“Il concetto di transizione ecologica non è univocamente definito tra gli Stati. Vi è infatti una tale disuguaglianza a livello planetario che quello che per i Paesi industrializzati e più evoluti è una transizione, per altri è qualcosa di materialmente impossibile. Nonostante gli obiettivi di sostenibilità ambientale siano chiari a livello globale, la strada percorribile non è la stessa per tutti”. Così il Ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha aperto la sua audizione presso le Commissioni Industria e Territorio del Senato, in seduta congiunta con le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera.

Cingolani ha anzitutto spiegato i nuovi ambiti di competenza del suo Ministero: competenza in materia di autorizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di competenza statale - anche in mare - di sicurezza nucleare e disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, competenza in materia di agro-energie, sui piani e misure in materia di combustibili alternativi e relative reti e strutture di distribuzione per la ricarica dei veicoli elettrici, sulla qualità dellaria, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale, anche attraverso tecnologie per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, pianificazione in materia di emissioni nei diversi settori dellattività economica, ivi compreso il settore dei trasporti.

Inoltre Cingolani ha illustrato i tre focus che qualificano gli altrettanti dipartimenti in cui si articola il Ministero: la tutela della natura, del territorio e del mare; la transizione ecologica; la interdipendenza della sfida climatica e di quella energetica. La reale novità consiste nel ripensamento dellorganizzazione dellamministrazione, indirizzandola prioritariamente verso una transizione ecologica” integrale del Paese.

Il Ministro si è soffermato anche sull’opportunità di rivedere il meccanismo delle aste per gli impianti di fonti rinnovabili, sottolineando che in Italia meno di un quarto della capacità viene messa a gara: “A tal fine, sono già state avviate  interazioni con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile per ricercare insieme proposte e interventi normativi, da sottoporre al vaglio parlamentare, atti a rendere le procedure più spedite, e con il Ministero della cultura per realizzare un sistema di permitting che offra procedure, tempi e soluzioni certe sullintero territorio nazionale e che si attenga a parametri oggettivi nella valutazione dellimpatto degli impianti di energie rinnovabili, anche, per esempio, nelle aree a vocazione agricola non sottoposte a vincolo”.

Cingolani ha osservato che il Ministero “sarà impegnato nellattuazione del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e della Strategia nazionale di Lungo Termine (LTS). A livello europeo il Ministero sarà inoltre protagonista nel negoziato sulla legge europea sul clima, da cui partirà la revisione di tutta la normativa su clima ed energia. Con particolare riferimento alle dimensioni del mercato energetico, della sostenibilità ambientale e della competitività. Si tratta di tre dimensioni rilevanti a livello nazionale. LItalia ha un prezzo dellenergia mediamente più alto di molti altri Paesi europei, che incide sulla qualità della vita e sulla competitività dell'intero sistema produttivo”.

Il Ministro ha osservato che “per quanto riguarda le Energie Rinnovabili, occorre definire il decreto – atteso ormai da anni – relativo agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (cd. FER2) ed estendere la durata temporale del cosiddetto FER1, al fine di consentire nuove procedure di asta o registro anche dopo settembre 2021.

“Sul versante della mobilità sostenibile - ha continuato il Ministro - si darà promozione alle energie rinnovabili nel settore dei trasporti con lattuazione del Piano di azione per la mobilità sostenibile, previsto nel recepimento della direttiva DAFI. Le azioni specifiche riguardano la promozione dei biocarburanti, del biometano e dellidrogeno con uno specifico riferimento allambito dei trasporti”.

Sull’idrogeno Cingolani ha ricordato come questo “è stato individuato nel luglio 2020 dalla Commissione Europea come una tra le tecnologie abilitanti per la progressiva decarbonizzazione del modello energetico europeo. Lo scorso novembre è stato completato il documento Strategia Nazionale Idrogeno – Linee Guida Preliminari”, pubblicato per la consultazione. Il documento rappresenta un primo disegno dellambizione e degli obiettivi dellItalia sullidrogeno, riprendendo contributi e riflessioni della filiera italiana dellidrogeno nellottica di sostegno al percorso di decarbonizzazione. Per giungere alla versione definitiva della strategia nazionale, prevista nelle prime settimane di aprile 2021, si è ritenuto opportuno lavorare su due fronti: da un lato, avviare la consultazione con gli stakeholder che lavorano già nel settore dellidrogeno interessati per una maggiore definizione delle progettualità presentate e, dallaltro, ideare politiche a supporto dello sviluppo del mercato dellidrogeno in Italia”.

