Ambiente
Fondazione NEST spegne tre candeline e tira le somme in ottica futuro
Di Redazione
(Articolo pubblicato su L’Economista, inserto de Il Riformista)
A quasi tre anni dall’avvio delle attività e con il Ministero dell’Università e della Ricerca che si avvicina alla chiusura della stagione del PNRR, Fondazione NEST – unico tra i 12 Partenariati Estesi interamente dedicato alla transizione energetica – fa il punto sul lavoro svolto e guarda al futuro.
Per partire con questa nuova fase, la Fondazione ha realizzato una mappatura puntuale delle attività condotte con suoi 24 partner – università, centri di ricerca e imprese – per verificare lo stato di avanzamento dei progetti e pianificare attività successive. I numeri raccontano la dimensione dell’iniziativa: 118 milioni di euro di risorse complessive, quasi 700 ricercatori coinvolti, 244 progetti attivi, 180 laboratori e 91 collaborazioni industriali. Sul fronte dell’innovazione concreta, sono 74 i prototipi sviluppati e 10 le tecnologie già brevettate o brevettabili, alcune con livelli di maturità tecnologica (TRL) tra 7 e 9, dunque prossime al mercato.
Tra i risultati più significativi figurano un battery management system basato su algoritmi di intelligenza artificiale per la gestione efficiente di batterie di largo formato, prototipi di motori a combustione interna alimentati con e-fuels e idrogeno e un sistema per la generazione di energia pulita dal moto ondoso.
“Oggi non possiamo limitarci a misurare quanto è stato fatto, dobbiamo chiederci come trasformare questi risultati in infrastruttura permanente per il Paese”, sottolinea Michela Chimienti, Program Research Manager di NEST. “Il rischio è che competenze, prototipi e brevetti restino confinati in una parentesi temporale, anziché diventare leva strutturale per la competitività italiana”.
Resta però il nodo cruciale del dopo. Il metodo NEST per il post-PNRR parte da qui. Nel corso di questi anni la Fondazione ha strutturato una mappatura sistemica delle tecnologie sviluppate, degli asset strategici e dei livelli di maturità raggiunti (TRL), creando uno strumento operativo che connette ricerca, industria e mercato e che rappresenta la base per una infrastruttura permanente di trasferimento tecnologico. Non solo un censimento, ma una piattaforma dinamica capace di individuare le tecnologie più vicine al mercato, orientare gli investimenti e attivare partnership industriali mirate.
La nuova fase punta a trasformare l’esperienza maturata nel PNRR in un modello strutturale e permanente di trasferimento tecnologico. L’obiettivo è passare da un programma straordinario a un’infrastruttura stabile ed efficace: “L’obiettivo è trasformare NEST da grande progetto di ricerca in un ecosistema permanente dell’innovazione energetica. Stiamo lavorando su alcune direttrici strategiche – trasferimento tecnologico, venture building, partnership industriali e apertura internazionale – per consolidare il patrimonio scientifico e tecnologico costruito e accompagnarlo verso il mercato”, afferma Gabriella Scapicchio, Direttrice Generale della Fondazione NEST.





