Il viaggio di The Watcher Post nel cuore delle Istituzioni continua con l’audizione sui negoziati per la nuova politica agricola comune (Pac) presso le Commissioni delle politiche agricole congiunte di Camera e Senato, alla quale è intervenuta Teresa Bellanova, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

La Ministra ha auspicato che: “La fine del negoziato sulla riforma della Pac sia entro il 2020, anche se l'entrata a regime ci sarà solo dal 1° gennaio 2023. Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, la presidenza tedesca del Consiglio Ue è fortemente intenzionata a giungere velocemente ad un accordo con il Parlamento attraverso un fitto calendario di riunioni dei triloghi, avviati due giorni fa.”

Bellanova continua: "Abbiamo sempre lavorato per una Pac più inclusiva, moderna e fortemente orientata alle nuove sfide, in particolari quelle ambientali e delle competitività del settore agricolo e agroalimentare. L'Accordo che abbiamo raggiunto in Consiglio, questi principi li contiene tutti, e una volta approvata definitivamente la riforma toccherà a noi tradurre questi obiettivi in azioni concrete. A partire dalla definizione del nuovo Piano strategico nazionale, che dovrà essere presentato alla Commissione europea entro la fine del prossimo anno, e per la cui predisposizione ho intenzione di istituire nei prossimi giorni un tavolo di partenariato nazionale. Questo sarà il luogo privilegiato di confronto aperto con, tra gli altri, tutti i rappresentanti del mondo produttivo, ai quali sarà chiesto di contribuire alla predisposizione di un documento di programmazione fondamentale per il futuro del settore e per il contributo che l'agricoltura e l'agroalimentare potranno assicurare alla transizione verde dell'intera economia del nostro Paese.”

La Ministra ha puntualizzato l’importanza del contributo allo sviluppo del settore agricolo che arriverà dal PNRR che completeranno quelli del Piano strategico della Pac, per questo ha specificato: "Nella definizione di entrambi gli strumenti il confronto con il Parlamento dovrà essere costante, perchè mai come in questa fase, il Paese non si può permettere di sbagliare nulla, tenuto conto della quantità di risorse a disposizione e dell'importanza della posta in gioco.”

Bellanova ha esposto le novità: "In primis, va evidenziata l’introduzione degli eco-schemi, cui dovranno essere destinate almeno il 20% delle risorse dei pagamenti diretti. Questo è il punto di equilibrio trovato in Consiglio. In tale ambito, nel pieno rispetto degli obiettivi da raggiungere, abbiamo preteso venisse assicurato un adeguato livello di flessibilità nelle scelte, in modo da considerare appieno le diverse realtà territoriali. Inoltre, è stata prevista una clausola di salvaguardia, nel caso di non utilizzo dei fondi assegnati agli eco-schemi, che consente il recupero delle eventuali risorse non utilizzate, da destinare ai pagamenti diretti degli agricoltori. Una maggiore flessibilità e semplificazione è stata ottenuta anche sulla condizionalità. Gli Stati membri potranno infatti prevedere un set di misure più adattabile alle diverse realtà territoriali. Ad esempio, il riso è stato escluso dall’obbligo di rotazione e diversificazione delle superfici, diversamente da quanto previsto dalla proposta originaria della Commissione, obbligo da cui sono esentate anche le aziende con superficie fino a dieci ettari.”

Infine la Ministra ha dichiarato che: "Una delle principali novità introdotta nell’impianto della Pac, da noi fortemente voluta, riguarda la possibilità di destinare una percentuale dei pagamenti diretti alla costituzione di un fondo di mutualizzazione, che deve essere elevato almeno al 3%, da attivare per il risarcimento dei danni subìti dagli agricoltori a seguito di calamità di carattere catastrofale. Si tratta di un passaggio epocale, perché per la prima volta, a livello europeo, si riconosce il principio che i pagamenti diretti disaccoppiati dalla produzione possano essere destinati al sostegno di misure volte a migliorare la capacità di adattamento del settore agricolo ai cambiamenti climatici.”

