Tra meno di 48 ore inizierà il G20 Ambiente, Clima ed Energia. Ad ospitare l’evento Napoli che accoglierà i rappresentanti delle principali economie mondiali nelle sale di Palazzo Reale il 22 e il 23 luglio.

 

Due giorni in cui ministri, diplomatici e delegazioni di tecnici discuteranno degli approcci basati sugli ecosistemi e soluzioni fondate sulla natura come modelli per affrontare il cambiamento climatico, la biodiversità e la povertà.

 

In Italia le risorse a disposizione della rivoluzione verde e della transizione ecologica sono imponenti: ben 68,6 miliardi di Euro. Di questi 59,3 miliardi arrivano dal Piano per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo complementare. 

 

I fondi che arrivano dal Pnrr seguono una ripartizione ben precisa: alla transizione energetica e mobilità sostenibile sono destinati 23,8 miliardi; per l’efficienza energetica degli edifici 15,2 miliardi; per la tutela dei territori e delle risorse idriche sono stanziati 15,1 miliardi e per l’agricoltura ed economia circolare 5,3 miliardi. 

 

In una recente intervista il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha dichiarato: “Mi rendo conto che le scelte che dobbiamo fare, seguendo i parametri internazionali, sono molto complicate: ma ricordo a tutti che la transizione dev’essere giusta e che nessuno va lasciato indietro, com’è stato espressamente detto dalla Commissione europea e dall'Onu. Conciliare la sostenibilità con l'imperativo categorico dell'ambiente è la nostra missione: e sappiamo che sarà difficile”.

 

In riferimento alla discussione sul riconoscimento dell'importanza di un approccio scientifico nelle politiche sul clima, Cingolani, a SkyTg24, ha ammesso: "C'è ancora molta divergenza non tutti i paesi sono d'accordo sulla decarbonizzazione netta, alcune definizioni non sono ancora condivise. C'è molto lavoro da fare. E poi abbiamo tanti paesi in difficoltà, li dobbiamo aiutare. Non si può soltanto dire loro 'smetti di crescere perchè inquini'. C'è una responsabilità degli stati che guidano la transizione nel non creare ulteriori disuguaglianze".

 

Il 2021, anno chiave della transizione ecologica, nei prossimi mesi sarà segnato da una serie di appuntamenti globali. Dalla Conferenza delle Parti (COP) delle tre Convenzioni di Rio sui cambiamenti climatici alla biodiversità e desertificazione (UNFCCC COP26, CBD COP 15 e UNCCD COP 15); dal lancio del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell’ecosistema al summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari fino alla Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani.

 

Durante il G20 sull’ambiente di Napoli si discuterà il tema della tutela e del ripristino dei terreni degradati legato alla gestione sostenibile dell’acqua. L’energia idroelettrica ha un ruolo cruciale nell’accelerazione della transizione verso l’energia pulita, generando basse emissioni di carbonio. E necessita di una spinta propulsiva agli investimenti. 

 

Centrale, poi, anche la protezione dei mari ed il contrasto all’inquinamento plastico marino. Il livello del mare nel prossimo secolo aumenterà di 26/28 cm con conseguenti sfollamenti di popolazioni locali dovuti al cambiamento climatico. A questo si aggiunge la quantità di plastica che si trova nei mari: si tratta di 10-20 milioni di tonnellate l’anno. Da queste purtroppo derivano le 5,2 trilioni di particelle di plastica che attualmente galleggiano negli Oceani del mondo.

 

Il contrasto al cambiamento climatico deve fare i conti con le tonnellate di CO2 prodotte dalle attività umane che hanno toccato la cifra record di 24.126,1 milioni. La IEA (International Energy Agency), con il Sustainable Recovery Tracker, ha stimato che le emissioni di anidride carbonica si avviano a raggiungere il massimo storico a livello mondiale, già nel 2023. La causa? Solo il 2% dei finanziamenti per la ripresa dell’economia dalla pandemia viene impiegato nel settore dell’energia pulita. 

 

A Napoli si discuterà il ruolo e la centralità dei governi a supporto dell’implementazione di città intelligenti, sostenibili e resilienti insieme alla ripresa economica inclusiva e flussi finanziari coerenti con gli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi. Ci sarà spazio per la cooperazione nell’uso sostenibile e circolare delle risorse a supporto delle città circolari. Finanza verde, educazione e formazione, sono solo alcuni degli strumenti che verranno messi in campo per fronteggiare le sfide globali che avranno impatti diretti sulla vita della popolazione globale. 

 

L’obiettivo del G20 è focalizzato sulla ricerca di risposte coordinate, eque ed efficaci in grado di gettare le fondamenta per un futuro sostenibile. I Paesi membri rappresentano oltre l’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta. Numeri che rendono lo sforzo condiviso di responsabilità e lungimiranza più che necessario. 




 

Flavia Iannilli