L’On. Squeri - responsabile di FI per l’energia - ha osservato che, per quanto siano contemplati in modo esaustivo nella SEC e nel PNIEC, gli obiettivi di riduzione delle emissioni non vedrà pieno raggiungimento. Ad esempio, secondo Squeri, la sostituzione del metano con il biogas, così come indicato dal PNRR, sarebbe possibile se si utilizzasse l’accrescimento boschivo se in linea con le medie europee. Tutto ciò sarebbe possibile se venissero indicate dal Governo opzioni come questa. Quindi l’onorevole ha chiesto al Ministro se ritiene che la neutralità energetica sia la via maestra da seguire.

Il Sen. Arrigoni (Lega) ha chiesto, invece, se il Ministro non ritenga che l’aggiornamento del PNIEC non debbano essere previsti obiettivi meglio misurabili? Oltretutto, il senatore ha chiesto quale sia la posizione di Cingolani in relazione al ruolo importante del gas naturale e se intende sbloccare le gare del servizio di distribuzione del gas. Arrigoni ha chiesto, infine, se il MiTE intenda sostenere l’idroelettrico e le biomasse. Sull’idrogeno, infine, Arrigoni ha osservato che l’Italia non dispone delle risorse per produrre quello verde in modo competitivo e se quindi il Ministro non ritenga che anche l’idrogeno blu vada sostenuto.

L’On. Braga (PD) ha elogiato il fatto che il Ministro abbia ricordato il tema del debito ambientale e ha chiesto se la questione della tutela della biodiversità troverà un impegno particolare da parte del Ministero, ad esempio. In relazione al dissesto idrogeologico, Braga ha osservato che sarebbe opportuno continuare sulla scia di quanto avviato dal Governo precedente. Infine, l’onorevole ha chiesto tra le volontà del Ministro ci sia quella di prevedere una legge sul consumo del suolo che si lega fortemente alla questione della rigenerazione urbana. In relazione al PNRR, Braga ha chiesto se si può considerare adeguata l’attuale impostazione del Piano rispetto all’obiettivo del 37% delle risorse previste dalle indicazioni europee sulla transizione ecologica; se c’è l’intenzione di agire per rafforzare le politiche sulla biodiversità e se sul tema del permitting si possono immaginare interventi di sistema o solo limitati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’On. Moretto (IV) ha chiesto se tra gli indirizzi generali del Ministro ci sia quello di lavorare sulla percezione del suo Ministero, immaginato spesso come un ostacolo dal mondo produttivo, e di trasformarlo in un “Ministero del fare”. In relazione all’ambito energetico, Moretto ha osservato che la sezione dedicata all’idrogeno nel PNRR è riduttiva (citare solo l’idrogeno verde e non quello blu vuol dire escludere una parte importante del sistema produttivo). Per la deputata, inoltre, bisogna considerare la rilevanza del settore petrolifero che deve essere accompagnato e non abbandonato.

L’On. Muroni (Misto) ha osservato che i target di decarbonizzazione siano sfidanti e comportino impegno concreto. Il tema della biodiversità è molto debole, secondo la deputata, all’interno del PNRR. In relazione all’idrogeno, Muroni crede che sia quello green a dover essere valorizzato. Infine, è stato chiesto a Cingolani quanto si intenda legare il futuro del nostro Paese al gas.

L’On. Zucconi ha ribadito che Fratelli d’Italia ritiene che il superbonus vada prorogato almeno fino al 2024 e che vada esteso alle aziende del settore turistico e ricettivo. Infine, l’onorevole ha chiesto se il decreto legislativo 116 risponda alla direttiva quadro dell’Unione europea.