 

Le domande poste alla Ministra e le relative risposte:

L’Onorevole Cenni (PD) la seguente domanda: “Il Piano strategico nazionale è fondamentale per le strategie, come pensa di costruirlo e entro quando?”, il senatore La Pietra (FdI) interviene sullo stesso argomento: “Per il Piano strategico nazionale c’è bisogno di un confronto serio in Parlamento.” La Ministra risponde a entrambe le domande: “La maggior parte delle tematiche sollevate verranno affrontate nei prossimi mesi quando entreremo nel merito nel nuovo impianto della politica agricola con la definizione del nuovo Piano strategico nazionale che verrà presentato a Bruxelles entro il 31/12/2021. Partirà con il tavolo di partenariato in modo da raccogliere quanti più contributi possibili, per questo occorre il massimo dialogo. Il tavolo di partenariato è il luogo dove lavorare per la concertazione prevista dal regolamento comunitario, c’è tutta la disponibilità per ciò che riguarda il Parlamento. Quando andremo avanti con il tavolo faremo tutte le audizioni ritenute utili.”

Prende la parola l’Onorevole Baroni (FI): “Ci sono novità sulle convergenze esterne favorevoli all’Italia?”. Bellanova risponde: “Per la convergenza esterna, che è stata decisa dai Capi di Stato il 31/07/2020, abbiamo ottenuto una compensazione che è pari al doppio del costo della convergenza per l’Italia e dobbiamo esserne consapevoli.”

Il senatore Taricco (PD) pone diverse domande: “Le chiedo quale sia l’orientamento rispetto alle convergenze interne e lei ha citato la possibilità di superamento del 5% del settore oleicolo, questo superamento riguarda anche gli altri settori?”. La Ministra risponde alle domande andando per ordine: “Sulla convergenza interna è un tavolo di partenariato che dobbiamo mettere in piedi che dovrà arrivare a definire la scelta. Mentre, per ciò che riguarda il 5% di cui parlavo, si tratta di un aspetto tecnico legato solo al settore oleicolo e non è applicabile per altri settori.”

L’Onorevole Viviani (LN) interviene: “Per quanto riguarda il Piano strategico nazionale, le regioni non sono d’accordo sulla centralizzazione a livello nazionale della gestione delle risorse, siamo pronti ad affrontare questa situazione?”. Bellanova risponde: “Il piano strategico è il lavoro che dobbiamo fare sulla Pac, il Ministero ha sempre collaborato con le regioni, sia perché il Ministro incontra mensilmente gli assessori regionali sia perchè c’è un lavoro fatto da strutture tecniche del Ministero che sono sempre a contatto con le regioni, vorrei sottolineare che l’accordo raggiunto non toglie competenze alle regioni che continueranno a gestire i vari TSR e non è prevista alcuna centralizzazione. Gli organismi continueranno a fare quello che hanno fatto finora.”

La senatrice Abate (M5S) prende la parola: “Nel suo discorso vengono ignorati gli avvenimenti scientifici per affrontare i cambiamenti climatici, la Pac è poco compatibile con un’agricoltura sostenibile, come affrontate questo tema?” Anche l’Onorevole Caretta (FdI) pone una domanda dello stesso carattere: “Il Consiglio Europeo parla di riduzione di agenti chimici e di rispetto ambientale, come possiamo garantirli calcolando che dobbiamo pensare anche alla sostenibilità economica e alla competitività?”. La Ministra risponde alle domande: “Agricoltura e ambiente sono di nostro interesse, noi non dobbiamo creare una contrapposizione che non ha nessuna ragion d’essere e lo sforzo è quello di rendere una sostenibilità ambientale, sociale e economica. Una frattura in questo campo fa male agli agricoltori e al Paese. La nostra agricoltura è molto più compatibile anche rispetto ad altri Paesi europei, noi siamo in grado di produrre buon cibo di tutelare l’ambiente e di prenderci cura del territorio e dobbiamo continuare a farlo con il coinvolgimento di tutti. Non sono questioni slegate.”

Prende la parola l’Onorevole Bergesio (LN): “E’ previsto un Dl Ristori Bis? C’è la possibilità di avere un Bonus soprattutto per le zone rosse?”. Bellanova risponde: “Per ciò che riguarda il decreto ristoro, per i primi sei mesi abbiamo fatto un intervento per la decontribuzione per le filiere più colpite, poi siamo intervenuti durante la ripresa sul Dl ristori 1 che prevedeva una decontribuzione di un mese ma su livello nazionale. Con l’aggravarsi della situazione siamo arrivati alla determinazione delle zone, un intervento fatto per zone non lo ritengo realmente equo perchè il rifornimento viene fatto anche al di fuori della regione. Per questo mi sono assunta la responsabilità di concentrarmi sull’intervento immediato e che va su piano nazionale con il pagamento di un ulteriore mese di contributi. Credo che sia la scelta migliore, abbiamo lavorato per il coinvolgimento di tutta la filiera.”

 

 

Flavia Iannilli

 

 

Photo credits: Nuovo Sud