artemio Franchi di Firenze, in qualità di bene storico e architettonico, ha necessità di essere tutelato ma non vi è alcun riferimento nel piano di restauro. Un punto che viene posto all’attenzione del Ministro Franceschini dagli Onorevoli Toccafondi (IV) e Sgarbi (Misto). Il Ministro chiarisce: “E’ un’integrazione che si può fare, in quanto opera di grande valore, si chiede di immaginare un intervento di risorse pubbliche per un bene pubblico”.

Il Presidente della Commissione di competenza al Senato, Nencini, sul Tax credit: “Le sottopongo, come per il cinema, il tax credit anche per il mondo dello spettacolo a sua valutazione” il Ministro specifica: “Stiamo parlando di un decreto di sostegno, il tema del tax credit dello spettacolo va discusso nell’ambito della legge delega dello spettacolo”.

Il Sen. Rampi (PD) interviene: “Bisogna pensare ad un grande piano di opere pubbliche che si collochi su un nuovo luogo dove le attività aggregative culturali si incontrano che risponda alla condizione pandemica e al futuro” un’esigenza importante anche per Franceschini che risponde: “Gli interventi sono soprattutto finalizzati ai nuovi luoghi della cultura. A spazi di riqualificazione con un progetto che vorremmo chiamare Recovery Art che guarda alle calamità naturali di cui l’Italia è spesso vittima, prendendo il tema di dove ricoverare le opere d’arte, individuare nel territorio dei luoghi che consentano di ricoverarle in posti sicuri. Luoghi adatti importanti per grandezza che quando non vengono utilizzati con questo scopo si possono usare per molte altre funzioni e sono interventi localizzati in varie parti di Italia”.

La richiesta di interventi organici e strutturali del Fus arriva dall’On. Patelli (Lega) una problematica di cui il Ministro ha contezza e spiega “Già nel Fus del 21 ci siamo accorti di quante istituzioni dello spettacolo non avevano accesso al Fus, dal 22 apriremo ulteriormente, sono aumentate le risorse di 50mln e le nuove regole del nuovo triennio potranno essere riviste, quindi totale apertura. La delega è prevista e lavoreremo con tutti i tavoli con progetti ambiziosi”.

“Riqualificare dal punto di vista energetico e digitale le sale da spettacolo e pensare ad un Piano nazionale borghi, lo interpreterei allargando il discorso ossia mettendo a punto delle misure per rivalorizzare il patrimonio artistico e culturale del Paese e rimediando allo spopolamento” dichiara il Sen. Cangini (FI) che trova d’accordo Franceschini: “Sui borghi condivido il discorso soprattutto legandolo al tema cammini, sono interventi di recupero del patrimonio e investimento sul turismo lento che è in grande espansione nel futuro. Efficientamento energetico e messa in sicurezza dei luoghi della cultura, un tema di ragionamento con oggetto di integrazione, ci ragioniamo”.

 

 

Vanessa Gloria

 

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