Far ripartire il turismo puntando sui borghi e sulla rete delle dimore storiche. Questo l’intento del protocollo d’intesa siglato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane e da ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo. Le oltre 9400 dimore su tutto il territorio peninsulare, infatti, rappresentano un vero e proprio museo diffuso da valorizzare: un patrimonio privato che conserva la migliore storia e tradizione del nostro Paese.

Attraverso la convenzione si vuole dare risalto ad attività come eventi fieristici ed itinerari volti a scoprire l’identità storica, culturale e artistica italiana. Non solo, si prevedono percorsi per la valorizzazione dei paesaggi intatti e si svilupperanno itinerari enogastronomici alla scoperta delle ricette storiche che hanno reso grande la nostra cucina. Infine, ADSI ed ENIT si impegnano a coordinare le proprie attività di collaborazione con gli organismi centrali statali e gli enti locali.

«ADSI ha in essere un’intensa attività di promozione del territorio attraverso itinerari dedicati alla scoperta del patrimonio immobiliare privato e delle importanti testimonianze artistiche, storiche, di tradizioni, di identità e cultura che esso racchiude», ha dichiarato Giacomo di Thiene, Presidente di ADSI. «Per tali ragioni è importante l’intesa raggiunta con ENIT, che valorizza l’intero circuito ADSI, ubicato su tutto il territorio peninsulare ed in particolare nei borghi: in questo modo, si contribuisce alla diversificazione e all’ampliamento dell’offerta turistica verso destinazioni meno note al grande pubblico. La rete delle dimore dell’ADSI, inoltre, fornisce un accesso specifico al mondo dell’enogastronomia italiana, elemento fondamentale della nostra cultura e tradizione da sempre apprezzato anche all’estero. Un patrimonio la cui diffusione e qualità potrebbe davvero diventare strategico per la ripartenza del Paese se adeguatamente sostenuto”.

«Vogliamo potenziare il patrimonio identitario della rete delle dimore storiche come presidi di memoria e cultura. Un particolare valore aggiunto per investire sul turismo di prossimità e una leva strategica per declinare i nuovi trend dinamici del turismo post emergenza Covid. L’Italia è la prima al mondo per numero di beni culturali e di siti riconosciuti patrimonio dall’Unesco, ben 55. Merito di una tradizione storica e culturale che spinge ogni anno milioni di turisti a visitare le nostre città, rendendoci la destinazione turistica tra le prime al mondo”, ha dichiarato il Presidente Enit Giorgio Palmucci.

 

 

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