La Fondazione CMCC Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, ente di ricerca no-profit, nasce con l’obiettivo di realizzare studi e modelli del sistema climatico e delle sue interazioni con la società e con l’ambiente per garantire risultati affidabili per stimolare una crescita sostenibile, proteggere l’ambiente e sviluppare politiche di adattamento e mitigazione fondate su conoscenze scientifiche.

Qual è la sua mission? Realizzare, in Italia, un Centro di eccellenza sullo studio integrato di temi riguardanti i cambiamenti climatici. Dal 2006 il CMCC ospita il National Focal Point dell’IPCC, garantendo un punto di incontro tra l’IPCC, la comunità scientifica e l’opinione pubblica nazionale per favorire il mutuo scambio di informazioni sulle attività.

La RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment unisce due centri internazionali di primo piano nell'ambito della ricerca economica e ambientale: Resources for the Future (RFF) e Fondazione CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, puntando a migliorare e favorire decisioni nell'ambito dell'economia, dell'ambiente e delle risorse naturali attraverso ricerca economica imparziale ed impegno politico. Il focus di queste attività si concentra su temi che riguardano i cambiamenti climatici, ma non solo, fino a raggiungere una vasta gamma di argomenti ambientali, energetici, sociali e inerenti le risorse naturali.

Il team italiano di RFF CMCC European Institute on Economics and the Environment (EIEE) composto da Jacopo Bonan, Cristina Cattaneo, Giovanna d’Adda e Massimo Tavoni ha prodotto una ricerca che è pubblicata nell’ultimo numero della prestigiosa rivista Nature Energy con il titolo “The interaction of descriptive and injunctive social norms in promoting energy conservation”.

Questo progetto parte da due norme ben precise: le persone tendono ad adattarsi al comportamento degli altri e a quello che gli altri ritengono giusto. Il team ha studiato come queste due norme sociali, interagendo, influenzino i consumi energetici di centinaia di migliaia di famiglie italiane.

Il metodo si ispira a quello usato per la sperimentazione dei farmaci in medicina ma applicato ai consumi di energia elettrica. Ad un consistente numero di famiglie viene inviato un documento con all’interno il confronto tra il proprio consumo e quello delle altre famiglie, con messaggi di approvazione a chi è più efficiente. Come vengono recepite queste informazioni e come hanno cambiato i comportamenti rispetto ai consumi delle persone? Questa è la domanda che guida la ricerca ed i risultati mostrano come la differenza nei contenuti del documento ne determini l’impatto sui consumi energetici. Ne consegue che i clienti meno efficienti hanno scoperto di consumare più di altre famiglie simili, e che l’efficienza era oggetto di approvazione. Questi clienti, che hanno ricevuto norme sociali concordanti l’una con l’altra, sono quelli che hanno ridotto maggiormente i propri consumi dopo aver ricevuto il documento. Mentre per i clienti più efficienti, oltre all’approvazione per il risparmio energetico, rivelava che adeguarsi alle altre famiglie avrebbe comportato per loro un aumento dei propri consumi. Di conseguenza, i clienti più efficienti hanno ridotto meno i propri consumi in risposta al documento, essendo le due norme sociali in contrasto l’una con l’altra

L’esito della ricerca dimostra la sinergia tra diversi tipi di norme sociali. Le persone che hanno maggiormente ridotto i consumi elettrici sono state quelle che hanno compreso che stavano consumando più energia elettrica di quanto non facessero i loro vicini e hanno appreso che minori consumi di energia rappresentano un valore socialmente condiviso.

Un altro risultato importante rivela il rischio che i messaggi basati sulle norme sociali siano inefficaci, qualora includano messaggi contrastanti. Questi clienti, infatti, se da un lato hanno appreso che la conservazione di energia è un valore socialmente condiviso, hanno anche scoperto che il comportamento dei vicini non rifletteva questo valore. Per indurre i consumatori virtuosi a ridurre i propri consumi è stato necessario rafforzare il messaggio in favore dell’efficienza energetica.

L’esito di questo studio è rilevante per la realizzazione di programmi di informazione sociale che puntano a massimizzare un cambiamento dei comportamenti come, ad esempio, progetti che sono utilizzati in molti ambiti quali l’evasione fiscale, la beneficenza o l’utilizzo delle risorse idriche.

Su questi aspetti, lo studio del team italiano ha una grande rilevanza scientifica. L’importanza deriva non solo nell’applicare alle questioni energetiche metodi, teorie e competenze delle scienze comportamentali, ma anche nel coinvolgere attivamente nella ricerca il mondo della fornitura di energia.

Questo livello di innovativa multidisciplinarità che permette l’incontro di esperti di tecnologie energetiche e scienze comportamentali, è una delle caratteristiche che definiscono RFF CMCC European Institute on Economics and the Environment (EIEE); una realtà che integra nelle sue attività di ricerca competenze diverse per lo studio dell’economia ambientale a supporto dello sviluppo sostenibile.

 

 

Flavia Iannilli