L’On. Luca Sut (M5S) ha dichiarato che investimenti sulla filiera dellidrogeno non devesserci spazio per gli incentivi allidrogeno blu, che toglierebbero risorse e agibilità allunica soluzione realmente prioritaria ed efficace in termini di transizione ecologica: lidrogeno verde. Il MoVimento 5 Stelle - ha aggiunto- non ha mai fatto mistero della propria contrarietà a forme di sostegno allidrogeno blu e ai progetti di cattura e stoccaggio delle CO2, tecnologia che si è già rivelata inefficace, inefficiente e rischiosa.

Il Ministro Cingolani, nel rispondere alle domande ha osservato che il 60% della Co2 dovuto alla produzione elettrica di rinnovabile può essere risparmiato se entro il 2030 riuscissimo ad arrivare al 72% di produzione energetica da fonti rinnovabili. In questo modo le tonnellate di Co2 andrebbero dalle 100 nel 2010 alle 50 previste nel 2030. Cingolani ha ribadito di essere molto sensibile al tema della biodiversità e che a tal riguardo ci sarà un impegno specifico. In relazione al superbonus, il Ministro ha affermato che una sua proroga è razionale supporla e che ci sarà un gruppo di lavoro che dovrà esaminare le criticità di applicazione. Sulla modifica del PNIEC, Cingolani ha osservato un disallineamento dello stesso dagli obiettivi europee e annunciato che ci sarà un aggiornamento del Piano. Sul tema della transizione burocratica, il Ministro ha osservato che è operativo un tavolo con i Ministri Franceschini e Giovannini che se ne occuperà, con l'urgenza di inserire queste idee nel PNRR. "Abbiamo davanti settimane, non mesi", ha precisato. Sui sussidi ambientalmente dannosi, i SAD, Cingolani ha osservato che è un controsenso incentivare qualcosa che va contro le idee di decarbonizzazione, ma non bisogna dimenticarsi che in questo momento siamo in piena crisi del lavoro, del trasporto, di tutte le attività, quindi bisogna essere sostenibili anche nelle decisioni e quindi identificare una strada progressiva che consenta di dare un segnale che verde che dimostri che abbiamo le idee chiare, senza penalizzare eccessivamente un settore che  in questa fase ha sofferto molto.

Il Ministro ha inoltre osservato che dalla settimana prossima il Pnrr comincerà ad avviarsi verso una versione un po' più definitiva: “sull'emergenza climatica e la necessaria transizione ecologica si andrà verso una maggiore sostenibilità, la gente non ha ancora un filo logico, non ha capito cosa ci stiamo giocando. Infatti i rischi non saranno fra sei generazioni ma ora, riguarderanno i bambini che stanno uscendo da scuola, dobbiamo fare un discorso molto approfondito con scuola e ricerca, con i relativi ministeri, perché c'è un elemento di formazione e comprensione molto importante. Una volta completato questo lavoro,  non ambisco a continuare in queste sedi, ma spero che chi verrà dopo di me attenzioni le rinnovabili del futuro che vengono dalle stelle, dalla fusione nucleare. Sarà la fonte la rinnovabile tra le rinnovabili. Dobbiamo potenziare il ruolo internazionale dell'Italia in questa nuova corsa”.

Infine sull'idrogeno verde il Ministro ha osservato che se puntassimo tutto sull’idrogeno verde avremmo problemi a usarlo subito, infatti distrarremmo molta energia rinnovabile per produrlo, che dovremmo comunque rimpiazzare, e non avrebbe capacità di storage. In sostanza otterremmo un carburante molto costoso che avrebbe una domanda tutto sommato molto ridotta. Semmai bisogna operare su questo vettore sapendo che abbiamo un blend di vettori energetici che è molto rapidamente variabile: “non ho una posizione ideologica, sappiamo dove dobbiamo andare e come andarci, dipende dalle condizioni attuali, sapendo che il futuro vedrà l'idrogeno verde, ma quando sarà staremo probabilmente già investendo sulla fusione nucleare e l'energia delle stelle”.

 

 

Luca Grieco

 

Photo Credits: QualEnergia